L’
si trova in località Villa San Faustino, non lontano dal tracciato antico della Via Flaminia, alla quale era collegata tramite un diverticolo. Il complesso sorge in un’area rurale caratterizzata da sorgenti termali e dal castello altomedievale che prese il nome dal monastero. L’edificio abbaziale fu costruito sui resti di una villa romana di epoca imperiale, della quale gli scavi hanno riportato alla luce fondazioni e ambienti destinati alla lavorazione dei prodotti agricoli. La villa apparteneva alla gens Marciana, famiglia di rilievo del municipio tudertino: una lapide murata accanto alla trifora della facciata ricorda infatti Lucio Giulio Marciano e la moglie Publicia.
La tradizione lega la chiesa alla figura di San Faustino, ritenuto discepolo e confessore di San Felice, vescovo della Civitas Martana. Secondo le fonti agiografiche, il santo sarebbe stato sepolto nelle vicine catacombe di Villa San Faustino, unico cimitero cristiano sotterraneo noto in Umbria. Intorno all’VIII secolo, quando la villa romana era ormai in rovina, i monaci benedettini vi si insediarono edificando la chiesa e il monastero, avviando anche un’opera di bonifica del territorio. Documenti del 1104 e del 1118 attestano la dipendenza dell’abbazia da Santa Maria di Farfa. Le fonti vescovili la definiscono *monasterium maior*, segno della sua importanza: alla pievania di San Faustino erano soggette numerose chiese del territorio, tra cui Collevalenza, Rosceto, Casigliano, Acquasparta, Mezzanelli, Colpetrazzo e Montignano.
Tra XIII e XIV secolo il complesso passò dal controllo benedettino al clero secolare, diventando una collegiata retta da un capitolo di sacerdoti. Nei secoli successivi fu sotto il patronato dei conti di Montecastro e della famiglia Pontano, che nel 1319 deteneva il diritto di nomina del rettore. Durante i restauri avviati negli anni Cinquanta del Novecento furono rinvenute le reliquie del santo, collocate in sei cassette di piombo sotto l’altare maggiore; due sarcofagi interrati al centro dell’abside sono tuttora visibili, uno dei quali venerato come quello di San Faustino.
La facciata, in stile lombardo, è costruita con materiale di recupero proveniente dalla villa romana e da edifici antichi della zona. È caratterizzata da una trifora con colonnine marmoree, affiancata da un’epigrafe romana dedicata ai Marciani e da un frammento di fregio dorico con metope a rosette e bucrani. Il portico attuale, realizzato nel 1956, ha modificato l’aspetto originario della facciata. Sul lato destro della chiesa si osservano i segni delle trasformazioni avvenute nei secoli, tra cui pilastri semicircolari che testimoniano l’esistenza di un chiostro oggi scomparso. L’abside duecentesca conserva una finestra rettangolare che in passato illuminava la cripta. Il campanile, costruito nel 1925, riprende armoniosamente le forme romaniche dell’edificio.
L’interno, a navata unica, ha subito numerosi rimaneggiamenti. In origine il presbiterio era sopraelevato e dotato di una cripta sottostante, demolita nel 1870 e oggi riconoscibile solo dalla finestra che si apre nella parte inferiore dell’abside. All’interno sono conservati frammenti scultorei di epoche diverse e iscrizioni, tra cui quella che ricorda il passaggio di papa Pio II nel 1462. Sulla parete destra si trova una nicchia affrescata con la *Madonna del Rosario* di Sebastiano Florii (1580), accompagnata da una scritta alterata da restauri imprecisi. Lungo la navata è visibile il profilo delle antiche scale che conducevano al presbiterio e al coro, collegato al monastero.
Gli ambienti dell’ex abbazia benedettina, oggi trasformati in abitazioni rurali, conservano una struttura semplice e rustica. Tra gli elementi più significativi figurano un architrave altomedievale con incisioni di difficile interpretazione e vari frammenti lapidei provenienti dalla villa romana e dalla cripta antica. Oggi è visitabile la chiesa, mentre gli edifici monastici sono in parte adibiti ad altri usi.1
Fonti e note
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Abbazia di San Faustino. Sito web del Comune di Massa Martana. visitato nel agosto 2009. http://www.comune.massamartana.pg.it/canale.asp?id=136 e da: Assessorato al Turismo della Provincia di Perugia (a cura di), Nel silenzio delle Abbazie. Proposte di visita al patrimonio abbaziale del territorio della provincia di Perugia, Provincia di Perugia, Perugia, 2004
Farnedi, G., Togni, N., Monasteri benedettini in Umbria: alle radici del paesaggio umbro. Regione Umbria. Cesena: Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. pp.130-132
Sperandio, B., Chiese romanicbe in Umbria, introduzione di Bruno Toscano, fotografie di Bernardmo Sperandio, Perugia, Quattroemme, 2001, pp. 85.