Il Museo Opificio Rubboli è di proprietà del Comune di Gualdo Tadino, che ne ha curato il restauro e l’apertura al pubblico nel 2015. Circa un terzo della collezione appartiene al Comune, mentre il resto, di proprietà di Maurizio Tittarelli Rubboli, è concesso in comodato. Tittarelli Rubboli è anche proprietario del magazzino–showroom e del giardino accessibile ai visitatori.
La gestione del museo è affidata al Polo Museale di Gualdo Tadino, mentre l’Associazione Culturale Rubboli svolge attività di conservazione, ricerca e valorizzazione, contribuendo a rendere l’Opificio un centro culturale vivo attraverso mostre, pubblicazioni, convegni ed eventi.
Il museo racconta la storia dell’Opificio Rubboli e della tradizione del lustro ceramico attraverso ambienti originali, strumenti di lavoro e opere realizzate dal XIX al XXI secolo.
La visita si apre nella Sala della Foggiatura, con il tornio storico, documenti di Paolo Rubboli e le prime maioliche della manifattura, affiancate da ceramiche di importanti ditte italiane. Segue la Sala della Formatura, dedicata a Daria Rubboli, che espone opere del periodo 1890–1920 e ceramiche di artisti legati alle Arts & Crafts e all’Art Nouveau.
La Sala della Fornace conserva i resti della fornace e presenta le produzioni innovative degli anni Venti, tra cui i lavori di Aldo Ajò. Nella Sala della Smaltatura sono esposte le maioliche realizzate dai fratelli Rubboli tra gli anni Trenta e Cinquanta, insieme a opere contemporanee lustrate da Maurizio Tittarelli Rubboli e lavori di Alan Caiger Smith.
Il percorso prosegue nel Laboratorio/Archivio, che custodisce l’archivio storico della manifattura, dichiarato di notevole interesse. Si conclude nella suggestiva Sala del Riverbero, con i quattro forni a muffola del 18841, i provini di lustro e un’opera contemporanea dedicata a Paolo Rubboli.2
Il museo aderisce al progetto PASSAGGIO A NORD-EST
Fonti e note
- 1
antichi forni risalenti al 1884 utilizzati per ottenere, mediante una terza cottura con fumo di ginestra, i lustri oro e rubino. Le muffole della Rubboli sono identiche a quelle illustrate da Cipriano Piccolpasso nel suo celebre trattato Li tre libri dell’arte del vasaio del 1558. Secondo lo studioso inglese Alan Caiger-Smith, considerato il principale esperto della tecnica a lustro, “il forno a muffola dei Rubboli, progettato da Paolo Rubboli intorno al 1870, è una versione modificata di quello di Mastrogiorgio da Gubbio
- 2Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)