Monti Coscerno - Civitella - Aspra (sommità)

Codice Sito
IT5210063
Superficie (Ettari)
5.347,90

L'area protetta dei Monti Coscerno - Civitella - Aspra (sommità) (codice IT5210063) è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) / Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000 in Umbria.

Caratteristiche Generali e Vegetazione

Complesso montuoso calcareo dove, oltre agli habitat segnalati con codice ed attribuiti a: Prunetalia spinosae (5130), Asperulo purpureae-Brometum erecti, Filipendulo vulgaris-Trifolietum montani, Astragalo sempervirentis-Seslerietum nitidae e Plantago holostei-Helianthemetum cani (6210), Poo violacee-Nardetum (6230), sono presenti estesi e compatti boschi di Fagus sylvatica, dell'associazione Polysticho-Fagetum ed, ai margini del sito, alcune formazioni a Quercus cerris, dell'ordine Quercetalia pubescenti-petraeae, interrotte da cespuglieti a Cytisus scoparius, dell'alleanza Pruno-Rubion ulmifolii. Nelle zone sommitali del Monte Coscerno sono, infine, presenti estesi pascoli a Sesleria apennina dell'associazione Carici humilis-Seslerietum apenninae; inoltre sul versante nord si trovano piccoli nuclei con Vaccinium myrtillus, attribuiti al Luzulo sieberi-Vaccinietum myrtillii.

Qualità e Rilevanza Biogeografica

Si tratta del migliore esempio di ambiente montano presente in Umbria, al di fuori del Gruppo dei Sibillini, poichè i tipi di vegetazione montana dell'Appennino centrale sono rappresentati nel modo migliore e completo. Spiccano per la grande estensione: le faggete (generalmente ben conservate e con ampie zone governate a fustaia) ed i pascoli dei Festuco-Brometalia, che presentano aspetti floristici e fitosociologici diversi in relazione alle caratteristiche geomorfologiche del territorio. Di particolare interesse fitogeografico sono i seslereti di cresta a Sesleria apennina ed i cespuglieti a Vaccinium myrtillus tipici di ambienti alto-appenninici e qui presenti in condizioni di extrazonalità. Nella ricca flora di questi rilievi, oltre ai numerosi endemismi, sono state segnalate: Bulbocodium vernum ssp. versicolor e Gentiana lutea, rare a livello X

1

Fonti e note

  1. 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Habitat Direttiva
  • 4060 - Lande alpine e boreali: L'Habitat è rappresentato da formazioni di arbusti bassi, nani o prostrati, tipicamente presenti ad elevate altitudini, nelle fasce alto-montana e subalpina (e alpina, ove presente), dominate in particolare da ericacee e/o ginepro nano. Sono generalmente collocati nella fascia altitudinale compresa fra il limite della foresta e le praterie primarie d’altitudine, ma in condizioni ecologiche particolari si possono sviluppare anche a quote più basse. In Umbria si tratta di un Habitat molto localizzato, rappresentato da arbusteti di alta quota a dominanza di ginepro nano, da frammentarie formazioni acidofile a dominanza di mirtillo, da cenosi a dominanza di Genista radiata.
  • 5130 - Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli: L'Habitat, molto diffuso in Umbria e in espansione, si riferisce alle formazioni arbustive, più o meno dense (talora anche piuttosto rade ed in mosaico con le formazioni di prateria arida) a dominanza di Juniperus communis. Si tratta di formazioni di origine secondaria, il cui mantenimento è subordinato al perdurare di moderate attività di pascolo, in assenza delle quali tendono a chiudersi e ad essere progressivamente sostituite dalle cenosi forestali. L'Habitat è diffuso nei piani collinare e montano, su substrati sia carbonatici che silicei, generalmente in condizioni di aridità e su suoli poco evoluti.
  • 6110* - Formazioni erbose rupicole calcicole o basofile dell'Alysso-Sedion albi: L'Habitat è rappresentato da pratelli di piccola taglia, discontinui e legati alla presenza di substrato affiorante, a carattere xero-termofilo e pioniero. Sono tipicamente dominati da specie succulente del genere Sedum, adattate alla sopravvivenza in condizioni di forte aridità, accompagnate da varie entità annuali a ciclo breve e da numerose specie di muschi e licheni. Il substrato di elezione è generalmente calcareo, ma l'Habitat può colonizzare anche rocce di altra natura (marne, calcareniti, arenarie, calcari ofiolitici). Ha un'ampia distribuzione ma è spesso rappresentato da cenosi di estensione puntiforme.
  • 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee): L'Habitat comprende le praterie perenni, più o meno ricche di specie, a dominanza di graminacee emicriptofitiche e con una componente variabile di camefite, da aride a semi-mesofile, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supra-Temperato, talora interessate da una ricca presenza di specie di Orchidaceae ed in tal caso considerate prioritarie (*). Si tratta tipicamente di praterie secondarie, la cui conservazione è strettamente subordinata al mantenimento delle pratiche di pascolo brado, nel rispetto di un carico sostenibile di capi pascolanti. In assenza delle tradizionali attività pastorali si assiste allo sviluppo di nuclei arbustivi (a dominanza, a seconda delle condizioni ecologiche del sito, di Juniperus oxycedrus subsp. deltoides, J. communis, Spartium junceum, Cytisus sessilifolius, C. scoparius, Pteridium aquilinum, Emerus major subsp. emeroides, Prunus spinosa, Rosa gr. canina, Crataegus monogyna, Pyracantha coccinea, Rubus ulmifolius e altre entità). Viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame si assiste a fenomeni di erosione, rottura del cotico erboso, compattamento del suolo, banalizzazione della composizione floristica con diffusione di specie nitrofile. Si tratta di comunità endemiche dell’Italia appenninica, che si sviluppano su substrati di varia natura: da litotipi calcarei a marne, calcareniti e arenarie. Secondo il Manuale europeo (European Commission, 2013), per individuare il carattere prioritario deve essere soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: (a) il sito ospita un ricco contingente di specie di orchidee; (b) il sito ospita un’importante popolazione di almeno una specie di orchidee ritenuta non molto comune a livello nazionale; (c) il sito ospita una o più specie di orchidee ritenute rare, molto rare o di eccezionale rarità a livello nazionale.
  • 91L0 - Querceti di rovere illirici (Erythronio-Carpinion): L'Habitat è costituito da boschi mesofili a dominanza di rovere e/o carpino bianco, generalmente con buona presenza di cerro, caratterizzati da un sottobosco molto ricco di specie e in particolare di geofite a fioritura tardo invernale-primaverile. Essi sono generalmente legati a stazioni fresche, subpianeggianti o di impluvio, o sul fondo di piccole depressioni, con suoli subacidi, profondi e ricchi in humus. Si rinvengono nei Piani Meso- e Supratemperato; in quest'ultimo caso possono occupare anche posizione di versante. L'Habitat include anche le formazioni a cerro e carpino bianco che si sviluppano sui suoli "fersiallitici".
  • 9210* - Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex: Faggete appenniniche dell'Habitat 9210* ai margini del Pian Grande di Castelluccio (PG). L'Habitat comprende le faggete con presenza più o meno abbondante di tasso e/o agrifoglio, diffuse nel Piano bioclimatico supratemperato, soprattutto nell'orizzonte inferiore ma anche in quello superiore, con ingressioni nel sottostante Piano mesotemperato in condizioni topografiche ed edafiche particolari (le cosiddette "faggete eterotopiche" o "depresse"). Queste comunità si sviluppano su substrati prevalentemente calcarei, ma anche silicei o marnosi. Sono ampiamente distribuite lungo la dorsale Appenninica ma si rinvengono in modeste estensioni anche nel settore occidentale della regione, sia a nord (Monte Favalto) che nel comparto meridionale (territorio orvietano). Sono comunità generalmente ricche floristicamente, non tanto nello strato arboreo (che risulta spesso piuttosto monotono, se non addirittura monospecifico), quanto negli strati arbustivo ed erbaceo. Talora si arricchiscono di entità tipiche dei piani bioclimatici sottostanti.
  • 9220* - Faggeti degli Appennini con Abies alba e faggete con Abies nebrodensis: La presenza dell'Habitat in Umbria è tuttora dubbia e necessita di ulteriori indagini, soprattutto per definire in modo incontrovertibile l'origine delle popolazioni di abete bianco presenti che, a livello regionale, sembrano essere tutte derivate da impianto a cui è seguita solo in alcuni casi la diffusione spontanea da seme della specie. L'Habitat si riferisce ai boschi misti di faggio e abete bianco e presenta una distribuzione molto frammentata lungo la dorsale appenninica. Queste formazioni sono legate al termotipo supratemperato, più raramente a quello mesotemperato. Esse vanno considerate come relitti di cenosi orofile terziarie che sono rimaste accantonate in siti isolati e frammentati.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Valutazione:
Valuta questa risorsa
Valuta questa risorsa
0