Villa San Donnino

Edifici abitativi: Ville

Situata a circa 5 km da Città di Castello, al confine con la Toscana, Villa San Donnino (o San Donino) sorge in un’area storicamente legata alla figura di San Donino, santo guaritore e patrono della città. Secondo la tradizione, dopo anni di battaglie per difendere Città di Castello, il santo scelse la vita eremitica, prima a Rubbiano e poi in questo luogo, dove morì nel 610; la cappella annessa alla villa conserva ancora oggi le sue reliquie1. L’edificio fu costruito nei primi anni dell’Ottocento dal vescovo di Acquapendente, Monsignor Florido Pierleoni, su terreno appartenente alla famiglia Pierleoni. Dopo un lungo periodo di abbandono, la villa è stata restaurata dalla famiglia Giorgi, che l’ha acquisita nel 1968 e ne è tuttora proprietaria; oggi ospita una struttura ricettiva di lusso. 

Disegno del fronte di Villa San Donnino
Villa San Donnino

Il corpo principale della villa ha pianta quadrata ed è costruito intorno alla chiesetta dedicata al santo; si sviluppa su due piani con copertura a doppia falda. Tutte le facciate sono scandite da lesene e fasce marcapiano in cotto su intonaco beige. La facciata principale è tripartita dagli stessi elementi: la porzione centrale è caratterizzata da un importante ingresso ad arco bugnato, mentre la fascia marcapiano all’altezza del davanzale del secondo piano è arricchita da fregi in cotto a foglie d’acanto. Sopra la larga fascia del cornicione si eleva, per l’intera lunghezza della facciata, un muro a vela scandito da lesene e fasce orizzontali; la parte centrale, più alta, ospita un orologio decorato lateralmente da ulteriori fregi in cotto.

La villa è affiancata da due edifici lunghi e stretti e da una casa colonica, disposti in modo da formare, insieme al corpo principale, una vasta corte rettangolare coltivata a giardino. I due edifici laterali, originariamente destinati a limonaia e scuderia, hanno subito nel tempo numerosi interventi: oggi si sviluppano su due piani, con arcate in mattoni al livello inferiore e finestre ad arco al piano superiore. La casa colonica presenta origini molto antiche, essendo sorta sui ruderi di una torre d’avvistamento distrutta dal terremoto del 1789.

Il parco che circonda la villa, molto ben curato, si estende lungo il pendio del monte sul lato nord del complesso, è costeggiato dal lungo viale di cipressi che conduce alla villa ed  è caratterizzato anche dalla presenza di un’imponente roverella che vegeta al confine della strada. All'interno del parco si trova un piccolo roccolo di caccia2, 3, oggi utilizzato come pista da ballo. Il parco ospita inoltre diverse attrezzature sportive, in funzione dell’attuale destinazione della villa ad albergo.

Fonti e note

  1. 1

    "S. Donnino, contemporaneo ed amico di S. Florido, passò in eremitaggio gli ultimi anni della sua vita (morì nei primi del 600) in un tugurio del Monte Urbano, ove erano «casa ed aja, a cui confinano i beni delle Chiesa di S. Giovanni in Campo, dove anche ora (1236) sono della villa di S. Donnino». Questo tugurio fu meta di continui pellegrinaggi e lì sorse una chiesetta. Quando nel 1778 il P. Pierleoni acquistò il fondo la fece risorgere molto onorata «Nel 1791 li 29 settembre Mons. Vescovo (Piero Boscarini da Corinaldo) riconobbe e sigillò il corpo di S. Donnino, e pose i suoi sigilli nell'urna, che fu riposta nella cappella ben adornata dal P. Florido Pierleoni poi Vescovo di Acquapendente, cui fu unita una ben comoda abitazione di proprietà della Famiglia Pierleoni, che ora gode il titolo di Conte di S. Donnino per la possidenza che ha ivi». In questa chiesetta è conservato un quadro del 1801 con S. Donnino e S. Florido ed una bambola di cera riccamente vestita rappresentante la Madonna, forse risalente a prima del 1000". Canosci, D., "Ville e grandi residenze di campagna nell'Umbria settentrionale (parte seconda)." Quaderni dell'Istituto Policattedra di Geografia (1988): pp.133-168

  2. 2

    Le informazioni riportate sono tratte dallo "Studio di fattibilità. Rete regionale per la valorizzazione di ville, parchi e giardini nel paesaggio rurale. Servizio promozione e valorizzazione sistemi naturalistici e paesaggistici" della Regione dell'Umbria.

  3. 3

    "Ville e grandi residenze di campagna nell’Umbria settentrionale (parte seconda)."Quaderni dell’Istituto Policattedra di Geografia, 1988, pp. 133–168. ISBN 88-77-15-059-9

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