Chiesa di San Salvatore ad Usigni

Comune: Poggiodomo
Architettura secondo il periodo: Architettura barocca
Edifici religiosi: Chiese
Chiesa di San Salvatore ad Usigni
Chiesa di San Salvatore ad Usigni

La Chiesa di San Salvatore fu voluta dal cardinale Fausto Poli, originario di Usigni e stretto collaboratore di papa Urbano VIII, che ne avviò la costruzione nel 1631. L’edificio, concluso nel 1644 e consacrato l’anno successivo, potrebbe essere stato progettato nell’ambito degli architetti attivi presso la corte pontificia, tra cui Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini o alcuni loro collaboratori, come il ticinese Domenico Castelli. L’intitolazione riprende quella di un’antica parrocchiale situata fuori dal castello, in località Fontevecchia.

L’impianto architettonico richiama i modelli romani del tardo Cinquecento. La facciata, semplice e articolata su due livelli, presenta un timpano spezzato e una scansione verticale affidata a quattro lesene in pietra levigata; tre cornici orizzontali, le ultime raccordate ai lati da volute, organizzano la superficie. In basso si apre un portale rettangolare sormontato da un piccolo frontone arcuato, frutto della perizia degli scalpellini lombardi. Al centro della parte superiore compare una finta finestra in pietra, mentre la sommità è occupata da un timpano triangolare che ospita lo stemma di Urbano VIII e un fregio inciso.

La chiesa si affaccia sulla piazza principale del borgo, dove si trova anche il palazzo di famiglia del cardinale e una cisterna decorata con l’arma dei Poli. L’edificio è delimitato da un lato dal pendio della collina e dall’altro da una stretta via. I muri perimetrali alternano pilastri in pietra squadrata a tamponamenti in pietrame “sponga” o sbozzato. La pianta è a navata unica con andamento longitudinale e cappelle laterali; due sono gli accessi, quello principale sulla piazza e un secondo ingresso laterale che conduce verso la sagrestia. Le coperture dell’aula e della sagrestia sono voltate, mentre il tetto è realizzato con capriate metalliche, laterizi e manto in coppi. Il pavimento alterna lastre di pietra locale levigata e travertino.

L’interno, conforme alla tradizione romana, presenta un pulpito e un pavimento in pietra levigata, entrambi lavorati da maestranze lombarde. L’apparato decorativo è dominato dalle cinque pale d’altare affrescate tra il 1647 e il 1654, commissionate dal cardinale Poli a Salvi Castellucci di Arezzo, allievo di Pietro da Cortona, e ai suoi collaboratori, tra cui Giovanni Maria Colombi.

 

Chiesa di San Salvatore ad Usigni - Interno
Chiesa di San Salvatore ad Usigni - Interno

Nella cappella a sinistra dell’ingresso è raffigurata Santa Rita da Cascia, opera di autore ignoto, accompagnata da una pregevole acquasantiera. Il primo altare ospita l’incontro tra i santi Pietro e Paolo, attribuito a un collaboratore del Castellucci; il secondo conserva la Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena, dipinta dallo stesso artista aretino.

L’altare maggiore accoglie la Trasfigurazione di Cristo, realizzata da Giovanni Maria Colombi con altri pittori. Qui si conservano anche candelieri donati dal cardinale, decorati con il suo stemma, e un paliotto con Crocifisso e insegne di famiglia. Nell’altare di destra sono rappresentati la Trinità e i santi Artemio, Candida e Antonio da Padova, opera di Castellucci; si ritiene che in questo luogo siano custodite le reliquie dei martiri Artemio, Candida e della figlia Paolina, provenienti dal cimitero romano di San Callisto e donate da Urbano VIII al Poli. L’ultimo altare ospita un crocifisso ligneo riconducibile alla scuola del Bernini, affiancato dalle figure di san Sebastiano e sant’Antonio abate.

Nella cappella a destra dell’ingresso era presente un affresco con san Francesco che riceve le stimmate, firmato da Salvi Castellucci, autore anche della Madonna con san Francesco nella lunetta. Sotto tutti gli affreschi compaiono le api barberiniane, simbolo di Urbano VIII, mentre le acquasantiere, collocate nei pilastri, sono scolpite in forma di ghianda, emblema del cardinale Poli.
La sagrestia conserva un ricco patrimonio di arredi liturgici donati dal cardinale al suo paese natale: calici, ostensori, reliquiari e altri oggetti in argento, oltre a piviali, pianete e paliotti custoditi negli armadi. La chiesa ha conosciuto interventi di restauro nel 1927 e, successivamente, dopo il terremoto del 19791.

Fonti e note

  1. 1

    Usigni. La Chiesa di San Salvatore. Servizio Turistico Associato della Valnerina. Brochure realizzata dall’Associazione dei Comuni della Valnerina con il contributo del FEASR “l’Europa investe nelle zone rurali” PSR dell’Umbria 2007-2013, Asse IV, Approccio Leader, GAL Valle Umbra e Sibillini.
    Chiesa di San Salvatore <Usigni, Poggiodomo>. Chiese Italiane. Conferenza Episcopale Italiana, 21/12/2018, creazione: 19/10/2011, https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=80243 Visitato nel mese di gennaio 2026.
     

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