La Chiesa di San Francesco, situata al di fuori del perimetro urbano di Acquasparta, venne edificata nel 1294 per volontà del Cardinale Matteo Bentivenga d’Acquasparta, all’epoca Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali.
Il prospetto principale, caratterizzato da una facciata semplice e priva di elementi decorativi superflui, presenta un frontone triangolare interrotto inferiormente da un rosone, al cui interno si trovano decorazioni in cotto, probabilmente aggiunte in un secondo momento. Il portale ad arco a tutto sesto è incorniciato da due colonnine laterali e da una modanatura leggera che sovrasta l’arco. Le finestre lunghe e strette a forte strombatura esterna, hanno l’arco leggermente acuto. L’impostazione volumetrica e prospettica richiama, in modo essenziale, quella della basilica di Assisi dedicata al medesimo santo, con l’impiego di pietra chiara e una cuspide triangolare.1
L’interno è costituito da una navata unica, coperta da un tetto a doppia falda sorretto da capriate lignee. Le pareti longitudinali sono interrotte da due ampie nicchie, una delle quali ospita un altare laterale. L’abside, modificata in modo significativo alla fine dell’Ottocento, è coperta da una volta a crociera costolonata e decorata con pitture di gusto neomedievale. Dietro l’abside si conservano alcune strutture del convento originario, tra cui il chiostro, il refettorio e parte dei dormitori.
Dal punto di vista strutturale, l’edificio è realizzato in muratura continua con pareti verticali in pietra calcarea e orizzontamenti costituiti da travi e capriate lignee. La copertura della navata si articola su quattro capriate, con travi e limette in legno e pianellato in laterizio; l’abside è invece sormontata da una volta decorata. Il tetto è rivestito con coppi e sottocoppi. Il pavimento è in cotto artigianale.
Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito diversi interventi. Dopo l’occupazione napoleonica e la conseguente espulsione dei frati, all’inizio del XIX secolo il convento fu alienato, mentre la chiesa passò sotto il patronato del Comune, che ne affidò la cura liturgica a un sacerdote della Collegiata di Santa Cecilia. Nel 1882, su iniziativa della popolazione locale, furono eseguiti lavori che comportarono la copertura delle capriate con volte a crociera neogotiche, la decorazione del presbiterio e l’installazione di un cancello in ferro battuto a separazione dell’aula. Nel 1983, tali volte furono rimosse, restituendo all’aula la sua forma originaria, sobria e lineare. A seguito dei terremoti del 1997-1998, l’edificio, gravemente danneggiato, fu oggetto di un intervento di consolidamento e restauro, conclusosi con la riapertura al culto nel maggio 2005.
Per quanto riguarda l’adeguamento liturgico, intorno al 1970 fu realizzato un altare con mensa in pietra locale sorretta da colonne tortili, mentre nel 2003 venne aggiunto un ambone ligneo decorato, ottenuto da materiali di recupero risalenti al XIX secolo.2
Fonti e note
- 1
Tarchi, Ugo. L'arte medioevale nell'Umbria e nella Sabina: architettura religiosa dalla metà del sec. XIII al principio del sec. XV. Aldo Garzanti Editore, Milano, 1940. TAV. CCXX
- 2
"Chiesa di San Francesco – Acquasparta."Chiese Italiane, Conferenza Episcopale Italiana, https://chieseitaliane.chiesacattolica.it visitato nel mese di novembre 2025.