Chiesa e Convento di San Fortunato

Comune: Montefalco
Edifici religiosi: Conventi
Chiesa e Convento di San Fortunato
Chiesa e Convento di San Fortunato

La chiesa e il convento di San Fortunato sorgono nel luogo dove, nel IV secolo, era stata edificata una basilica in onore del santo. Le origini dell’edificio si collegano alla leggenda di san Fortunato, umile presbitero della chiesa di Santa Maria di Turrita, vissuto tra il 340 e il 400 e considerato evangelizzatore della zona. Dopo la sua morte, il corpo fu deposto nel campo di sua proprietà. Secondo il racconto tramandato alla fine del VII secolo, il magister militum Severo, liberato miracolosamente dalla prigionia grazie all’intercessione del santo cui si era votato, fece costruire una basilica sul luogo della sepoltura, consacrata secondo la tradizione nel 422.

La chiesa sorse nel fundus Varianus, poi appartenuto ai duchi longobardi di Spoleto. Nell’XI secolo passò sotto la giurisdizione dell’abbazia di Sassovivo e, in un momento successivo, ai vescovi di Spoleto, che nel XIII secolo vi risiedettero spesso e vi datarono numerosi documenti. Nel 1442 frate Antonio da Montefalco, appartenente ai Minori Osservanti, ottenne dal Comune il permesso di costruire l’attuale convento annesso alla chiesa.

L’accesso all’edificio è preceduto da un ampio quadriportico del XV secolo, ricostruito utilizzando anche quattro antiche colonne romane di spoglio, probabilmente provenienti dalla primitiva basilica. L’interno, a navata unica con volta leggermente ogivale, è attribuibile al XII secolo, mentre l’abside quadrata risale ai restauri successivi, forse collegati all’intervento del 1339.

Sulla sinistra dell’ingresso principale si trova la "Cappella delle Rose", edificata nel XV secolo e affrescata da Tiberio d’Assisi nel 1512. Vi sono rappresentati episodi legati all’Indulgenza della Porziuncola, santi francescani, l’Eterno benedicente sulla volta e un Cristo sul sepolcro nel paliotto dell’altare. La firma dell’artista è leggibile nel cartiglio sulla parete destra.

La porta d’accesso alla chiesa conserva affreschi di Benozzo Gozzoli, realizzati nel 1450: sette angeli sopra l’arco, la Madonna col Bambino tra i santi Francesco e Bernardino da Siena e figure di santi nella lunetta. Sul fianco destro si trova un San Sebastiano alla colonna, opera di Tiberio d’Assisi.

L’interno custodisce una cappella antica, modificata nel XVIII secolo e decorata da Francesco Melanzio nel 1495. Al suo interno è conservato un sarcofago noto come quello di San Severo, databile tra IV e V secolo, sul quale rimangono tracce di pitture attribuite a Benozzo Gozzoli, tra cui un Ecce Homo e due angeli adoranti.

Un’altra testimonianza dell’opera di Gozzoli è la tavola raffigurante la Vergine assunta che porge la cintola a San Tommaso, un tempo conservata nella chiesa e oggi nella Pinacoteca Vaticana, dopo la donazione del Comune a Pio IX nel 1848. Nella chiesa è presente una copia che ne ricorda la presenza originaria.

Presso l’altare dedicato a San Severo è esposta una tela seicentesca di Andrea Polinori, mentre l’abside ospita un elegante coro ligneo del XVI secolo. Sulla parete destra si trova l’altare di San Fortunato, con il santo raffigurato in abiti presbiterali: l’affresco, parte di una composizione più ampia dipinta da Gozzoli nel 1450, fu mutilato nel XVII secolo per l’inserimento del prospetto in stucco. Nella stessa zona si conserva una Madonna col Bambino con angelo musicante, anch’essa firmata da Gozzoli e anch’essa danneggiata dagli interventi successivi.

Il chiostro interno, risalente al XV secolo, presenta affreschi del 1720 con episodi della vita di san Francesco e di san Fortunato, insieme a stemmi di famiglie nobili e ritratti di francescani illustri. Nel medesimo spazio sono raccolte lapidi e frammenti di epoca romana e altomedievale.

Nel refettorio del convento, sulla parete di fondo, si conserva una vivace rappresentazione dell’Ultima Cena, datata al XVII secolo. Nel bosco circostante sono ancora visibili le cosiddette “Grotte di San Fortunato”, scavate nell’argilla e utilizzate in epoca pagana e paleocristiana; la grotta centrale, a forma di croce, fu probabilmente adibita a oratorio..1

Fonti e note

  1. 1

    Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
    Sperandio, B. (2001). Chiese romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. pp.86-87

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