Paesaggio del farro di Monteleone

Perché è interessante
Rende leggibile il rapporto tra produzioni cerealicole tradizionali, aree interne e identita' locale.
Natura e paesaggio: Paesaggi agrari
Prodotti agroalimentari collegati: Farro di Monteleone di Spoleto DOP

Paesaggio agricolo di montagna, con colture tradizionali integrate nel sistema insediativo dei piccoli centri.

Scheda di dettaglio del PPR: Scarica PDF della struttura identitaria

Approfondimenti e Risorse

  • I monti Coscerno e Aspra: Il grande massiccio calcareo conosciuto come il complesso Coscerno-Aspra, si compone di più rilievi montuosi che superano tutti i 1500 m, tra cui il Monte Birbone (1501 m), il Monte dell'Eremita (1528 m), il Monte Civitella (1545 m), il Monte Aspra (1652 m), il Monte Croce d'Aspra (1557 m), il Monte Motola (1573 m) e il Monte Coscerno (1684 m). L'insieme di questi rilievi costituisce il Sito di Interesse Comunitario 'Monti Coscerno, Civitella e Aspra'.

    Si tratta del migliore esempio di ambiente montano presente in Umbria al di fuori del Gruppo dei Sibillini. 
    I tipi di vegetazione montana dell'Appennino centrale sono qui rappresentati nel modo migliore e completo.
    Spiccano per la grande estensione le faggete ed i pascoli dei Festuco-Brometalia.Nella parte sommitale del Coscerno ci sono praterie a pascolo con varietà e ricchezza di specie diverse ed una notevole estensione.Il massiccio montuoso circonda i centri abitati più rilevanti di questo paesaggio come Gavelli e il piccolo centro di Caso, i versanti occidentali digradano nella Media Valnerina affacciandosi sui centri di Scheggino e Sant'Anatolia di Narco.
  • Il sistema dei castelli montani: I castelli costituiscono l'armatura urbana storica di questo paesaggio e costituiscono le uniche forme di presidio del territorio.Immersi completamente in area rurale montana, Caso, Gavelli, Monteleone di Spoleto, Usigni, Poggiodomo, Roccatamburo, Mucciafora sono i piccoli insediamenti storici che caratterizzano questo contesto.Caso, Gavelli e Monteleone si trovano lungo il tracciato altomedievale che collegava Spoleto a Monteleone. 
    Il castello di Caso, tra i castelli del dominio di Spoleto insieme a Gavelli, si trova sul versante del Monte Coscerno ed interessa le Muraglie, il Piano delle Melette e la Val Casana, nel 1362 si hanno notizie della sua realizzazione avvenuta forse anche in precedenza.

    Gli altri castelli sono tutti accomunati dalle vicende e dai contrasti tra i territori di Cascia e di Spoleto.
  • Val Casana: È l'ambito vallivo compreso tra Gavelli e Caso, delimitato dalle imponenti pareti rocciose dei massici calcarei del Coscerno e del Civitella qui contraddistinti da profonde incisioni denominate rispettivamente 'Balze del Coscerno' e 'Muraglie del Civitella', ambito riconosciuto come Sito di Interesse comunitario 'Media Val Casana'.

    Le pareti rocciose sono caratterizzate da vegetazione di tipo Appenninica rupicola, sono inoltre presenti boschi caducifoglie montani con dominanza di faggio e boschi del tipo sempreverdi mediterranei con dominanza di leccio.
    A nord del sito, a più bassa quota, sotto l'abitato di Caso è posto un altipiano di natura alluvionale, conosciuto come il Piano delle Melette, sfruttato per colture agrarie come fieno e foraggi, e punteggiato da meli, mandorli e salici.A sud-est dell'abitato di Gavelli (1.126 m) si colloca un'altra conca di natura calcarea, di origine tettonica e ricca di sorgenti tra cui la sorgiva 'Il Laghetto': uno dei pochi stagni naturali dell'Umbria, riconosciuto anch'esso come SIC 'Laghetto e Piano di Gavelli'.
  • Farro di Monteleone: Monteleone è risalente al periodo protovillanoviano, epoca a cui viene fatta risalire la necropoli con 44 tombe a pozzetto rinvenuta sul pendio settentrionale del Colle del Capitano. Tra le vestigia etrusche, nel 1901, fu rinvenuto un carro da parata (biga), costruito in legno e ricoperto da lamine bronzee lavorate con la tecnica a sbalzo, ora custodito presso il Metropolitan di New York che la acquistò da un trafficante di antichità. La popolazione romana edificò l'odierna frazione Trivio, mentre la vera e propria fondazione del castello di Monteleone avvenne dopo il crollo dell'Impero romano, con la calata dei barbari da nord. 
    Nell' 880 il nobile Attone edificò il castello di Brufa, che distrutto intorno al 1100, fu subito riedificato e donato a Spoleto (donde il nome del paese) dal signore locale. Data la posizione strategica, distrutto dai saraceni nel 1228, il castello fu nuovamente ricostruito dalla nobile famiglia dei Tiberti.Località nota anche per la coltivazione del farro più pregiato, il 'Triticum dicoccum', la diffusione del farro nella zona è attestata anche dagli appellativi di 'mangiafarre' o 'farrari de San Nicola' con cui gli abitanti dei comuni vicini indicavano i monteleonesi facendo riferimento al rituale del 'Farro di S. Nicola' che si svolge da tempo immemorabile il 5 dicembre nella Chiesa di S. Nicola, con il quale si vuole ricordare il miracolo che la tradizione attribuisce a S. Nicola che, passando per Monteleone ed impressionato dalla indigenza dei suoi abitanti, avrebbe consegnato il farro per sfamare i poveri.