l campanile cilindrico, situato nel cuore di Città di Castello e in prossimità della cattedrale dei Santi Florido e Amanzio, è uno dei segni distintivi dell’architettura cittadina. La sua forma rotonda richiama modelli ravennati di epoca romanica, testimonianza degli influssi bizantino-ravennati che raggiunsero l’Alta Valle del Tevere attraverso i contatti con l’aretino e con l’opera dell’architetto Maginardo, inviato a Ravenna agli inizi dell’anno Mille per studiarne i monumenti.
Le origini della costruzione non sono documentate con precisione, ma un atto del 1283 registra un pagamento per la “già avviata edificazione” della torre. Alcuni studiosi, tra cui Mario Salmi, ne collocano l’impianto originario all’XI secolo. In origine la struttura si ergeva isolata sul sagrato della cattedrale, prima che gli ampliamenti rinascimentali della sacrestia ne occultassero l’ingresso primitivo.
Il paramento murario rivela chiaramente le diverse fasi costruttive: la base romanica, databile tra XI e XII secolo, è composta da piccoli conci di pietra; la parte superiore, invece, risalente tra XIII e XIV secolo, mostra elementi gotici con aperture in arenaria e blocchi di dimensioni maggiori. L’edificio raggiunge un’altezza di circa 43,5 metri, con un diametro medio di 7 metri, e culmina in una cella campanaria sormontata da un coronamento conico che ospita tre campane.
L’accesso attuale non si trova più al piano terra, ma a un livello superiore, raggiungibile tramite una scala a chiocciola ricavata nello spessore delle murature della cattedrale. Da lì, attraverso ballatoi e pianerottoli di sosta in legno di castagno, si sale fino alla sommità. Durante i restauri più recenti è stata riposizionata la sfera metallica rivestita di foglie d’oro, sostituendo quella deteriorata dal tempo; al suo interno è stata deposta una pergamena commemorativa dei lavori di consolidamento.
Oggi il campanile, adiacente al Museo del Duomo, è visitabile e continua a rappresentare un punto di riferimento storico e artistico per la città, unendo la memoria delle sue origini romaniche con le stratificazioni architettoniche maturate nei secoli.1
Fonti e note
- 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)