L'area protetta dei Monti Maggio - Nero (sommità) (codice IT5210014) è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) / Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000 in Umbria.
Caratteristiche Generali e Vegetazione
Complesso montuoso calcareo contraddistinto, sul versante occidentale, da forre e piccole pareti rocciose. Il manto vegetale, oltre che dagli habitat segnalati con codice ed attribuiti a: Prunetalia spinosae (5130), Asperulo purpureae-Brometum erecti e Brizo medie-Brometum erecti (6210), Saponario-Salicetum purpureae (92A0), Saxifrago australis-Trisetetum bertolonii (8213) e Polysticho-Fagetum (9210), è caratterizzato da boschi cedui di Ostrya carpinifolia, dell'associazione Scutellario-Ostryetum, e da pascoli a Sesleria nitida, riferiti al Seslerio nitidae-Brometum erecti. Sulla sommità del M. Serra Santa è presente un lembo di seslerieto a Sesleria apennina. Sulle balze sono diffusi popolamenti arbustivi a Quercus ilex (9340), mentre sui versanti ombrosi si trovano piccoli nuclei di Castanea sativa (9260).
Qualità e Rilevanza Biogeografica
Il sito rappresenta un ottimo esempio di ambiente appenninico alto-collinare e montano. Tutte le fitocenosi sono in buono stato di conservazione; in particolar modo le faggete ad alto fusto del M. Nero, ed i vastissimi pascoli sommitali inquadrati in numerose associazioni. Ricca e diversificata è anche la flora che, oltre alle endemiche, mostra specie rare a livello nazionale come Dictamus albus, rare a livello regionale come Gagea pratensis ed Anthericum ramosum e di particolare interesse fitogeografico per l'Umbria come Poa chaixi. Tra la fauna, da segnalare anche Helicigona (Chilostoma cingulata philippi (mollusco poco comune presente solo nei massicci carbonatici dell'Appennino centrale), Medora albescens (altro mollusco poco comune), Rana graeca (specie vulnerabile), Accipiter nisus (specie rara), Buteo buteo, Falco tinnunculus (poco comuni), Capreolus capreolus (reintrodotto, importante per la catena alimentare del lupo), Lepus europaeus (importante per la catena alimentare dell'aquila reale), X
Fonti e note
- 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
- 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee): L'Habitat comprende le praterie perenni, più o meno ricche di specie, a dominanza di graminacee emicriptofitiche e con una componente variabile di camefite, da aride a semi-mesofile, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supra-Temperato, talora interessate da una ricca presenza di specie di Orchidaceae ed in tal caso considerate prioritarie (*). Si tratta tipicamente di praterie secondarie, la cui conservazione è strettamente subordinata al mantenimento delle pratiche di pascolo brado, nel rispetto di un carico sostenibile di capi pascolanti. In assenza delle tradizionali attività pastorali si assiste allo sviluppo di nuclei arbustivi (a dominanza, a seconda delle condizioni ecologiche del sito, di Juniperus oxycedrus subsp. deltoides, J. communis, Spartium junceum, Cytisus sessilifolius, C. scoparius, Pteridium aquilinum, Emerus major subsp. emeroides, Prunus spinosa, Rosa gr. canina, Crataegus monogyna, Pyracantha coccinea, Rubus ulmifolius e altre entità). Viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame si assiste a fenomeni di erosione, rottura del cotico erboso, compattamento del suolo, banalizzazione della composizione floristica con diffusione di specie nitrofile. Si tratta di comunità endemiche dell’Italia appenninica, che si sviluppano su substrati di varia natura: da litotipi calcarei a marne, calcareniti e arenarie. Secondo il Manuale europeo (European Commission, 2013), per individuare il carattere prioritario deve essere soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: (a) il sito ospita un ricco contingente di specie di orchidee; (b) il sito ospita un’importante popolazione di almeno una specie di orchidee ritenuta non molto comune a livello nazionale; (c) il sito ospita una o più specie di orchidee ritenute rare, molto rare o di eccezionale rarità a livello nazionale.
- 8210 - Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica: Vengono inquadrate in questo Habitat le comunità casmofitiche che si sviluppano nelle fessure delle pareti rocciose, ad altitudine variabile, tipicamente discontinue e con una copertura complessiva molto scarsa.
- 8310 - Grotte non ancora sfruttate a livello turistico: L'Habitat si riferisce agli ambienti di cavità sotterranee e grotte non aperte al pubblico, che rivestono un'importanza particolare per alcune specie animali, soprattutto pipistrelli e anfibi. La componente vegetale è scarsamente rappresentata, a causa delle condizioni di illuminazione pressoché assente. Fitocenosi specializzate possono svilupparsi solo all’imboccatura delle grotte e spesso ospitano una ricca componente briofitica e algale. Biondi E., Burrascano S., Casavecchia S., Copiz R., Del Vico E., Galdenzi D., Gigante D., Lasen C., Spampinato G., Venanzoni R., Zivkovic L. & Blasi C., 2012. Diagnosis and syntaxonomic interpretation of Annex I Habitats (Dir. 92/43/ EEC) in Italy at the alliance level. Plant Sociology, 49(1): 5-37. Genovesi P., Angelini P., Bianchi E., Dupré E., Ercole S., Giacanelli V., Ronchi F., Stoch F., 2014. Specie e Habitat di Interesse Comunitario In Italia: Distribuzione, Stato Di Conservazione e Trend. Serie Rapporti, 194/2014, ISPRA. Spampinato G., 2009. Habitat 8310. In: Biondi E. et al., Manuale Italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE. SBI, MATTM, DPN. Tra le poche specie vegetali che possono svilupparsi all'imboccatura delle grotte ci sono alcune pteridofite quali Asplenium trichomanes, Phyllitis scolopendrium, Athyrium filix-foemina, Cystopteris fragilis, Polystichum setiferum, P. aculeatum, Dryopteris filix-mas, Polypodium cambricum, P. vulgare, e briofite quali Neckera crispa, Anomodon viticulosus, Thamnobryum alopecurum (=Thamnium alopecurum), Thuidium tamariscinum, Plagiochila asplenioides, Taxiphyllum wissgrillii (=Isopterygium depressum). Possono essere presenti alghe azzurre e verdi. ADIANTETEA CAPILLI-VENERIS Br.-Bl. in Br.-Bl., Roussine & Nègre 1952, Adiantetalia capilli-veneris Br.-Bl. ex Horvatić 1939, Adiantion capilli-veneris Br.-Bl. ex Horvatic 1939, Polysticho setiferi-Phyllitidion scolopendri Ubaldi ex Ubaldi & Biondi in Biondi, Allegrezza, Casavecchia, Galdenzi, Gasparri, Pesaresi, Vagge & Blasi 2014 Pressioni IUCN: G01.04.02- speleologia; G05.01- Calpestio eccessivo; H02- Inquinamento delle acque sotterranee (sorgenti puntiformi e diffuse); L06- Collassi sotterranei Minacce IUCN: G01.04.02- speleologia; G05.01- Calpestio eccessivo; H02- Inquinamento delle acque sotterranee (sorgenti puntiformi e diffuse); L06- Collassi sotterranei Specie vegetali potenzialmente presenti in questo habitat: Autore di riferimento: D. Gigante, F. Maneli, S. Poponessi, R.P. Wagensommer, R. Venanzoni
- 9210* - Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex: Faggete appenniniche dell'Habitat 9210* ai margini del Pian Grande di Castelluccio (PG). L'Habitat comprende le faggete con presenza più o meno abbondante di tasso e/o agrifoglio, diffuse nel Piano bioclimatico supratemperato, soprattutto nell'orizzonte inferiore ma anche in quello superiore, con ingressioni nel sottostante Piano mesotemperato in condizioni topografiche ed edafiche particolari (le cosiddette "faggete eterotopiche" o "depresse"). Queste comunità si sviluppano su substrati prevalentemente calcarei, ma anche silicei o marnosi. Sono ampiamente distribuite lungo la dorsale Appenninica ma si rinvengono in modeste estensioni anche nel settore occidentale della regione, sia a nord (Monte Favalto) che nel comparto meridionale (territorio orvietano). Sono comunità generalmente ricche floristicamente, non tanto nello strato arboreo (che risulta spesso piuttosto monotono, se non addirittura monospecifico), quanto negli strati arbustivo ed erbaceo. Talora si arricchiscono di entità tipiche dei piani bioclimatici sottostanti.
- 9260 - Boschi di Castanea sativa: L'Habitat comprende le varie formazioni forestali a dominanza di castagno, sia quelle derivanti da impianto da frutto o da legno, che quelle abbandonate e quindi in fase più o meno avanzata di ricolonizzazione da parte di altre specie forestali quali il cerro, la rovere o il carpino bianco. Sono esclusi gli impianti da frutto produttivi in attualità d'uso (codice Corine 83.12) allorché siano privi di un sottobosco naturale. Si tratta di formazioni forestali acidofile, oligotrofiche, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supratemperato, su substrati solitamente ricchi in silice (Macigno), con suoli profondi e freschi, talora anche derivanti da litotipi di matrice carbonatica.
- 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.