Umbria Culture for Family è un progetto della Regione Umbria che valorizza luoghi culturali con servizi e proposte rivolti alle famiglie. Alla verifica del 19 giugno 2026, questa struttura risulta inclusa nell’elenco regionale dei Luoghi della cultura accreditati.
Il Museo Archeologico Nazionale di Spoleto, ospitato all’interno dell’ex monastero di Sant’Agata, conserva materiali che documentano la storia della città e del territorio dall’età del Bronzo fino alla piena romanità. La sede attuale1, istituita nel 1985, si sviluppa su più livelli e si conclude con la visita al teatro romano, costruito alla fine del I secolo a.C. su una grande piattaforma artificiale e caratterizzato da un ambulacro semicircolare coperto da volta a botte, dall’orchestra rivestita in marmi policromi e dal pulpito ancora in parte conservato.
Al piano terra sono esposti i due cippi in calcare rinvenuti tra Montefalco e Trevi nel 1879, recanti la lex luci spoletina, la più antica norma forestale latina nota, che regolava l’uso del bosco sacro dedicato a Giove. Il testo, inciso su due facce, stabiliva che “nessuno violi questo bosco sacro, né porti via né trasporti ciò che appartenga al bosco”, consentendo il taglio degli alberi solo nel giorno del sacrificio annuale.
Il primo piano ospita reperti provenienti dalla città e dal territorio, databili dal II millennio a.C. all’età romana. Le testimonianze più antiche provengono dal colle della Rocca e da tombe dell’area spoletina.
Al secondo piano si trova la sala delle mostre temporanee.
Il terzo piano raccoglie materiali dalla Valnerina, tra cui corredi funerari, bronzetti votivi, cinerari e oggetti provenienti da santuari e necropoli di Monteleone di Spoleto, Montefranco e Norcia. Nella sezione dedicata al teatro romano sono esposte sculture rinvenute negli scavi degli anni Cinquanta, tra cui ritratti di Augusto e di un personaggio di età cesariana.
Tra i principali reperti conservati nel museo si segnalano:
- Arule fittili, piccoli altari portatili o piedistalli votivi diffusi tra il IV e il II secolo a.C., introdotti a Spoleto dai coloni romani nel 241 a.C.
- Fibule bronzee del VII-VI secolo a.C., provenienti da tombe del territorio e utilizzate per fermare gli abiti maschili e femminili.
- Cinturone bronzeo del VII-VI secolo a.C., appartenuto a un principe locale e tipico delle sepolture di guerrieri.
- Olla di impasto della prima età del Ferro (VII secolo a.C.), vaso nero lucidato destinato a contenere derrate alimentari e parte di un corredo funerario.
- Antefissa con potnia theron, elemento architettonico decorativo raffigurante la “signora degli animali”, proveniente dalla Rocca e databile tra il III e il II secolo a.C.
- Votivi fittili del III-II secolo a.C., raffiguranti parti del corpo o animali, offerti nei santuari per chiedere guarigioni.
- Armi in ferro (spade e lance) del VI secolo a.C. provenienti da tombe principesche di Monteleone di Spoleto, la stessa necropoli da cui proviene il celebre carro oggi al Metropolitan Museum di New York.
- Dedica a Minerva della fine del II secolo a.C., offerta dai fullones, la corporazione degli artigiani della lana, che elenca i magistri del collegio.
- Dedica a Ercole degli inizi del I secolo a.C., realizzata da uno schiavo liberato che offrì al dio la decima parte dei propri guadagni.
- Base di statua di Gaio Oppio della metà del I secolo a.C., dedicata dal senato locale a un personaggio forse legato a Giulio Cesare.
- Testa marmorea di divinità femminile della fine del II secolo a.C., proveniente da un santuario presso Arrone e parte di una statua acrolitica di grandi dimensioni.
- Ceramica a vernice nera del IV-I secolo a.C., proveniente dalla necropoli di Santa Scolastica presso Norcia, caratterizzata dalla superficie lucida e metallica.
- Bronzetti votivi del VI-V secolo a.C., raffiguranti devoti, guerrieri o animali, provenienti dalla Rocca e tra le più antiche testimonianze di culto nell’area.
- Letto funerario in osso dell’inizio del II secolo a.C., decorato con elementi in osso lavorato e proveniente dalla necropoli di Santa Scolastica.
- Ritratti marmorei del I secolo d.C., tra cui quello di Augusto, rinvenuti nel teatro romano e destinati a decorare gli spazi pubblici degli spettacoli.
Il teatro, che è parte integrante della visita del museo, è databile al I sec. a.C. e in parte venne incorporato in edifici posteriori, subendo un parziale smantellamento in epoca medievale. Sistematici interventi di restauro, iniziati negli anni Cinquanta, hanno permesso il recupero dell'intero complesso ripristinando le gradinate. Il piano inferiore è comunque ben conservato, con l'ambulacro ancora percorribile. Durante le manifestazioni connesse al Festival dei Due Mondi, il teatro è utilizzato per gli spettacoli.La scena fu modificata in epoca medievale con la costruzione della chiesa di Sant’Agata, ma l’impianto originario resta leggibile e costituisce uno dei monumenti più significativi della Spoleto romana2.