chiesa di Santa Maria di Turrita

Comune: Montefalco
Architettura secondo il periodo: Architettura gotica
Edifici religiosi: Abbazie, eremi, monasteri

La chiesa di Santa Maria di Turrita è ciò che resta dell’antico complesso benedettino sorto in quest’area collinare a sud di Montefalco. Dell’abbazia medievale sopravvivono oggi l’edificio sacro e alcuni ambienti adiacenti, utilizzati come spazi parrocchiali. Gli interventi di restauro hanno restituito alla chiesa un aspetto curato e leggibile, riportando alla luce anche gran parte dell’apparato pittorico.

Secondo la tradizione legata alla figura di san Fortunato, il santo avrebbe esercitato qui il proprio ministero nella seconda metà del IV secolo. La leggenda, redatta nel VII secolo, lo ricorda infatti come presbitero della comunità di Turrita, la cui presenza trova conferma documentaria solo nel 1161, quando la chiesa compare come priorato dipendente dall’abbazia di Santo Stefano di Manciano. Nel corso del XIII secolo il monastero possedeva numerose dipendenze, tra cui San Valentino di Turrita, San Paolo e San Giovanni di Cortignano e Santa Lucia di Montefalco, dove furono rogati vari atti notarili. La vita comunitaria è attestata fino al 1295, anno in cui il vescovo Gerardo, su disposizione romana, allontanò i monaci e trasferì beni e diritti al Capitolo della cattedrale di Spoleto. Intorno al 1320 il complesso fu probabilmente acquisito dal rettore del Ducato di Spoleto, Jean d’Aniel, per essere destinato a residenza della Curia pontificia.

L’edificio attuale conserva nella parte più antica le caratteristiche architettoniche del XII secolo, riconoscibili nell’abside semicircolare ornata da archetti pensili e nella tessitura muraria. Le pareti laterali mostrano un prolungamento attribuibile ai lavori documentati nel 1261. Sul lato sinistro si apre un portale con cornice ad arco, arricchito da due teste scolpite provenienti dall’antico ingresso principale, forse raffiguranti papa e imperatore. Un secondo portale, oggi murato, testimonia ulteriori modifiche. La facciata, ricostruita in laterizio e pietra intorno al 1950, presenta un profilo cuspidato con portale e bifora; nelle lunette sono inserite decorazioni in ceramica di Deruta raffiguranti la Madonna orante1 e il Buon Pastore2, entrambe datate 1952. Accanto alla chiesa sono stati ricollocati frammenti del portale originario.

L’interno, a navata unica, conserva un ricco insieme di affreschi di epoche diverse. Sulla parete sinistra si susseguono una Madonna in trono molto deteriorata, una statua di San Severo, una lapide e un’altra Madonna in trono. In un’ampia nicchia si trova una composizione articolata: nella lunetta superiore una Pietà con la scritta “Ecce Homo”, mentre nella parte inferiore compaiono San Francesco, Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova; sull’intradosso sono raffigurati San Rocco, San Severo e Santa Chiara da Montefalco, accompagnati da un’iscrizione moraleggiante. L’opera, datata 1513, è attribuita a Francesco Melanzio. Seguono un’Annunciazione trecentesca del Maestro di Cesi e una Madonna col Bambino del Quattrocento. Un affresco del 1418, riconducibile a Giovanni di Corraduccio, conserva solo la figura di San Giacomo e un angelo reggitenda. Dopo la porta laterale si trova una Madonna del Soccorso del 1537. Un dipinto del 1385 raffigura San Pietro, la Madonna in trono col Bambino e una santa con il piccolo committente.

L’arco absidale presenta, nella parte inferiore, i santi Severo e Fortunato a sinistra e una Madonna col Bambino a destra, mentre le scene superiori sono molto lacunose. Nel catino absidale restano i frammenti di una Crocifissione, stilisticamente affine a quella della cappella di Santa Croce nella chiesa di Santa Chiara a Montefalco, opera del Maestro di Cesi (1333), cui si possono attribuire anche gli affreschi circostanti.

La parete destra ospita, nella zona presbiteriale, San Giovanni Battista e una Madonna in trono col Bambino; segue un grande San Cristoforo della metà del XV secolo e una Madonna in trono con angeli reggitenda. Dopo una nicchia con statua moderna della Madonna, si trova un Angelo orante e un affresco del 1410 con la Madonna col Bambino e Santa Lucia, attribuito a Bartolomeo da Miranda. Completano la parete una Madonna della Misericordia, una Madonna in trono con Santa Chiara da Montefalco, il fonte battesimale e un’acquasantiera. In controfacciata sono collocate due tele, tra cui una Madonna con San Filippo Neri di Giampiero Canotti, databile ai primi anni del Settecento.

Dalla chiesa provengono anche due opere oggi conservate nel Museo di Montefalco: il polittico realizzato da Francesco Melanzio nel 1488, con la Madonna in trono circondata da santi entro un’architettura scolpita, e una tempera su tavola con nove episodi della vita di Cristo, attribuita a un pittore folignate attivo intorno alla metà del Quattrocento, probabilmente legato all’ambiente di Bartolomeo di Tommaso.3

Fonti e note

  1. 1

    A sinistra della quale si legge la scritta: "MADONNA FRA FILIPPO LIPPI / SOC. AN. MAIOLICHE – DERUTA" mentre a destra: "DONO DEL SIG. / GALANTI RUGGERO / A.D. 1952."

  2. 2

    Sopra si legge: "AMBROSINI UMBERTO / DONO / A.D. 1952."

  3. 3

    Sperandio, B. (2001). Chiese romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. pp.87.
    Farnedi, G., Togni, N. (2014). Monasteri benedettini in Umbria: alle radici del paesaggio umbro. Regione Umbria: Cesena : Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. pp. 152-153.

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