Chiesa di San Lorenzo e Caterina di Azzano

Comune: Spoleto
Edifici religiosi: Chiese

La chiesa dei Santi Lorenzo e Caterina si trova nella frazione di Azzano (Campello sul Clitunno), ed è il risultato di una lunga storia edilizia che affonda le radici nel Medioevo. 
 

Chiesa di San Lorenzo e Caterina di Azzano
Chiesa di San Lorenzo e Caterina di Azzano

L’edificio è documentato già nel XIV secolo, quando compare nel Codice Pelosius come cappella dedicata a Santa Caterina “sine cura”, ed era originariamente inserito all’interno della cinta muraria del castello di Azzano. In passato, probabilmente, si affacciava sulla piazzetta centrale, mentre oggi la facciata è posta all’esterno delle mura, in adiacenza alla torre d’accesso, che è stata trasformata in campanile.  

Nel corso dei secoli la chiesa è stata più volte rimaneggiata, anche a causa dei terremoti che hanno interessato l’area, con interventi talvolta molto incisivi. La trasformazione più radicale risale al XIX secolo, quando l’architetto Luigi Landini di Cingoli progettò un completo rinnovamento dell’edificio, prolungando la navata oltre il perimetro del castello. Per realizzare l’ampliamento fu necessario colmare il fossato che circondava le mura, operazione di cui resta traccia anche nella documentazione catastale ottocentesca1.  

L’assetto attuale presenta una pianta a croce latina, con una navata principale più lunga rispetto al transetto, che ne sottolinea la forma. La facciata è organizzata su due ordini sovrapposti sormontati da un timpano: in basso quattro paraste inquadrano il portale d’ingresso, mentre nella parte superiore due paraste affiancano una grande finestra ad arco ribassato. La torre campanaria riutilizza la preesistente torre di accesso al castello, sulla cui fronte sono ancora leggibili gli alloggiamenti del ponte levatoio e le tracce della bertesca.  

All’interno, la chiesa si presenta a navata unica. Sulla sinistra si incontra una lapide dedicata a don Giuseppe Scaringi, parroco di Azzano per quasi quarant’anni e promotore dei restauri, seguita da un fonte battesimale datato 1639. 
Nel transetto sinistro è collocata una tela con la Madonna Assunta tra i santi, opera del pittore spoletino Giovanni Catena, autore anche di altre tele presenti nell’edificio. 
Dal medesimo braccio del transetto si accede alla cappella seicentesca di Santa Caterina, ricavata demolendo in parte l’antica cortina muraria: qui si conserva un altare barocco con una pala firmata e datata 1687 da Gian Domenico Mattei, che raffigura l’Incoronazione della Vergine con San Sebastiano e Santa Caterina d’Alessandria, affiancata da due statue lignee di sante.  

L’area presbiteriale è affiancata da due sagrestie. Quella di sinistra coincide con il residuo della chiesa più antica, tagliata dalla costruzione ottocentesca; in questo ambiente è stata recentemente individuata una piccola scultura devozionale raffigurante una Pietà di tipo vesperbild, riferibile a modelli trecenteschi. 
Sull’altare maggiore è collocata una grande tela con la Madonna Assunta tra i santi, sul cui sfondo è riconoscibile il castello di Azzano; al di sopra, quattro angeli mostrano gli strumenti del martirio dei titolari, la graticola di San Lorenzo e la ruota di Santa Caterina. 
Nella sagrestia di destra, un tempo cappella di San Marco, si conserva invece una tela con la Madonna in trono col Bambino e alcuni santi, in condizioni conservative non ottimali.  

Durante i lavori di restauro avviati nel 2010 sono emerse le fondazioni delle murature originarie, un frammento di affresco databile tra Trecento e Quattrocento e resti di decorazioni seicentesche riutilizzate; è riapparsa anche una piccola Pietà murata e nascosta da arredi. Nella stessa fase è stato rinvenuto, dietro un armadio, un affresco raffigurante un prelato gesuita di identificazione incerta. In controfacciata si trovano la cantoria e l’organo, mentre vicino all’ingresso si segnalano una pregevole acquasantiera e una cappellina con l’immagine della Madonna del Soccorso, proveniente dall’omonima chiesa vicina2.

Fonti e note

  1. 1

    Traccia del suddetto intervento è manifesta nell'avvallamento del pavimento della chiesa nel punto in cui passava il fossato. Cfr. http://www.umbriaclick.it. Sito visitato il mese di ottobre 2012.

  2. 2

    Nessi, S., Ceccaroni, S., Da Spoleto a Trevi lungo la Flaminia, Itinerari spoletini,5. Spoleto: Panetto & Petrelli, 1979.

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