Pieve di Santa Firmina

Comune: Perugia
Edifici religiosi: Chiese
Disegno della Pieve di Santa Firmina
Pieve di Santa Firmina

Uno dei primi documenti in cui viene nominata la pieve di Santa Firmina risale al 1163, quando un diploma di Federico I la conferma dipendente dal vescovo di Perugia. La pieve - oggi indicata nelle mappe come "Pievuccia" - era una delle più importanti del territorio, tanto che alcune chiese circostanti le pagavano il pleberium, fra cui le vicine parrocchie di Canneto, Capocavallo, Rabatta e Santa Maria Maddalena in Cenerente.

Quest’ultima, che disponeva di un fonte battesimale in auxilium, nel 1577 divenne la chiesa principale. La Pieve di Santa Firmina venne assorbita da essa e vi fu trasferito il fonte battesimale. Nella visita pastorale del 1577 del vescovo Bossio fu infatti ordinato che i parrocchiani delle parrocchie vicine si battezzassero nella chiesa di Santa Maria Maddalena invece che in quella di Santa Firmina.

Da qui iniziò il periodo di decadenza. Non ebbero esito i tentativi, intrapresi dal 1645 in poi, di far rifiorire la devozione trasferendovi alcune reliquie della santa custodite nel Duomo di Perugia. Le reliquie sono oggi conservate nella chiesa di Santa Maria Maddalena di Cenerente1.

Fonti e note

  1. 1Fonte: Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Beni culturali abbandonati, “Pieve di Santa Firmina”, https://beniabbandonati.cultura.gov.it/beni/pieve-di-santa-firmina/ (consultato il 19 giugno 2026).
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