Nel cuore del centro storico di Narni, nel terziere di Fraporta, sorge il Museo della Città e del Territorio di Palazzo Eroli, ospitato nell’omonimo palazzo nobiliare adiacente alla chiesa di San Francesco e alle spalle del trecentesco palazzo del Podestà. L’edificio, acquistato dalla Provincia di Terni nel 1984 e inaugurato come sede museale nel 2007, è stato restaurato per accogliere anche la biblioteca comunale e l’archivio storico, attualmente collocati al pianterreno.
Il palazzo Eroli, così come lo conosciamo oggi, è il risultato di un progressivo accorpamento di proprietà immobiliari operato dalla famiglia Eroli tra il XVII e il XVIII secolo, culminato in una facciata unitaria che ne definisce il carattere signorile. Il museo si sviluppa su tre livelli e offre un percorso espositivo articolato e immersivo, che racconta la storia del territorio narnese dalla preistoria all’età moderna.
Al primo piano si apre la sezione dedicata alla donazione dell’ingegnere romano Edoardo Martinori, che negli anni Trenta del Novecento offrì al Comune di Narni un sarcofago ligneo e una mummia egizia decorata in cartonnage. Seguono le sezioni paleontologica e archeologica, con reperti fossili, lapidei e testimonianze della città umbra Nequinum e della romana Narnia, provenienti sia dal primo antiquarium cittadino fondato da Giovanni Eroli, sia da scavi condotti nel territorio. Completano il piano le sezioni dedicate alla ceramica e all’alto medioevo, con un approfondimento sulla figura di Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, celebre capitano di ventura..1
Sezioni e opere principali
- Donazione Martinori: al primo piano si apre la sezione dedicata alla collezione dell’ingegnere Edoardo Martinori, donata al Comune negli anni Trenta. Comprende un sarcofago ligneo egizio del sacerdote Ramose e la mummia di una giovane donna, risalente al IV secolo a.C., provenienti da Edfu, in Alto Egitto.
- Sezione paleontologica: conserva fossili e reperti del Pleistocene medio, tra cui le zanne di un elefante antico (Elephas antiquus) rinvenute nei pressi di Narni.
- Zanne di Elephas antiquus: risalenti al Pleistocene medio (700.000–120.000 anni fa), rinvenute nei pressi di Narni, testimoniano la presenza di grandi mammiferi in epoche preistoriche.
- Rilievo funerario della famiglia dei Latuedii (40–20 a.C.): raffigura una famiglia romana in abiti cerimoniali, proveniente da Collevaglione.
- Coppa bronzea del 1303: decorava una fontana civica e reca iscrizioni con i nomi del podestà e dei consoli, oltre a stemmi e teste leonine.
- Sezione archeologica: documenta la storia dell’antica Nequinum umbra e della romana Narnia, con reperti provenienti dal primo antiquarium cittadino fondato da Giovanni Eroli e da scavi locali. Tra i pezzi di rilievo, un rilievo funerario della famiglia dei Latuedii (40–20 a.C.) e una coppa bronzea del 1303 proveniente da una fontana civica.
- Sezione medievale e ceramica: testimonianze dell’alto medioevo e della produzione ceramica locale arricchiscono il percorso, insieme a un focus sulla figura di Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, celebre condottiero rinascimentale cui è dedicata una sezione specifica.
- Pinacoteca: distribuita tra secondo e terzo piano, ospita opere di grande valore artistico, tra cui:
- Benozzo Gozzoli, Annunciazione della Vergine (1499 ca.): tempera su tavola proveniente dalla chiesa di Santa Maria Maggiore, con dettagli simbolici legati all’ordine domenicano e alla famiglia Eroli.
- Maestro della Dormitio Virginis di Terni, Incoronazione della Vergine della Misericordia: frammento di affresco attribuito a un maestro attivo tra Trevi, Montefalco e Narni.
- Maestro di Narni del 1409, Dipinto bifacciale: raffigura sul recto la Madonna in trono con Bambino e sul verso l’Incoronazione della Vergine e la Dormitio Virginis; probabilmente usato come stendardo processionale.
- Pierantonio Mezzastris, Madonna con Bambino tra san Francesco e san Girolamo (1477): lunetta ad affresco staccata dalla chiesa di San Girolamo, con evidenti influenze da Benozzo Gozzoli.
- Marcantonio Romano, Resurrezione di Cristo (primo quarto XVI sec.): olio su tavola con ricca narrazione figurativa e dettagli orientali.
- Livio Agresti, Annunciazione (1559): opera firmata e datata, rappresentativa della pittura controriformata romana.
- Giacinto Boccanera, Via Crucis (1728–1729): sei tele provenienti dalla chiesa di San Girolamo, esemplari dello stile patetico e drammatico dell’artista.
Servizi e attività
Il museo si estende su una superficie di 2700 m² e ospita anche spazi per eventi culturali, un bookshop e una sezione ludico-didattica per bambini. L’allestimento è arricchito da supporti multimediali, videoproiezioni e pannelli interattivi che accompagnano il visitatore in un viaggio coinvolgente nella storia e nell’arte di Narni.2
Il museo aderisce al progetto LA VALLE INCANTATA