Il teatro della Concordia è situato nel cuore dell’antico centro di Montecastello di Vibio, cittadina che sorge sul versante destro della Valle del Tevere, poco distante da Todi. Il teatro di Montecastello di Vibio, con i suoi novantanove posti suddivisi tra i palchi e la platea, è detto il “teatro più piccolo del mondo”. Si legge in un documento dell'epoca che "venne costruito piccolo perché a misura del suo paese". Fu progettato in pieno clima post rivoluzione francese e intitolato proprio a quella "concordia tra i popoli" che si andava ricreando in Europa agli inizi dell'Ottocento. Costruito grazie alle finanze di nove famiglie illustri del paese che si diedero da fare perché questo diventasse luogo di divertimenti e riunioni, venne inaugurato nel 1808.
La sua architettura, interamente in legno, non solo conferisce un’eccellente acustica — tanto da renderlo oggi una sala di registrazione — ma riflette anche l’armonia sociale voluta dai suoi fondatori: i palchetti, distribuiti su nove colonne, non appartenevano a singoli proprietari, ma venivano condivisi a rotazione mensile, in nome della concordia.
Nel corso del XIX secolo, il teatro si arricchì di decorazioni e affreschi: nel 1861 il pittore Cesare Agretti iniziò a dipingere i frontali dei palchetti, raffigurando nel palco centrale due mani che si stringono, simbolo della concordia ed il fondale del palcoscenico, che rappresenta il panorama di Monte Castello di Vibio, fu un suo dono.
Quando nel 1892 si avviò il primo restauro, fu il figlio Luigi Agretti, appena quattordicenne, a decorare il soffitto, le semilunette e il foyer, lasciando nei suoi colori vivaci l’impronta di una precoce vitalità e un tributo affettuoso al borgo, definito “ameno colle, nostra patria”.
Nel Novecento, il teatro continuò a vivere grazie alla filodrammatica locale, alla banda e alla corale. Nel 1929 calcò il palcoscenico del teatro la giovane soprano Antonietta Stella di Todi che diverrà una delle migliori interpreti del repertorio verdiano mentre nel 1945 il teatro tenne a battesimo i primi passi di un'altra grande celebrità, l’allora giovanissima Gina Lollobrigida, che qui a Monte Castello recitò in "Santarellina" di Scarpetta, una commedia messa in scena dal regista e direttore di scena tuderte Tenneroni.
Dopo la chiusura per inagibilità nel 1951, fu il Comune a promuovere l’esproprio nel 1981 e il successivo restauro, concluso nel 1993 con il sostegno dell'Unione Europea. Gli architetti Paolo Leonelli e Mario Struzzi riuscirono a preservare la struttura lignea originale, confermando la sua sicurezza e restituendo al borgo un patrimonio architettonico e culturale di valore inestimabile. Nel 1997 il “teatro più piccolo del mondo” si è gemellato con il teatro Farnese di Parma, il “più grande del mondo”, quattromila posti.
Oggi, il Teatro della Concordia non è solo una miniatura di teatro settecentesco in stile bibienesco, ma un simbolo tangibile di civiltà, condivisione e bellezza, dove la cultura si misura non in metri quadri, ma nella profondità dell’intento e nella grazia della sua realizzazione.1,2
Fonti e note
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Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)
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Sito web del Teatro https://www.teatropiccolo.it/concordia/il-teatro/storie-vicende-e-protagonisti/ visitato nel mese di ottobre 2025 ed al quale si rimanda per gli approfondimenti del caso.