Boschi del Bacino di Gubbio

Comune: Gubbio
Codice Sito
IT5210013
Superficie (Ettari)
910,25

L'area protetta dei Boschi del Bacino di Gubbio (codice IT5210013) è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) / Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000 in Umbria.

Caratteristiche Generali e Vegetazione

L'area, situata ad ovest-sud-ovest di Gubbio, è caratterizzata da un'ampia conca tettononica semipianeggiante sede di un antico lago, delimitata a nord-est da una catena calcarea di poco inferiore ai 1000 m di altitudine e circondata a sud-ovest da colline marnoso-arenacee e dal Torrente Saonda. In quest'ultimo, affluente di destra del Chiascio, confluiscono i numerosi fossi che solcano l'area, interamente tributaria del bacino del Tevere. Il particolare sistema idrico di superficie, creando diverse piccole valli parallele, interrompe l'uniformità del paesaggio che ospita una particolare vegetazione acidofila o igrofila ed, in concomitanza di piccole depressioni, una preziosa vegetazione nano-terofitica propria degli stagni temporanei primaverili. Oltre agli habitat segnalati con codice ed attribuiti al Cicendietum filiformis (3132), Danthonio-Callunetum, al Salicetum albae (92A0), agli aggruppamenti a Juniperus oxycedrus (5211) ed allo Hieracio racemosi-Quercetum petraeae (9190), comprende: boschi a Carpinus betulus, dell'associazione Geranio nodosi-Carpinetum betuli; cenosi a Populus tremula e, lungo i fossi, boscaglie a Viburnum opalus ed Ulmus minor, dell'alleanza Alno-Ulmion.

Qualità e Rilevanza Biogeografica

L'area contiene uno degli ultimi lembi di bosco planiziale acidofilo dell'Umbria e, più in generale, dell'Italia centrale. Questa cenosi forestale, assieme alle fitocenosi ad essa legate dinamicamente (brughiere a Calluna vulgaris e stagni temporanei del Cicendietum filiformis), costituisce un importante esempio del Quercion robori-petraeae, tipica del centro Europa, e qui al limite meridionale della distribuzionee, e pertanto, di grande valore fitogeografico. Notevole è anche l'importanza floristica per la presenza di: Cicendia filiformis, Anagallis minima, Radiola linoides, Frangula alnus, Cardamine granulosa, Cardamine rivularis, Viburnum opulus e Baldellia ranunculoides (rare a livello nazionale); Malus florentina, Quercus robur, Quercus dalechampii (rare a livello regionale) e Calluna vulgaris di particolare interesse fitogeografico. Tra la fauna da segnalare anche Leuciscus cephalus (specie autoctona importante nei confronti bella banalizzazione della comunità ittica), Buteo buteo, Cettia cetti, Falco tinnunculus (specie poco comuni).

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Fonti e note

  1. 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Habitat Direttiva
  • 3170* - Stagni temporanei mediterranei: L'Habitat prioritario 3170* si riferisce alla vegetazione anfibia di piccola taglia che si sviluppa negli ambienti umidi temporanei nei territori caratterizzati da un Bioclima Mediterraneo, soprattutto in aree costiere e subcostiere ma anche in territori interni, come è appunto il caso dell'Umbria dove la sua presenza riveste una notevole importanza conservazionistica. Si tratta di comunità effimere a sviluppo tardo-invernale o primaverile, ricche di specie annuali e di geofite. Il loro sviluppo è fortemente dipendente dalla disponibilità di precipitazioni nel periodo primaverile; il ciclo vegetativo si compie in un breve arco di tempo, spesso della durata di poche settimane.
  • 4030 - Lande secche europee: L'Habitat è rappresentato dalle brughiere basso-arbustive, a carattere acidofilo e subatlantico, generalmente dominate da Calluna vulgaris ma talora anche da Erica scoparia, accompagnate da Tuberaria lignosa, Genista germanica, G. pilosa, Erica arborea, Cytisus scoparius, Pteridium aquilinum, che si sviluppano su terreni silicei sabbiosi, poveri di nutrienti, dal piano basale a quello submontano-montano. In Umbria rivestono un'importanza particolare perché Calluna vulgaris, specie con distribuzione circumboreale largamente diffusa in Europa centro-settentrionale, scende in Italia fino all’Umbria, alla bassa Toscana e all’alto Lazio, che ne rappresentano il limite di areale.
  • 91L0 - Querceti di rovere illirici (Erythronio-Carpinion): L'Habitat è costituito da boschi mesofili a dominanza di rovere e/o carpino bianco, generalmente con buona presenza di cerro, caratterizzati da un sottobosco molto ricco di specie e in particolare di geofite a fioritura tardo invernale-primaverile. Essi sono generalmente legati a stazioni fresche, subpianeggianti o di impluvio, o sul fondo di piccole depressioni, con suoli subacidi, profondi e ricchi in humus. Si rinvengono nei Piani Meso- e Supratemperato; in quest'ultimo caso possono occupare anche posizione di versante. L'Habitat include anche le formazioni a cerro e carpino bianco che si sviluppano sui suoli "fersiallitici".
  • 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
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