Abbazia di San Pietro a Bovara

Comune: Trevi
Edifici religiosi: Abbazie, eremi, monasteri
Aneddotica: Apparizioni
Abbazia di San Pietro a Bovara
Abbazia di San Pietro a Bovara

L'abbazia di San Pietro è ubicata in località di Bovara, nell'immediata periferia di Trevi. Si tratta di un pregevole esempio di architettura romanica in stile longobardo, opera dell'architetto Atto, venne edificata nel corso del XII secolo.

La facciata reca, al disopra del rosone, una scritta in versi leonini che recita: "ATTO DE SVA DEXTRA / TEMPLVM FECITQVE FENESTRAM / CVI DEVS AETERNAM / VITAM TRIBVATQVE SVPERNAM". Tale dicitura ricorda appunto come abbia lavorato alla costruzione della chiesa, Atto, architetto lapicida, uno dei più antichi maestri Umbri, di scuola classica, innamorato dello studio dell'antico.

Oltre alla ricordata scritta vi sono altri elementi originali presenti nella facciata. In particolare vanno ricordati le decorazioni della parte superiore con fregio scolpito e due protomi bovine, il timpano ornato con tralcio di pampini e grappoli d'uva. Tali nelle decorazioni ornamentali sono una diretta derivazione di quelle del tempio di Clitunno e della Basilica di San Salvatore, presso Spoleto1.

Sono invece frutto di successivi restauri, il portale, le bifore presenti ai lati dello stesso e la parte centrale del rosone.
Il campanile venne ricostruito nel 1582 su un basamento più antico e successivamente, nel 1622, sopraelevato2.

All'interno si presenta a tre navate divise da quattro colonne per parte ed un pilastro a sostegno degli archi su cui, nella navata centrale, s'imposta la volta a botte e nella laterali la volta a crociera. Nel XVI secolo un ampliamento del coro distrusse l'originale complesso absidale.

Nella cappella di sinistra un Crocifisso ligneo che risalirebbe al 1330, esposto in ricordo di un altro crocefisso di fronte al quale Nella cappella della navata sinistra, decorata con stucchi barocchi, si trova il Crocifisso ligneo davanti al quale avrebbe pregato San Francesco e, secondo la devozione popolare, frate Pacifico ebbe la visione del paradiso, durante uno dei suoi viaggi con San Francesco verso la valle reatina3. L’episodio è stato rappresentato da Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco in Assisi.. 

Nella sacrestia vi sono dipinti su tela dei secoli XVII e XVIII4.

Fonti e note

  1. 1

    Tarchi, U. (1937). L'arte nell'Umbria e nella Sabina. 2: L'arte cristiano-romanica nell'Umbria e nella Sabina. Milano: Treves. p.5

  2. 2

    Fabbi, A. (1971). Antichità umbre. Assisi: Pontificio Seminario Regionale. p.282

  3. 3

    " Una volta, invece, era in cammino per la valle di Spoleto insieme a frate Pacifico. Si fermarono nell’ospedale dei lebbrosi di Trevi, ma Francesco disse a Pacifico che quella notte voleva trascorrerla nella chiesa di S. Pietro di Bovara. [...] Al mattino frate Pacifico lo raggiunse e lo trovò che pregava nel coro davanti all’altare. Il frate rimase a pregare fuori del coro, davanti al Crocifisso, ed ebbe una visione: vide molti troni in cielo, fra cui uno più splendente degli altri, ornato di pietre preziose, e una voce gli disse che quello era stato il trono di Lucifero, e ora era destinato a san Francesco." Barbero, A., San Francesco. Gius. Laterza & Figli Spa. Bari-Roma. 2025

  4. 4

    Chiesa di S. Pietro di Bovara. Pro Trevi http://www.protrevi.com visitato nel mee di dicembre 2012.

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