Villa Redenta

Comune: Spoleto
Edifici abitativi: Ville

Situata a nord di Spoleto, poco distante dalla via Flaminia, Villa Redenta si inserisce oggi in un contesto urbano profondamente trasformato rispetto all’assetto originario, ma conserva ancora la struttura di grande residenza suburbana immersa in un vasto parco pubblico. Il complesso si sviluppa attorno al corpo principale della villa, affiancato da annessi agricoli, cappella, serre e costruzioni di delizia che testimoniano secoli di trasformazioni architettoniche e paesaggistiche.

Villa Redenta
Villa Redenta

Le indagini archeologiche e i rinvenimenti effettuati nell’area – tra cui pavimentazioni romane in cotto e numerosi frammenti marmorei – confermano l’esistenza, già in età imperiale, di una villa patrizia suburbana e di luoghi di culto. Su questo antico impianto, nella prima metà del Cinquecento, Gerolamo Pianciani Martorelli trasformò due edifici isolati in una residenza moderna, dotata di torre e nuovi corpi di fabbrica. Nel XVII secolo la proprietà passò agli Orsini, che consolidarono il carattere di dimora di campagna; nel Settecento entrò nei possedimenti dei Loccatelli da Cesena, i quali, tra la fine del secolo e i primi anni dell’Ottocento, ridisegnarono la villa e il parco, probabilmente con il contributo dell’architetto Pietro Ferrari.

A questo periodo risalgono la dépendance, il refettorio, la serra‑limonaia, il tempietto dorico e la raffinata Café House in stile tardo rococò, riccamente decorata all’interno con stucchi, dipinti e affreschi. La residenza fu teatro di soggiorni illustri: nel 1782 vi fu ospitato Pio VI e, in più occasioni, Pio VII, di ritorno da Roma e dalla Francia; per celebrare tali visite i Loccatelli commissionarono allo scultore Vincenzo Pacetti eleganti ritratti in bassorilievo dei pontefici.

Nel 1823 la villa fu acquistata da Annibale della Genga, futuro papa Leone XII, che la scelse come residenza per i suoi soggiorni spoletini. Alla sua morte la proprietà passò ai familiari e, nella seconda metà dell’Ottocento, giunse al marchese Filippo Marignoli, che le attribuì il nome di “Redenta” e completò l’assetto ottocentesco, intervenendo sulle pertinenze e sul disegno del verde. Dopo la seconda guerra mondiale il complesso fu ceduto ai Frati Minori Conventuali e, nel 1973, alla Provincia di Perugia, attuale proprietaria.

Dal punto di vista architettonico l’edificio principale è costituito da un blocco rettangolare che si affaccia direttamente sulla strada, prolungato ai lati dalle ali del muro di cinta formate dagli annessi. Il prospetto d’ingresso, su due piani e cinque assi di aperture, è dominato dal portone ad arco sormontato da un balconcino su mensole in pietra; le finestre incorniciate e la fascia marcapiano sottolineano il piano nobile. Il prospetto opposto, rivolto verso il parco, si sviluppa su tre livelli, per la pendenza del terreno, ed è caratterizzato da due torri quadrate agli angoli – una chiusa, l’altra loggiata – e da un portico a tre archi con muratura bugnata al piano terra. L’intero volume è coronato da un importante cornicione a mensole sporgenti, ripreso anche sulle torri, che conferisce unità e monumentalità all’insieme.

Gli interni conservano ambienti di notevole pregio: l’atrio decorato con figure di soldati napoleonici a grandezza naturale e con i ritratti marmorei dei papi ospitati nella villa; il salone attiguo con soffitto affrescato dedicato a Leone XII; sale con soffitti lignei cassettonati e decorati; ambienti tematici come la sala “cinese”, con paesaggi esotici dipinti a tempera, e la sala “canoviana”, ornata da scene mitologiche e bassorilievi in gesso. In uno degli ambienti è visibile anche un pavimento a mosaico pertinente alla villa romana preesistente.

Ai lati della residenza si sviluppano due ali di pertinenza che completano il disegno del complesso. Da un lato si trova un edificio a U di impianto settecentesco, formato da due corpi simmetrici più antichi, uno dei quali ospita la cappella, collegati da una sala allungata realizzata all’inizio dell’Ottocento; lo spazio interno definisce un raccolto giardino segreto. Sul lato opposto si allunga la Coffee House, padiglione tardo rococò dalla facciata molto articolata, con paraste, finestre sormontate da oculi, ali laterali dal profilo sinuoso e aperture mistilinee; in continuità si trovano il piccolo tempietto dorico, la fattoria con loggiato e torre colombaia e le scuderie.

Il parco è organizzato secondo un rigoroso principio di assialità e simmetria. Sull’asse principale della villa si allineano una grande vasca dal profilo mistilineo con obelisco marmoreo centrale e, in fondo, le finte rovine di un tempietto neoclassico che ingloba frammenti di epoca romana e fungeva da quinta scenografica per rappresentazioni teatrali. Attorno alla vasca si apre un vasto parterre erboso incorniciato da siepi di bosso e alloro, mentre oltre il tempietto si estende un bosco di lecci impostato secondo un gusto paesaggistico, ricco di episodi: la fontana rupestre con laghetto, la meridiana collegata a una pavimentazione in cotto con segni zodiacali, la ghiacciaia ipogea, un vascone ovale e la peschiera ombreggiata da un fitto bambù.

Il patrimonio arboreo comprende numerosi esemplari monumentali, tra cui un cedro del Libano di oltre duecento anni, una magnolia grandiflora coeva all’impianto originario del giardino, lecci, aceri, carpini, pini domestici e altre specie autoctone ed esotiche che contribuiscono al carattere scenografico del parco.

Oggi Villa Redenta è un bene pubblico gestito dalla Provincia di Perugia. L’edificio principale e parte degli annessi ospitano attività culturali, eventi, mostre e, per alcuni anni, una scuola di alta cucina; la fattoria è adibita ad ostello e le ex scuderie sono state trasformate in sale convegni polifunzionali. Il complesso è frequentemente utilizzato come sede di iniziative legate al Festival dei Due Mondi e ad altre manifestazioni cittadine, confermando il ruolo della villa come luogo di rappresentanza e di incontro tra memoria storica e vita contemporanea.1.

Fonti e note

  1. 1

    Open Data Regione Umbria https://dati.regione.umbria.it/
    "Studio di fattibilità. Rete regionale per la valorizzazione di ville, parchi e giardini nel paesaggio rurale. Servizio promozione e valorizzazione sistemi naturalistici e paesaggistici" della Regione dell'Umbria
    "Villa Redenta." Wikipedia, L'enciclopedia libera. 14 nov 2025, 10:00 UTC. visitato nel mese di maggio 2026 <//it.wikipedia.org/w/index.php?title=Villa_Redenta&oldid=147823145>.

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