Chiesa di Sant'Ermete Martire a Brufa

Comune: Torgiano
Edifici religiosi: Chiese
Chiesa di Sant'Ermete Martire
Chiesa di Sant'Ermete Martire

La chiesa di Sant'Ermete Martire a Brufa, oggi parrocchiale, affonda le sue origini nel XIV secolo. La prima costruzione risale al 1350, contestualmente all’edificazione del castello medievale. L’edificio originario, probabilmente distrutto durante incursioni militari, fu ricostruito fuori dalle mura, su un terreno appartenente all’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Già nel 1468 la chiesa risulta sotto la giurisdizione della Commenda di San Luca in Perugia, centro nevralgico dell’Ordine, e viene menzionata nei registri catastali del 1489 e del 1493 con le denominazioni “S. Helmus da castro Brufe” e “Sancto Hermo da Brufa”.

Nel 1569, per volontà del vescovo Fulvio Della Corgna, la chiesa acquisì lo status di parrocchia, ricevendo il fonte battesimale. Nel 1763, il vescovo Amadei ne confermò l’unione con la chiesa di San Giovanni del castello, sotto la guida del priore generale Fabrizio Oddi. L’edificio, descritto nel 1881 come “brutto e piccolo”, conservava una copertura a capriata visibile ancora oggi sopra la volta. Accanto alla chiesa si erge un bel campanile di pianta quadrata alto mt. 30 la cui costruzione è stata ultimata nel 1896,  grazie al contributo di Leopoldo Sforna, camerlengo di Brufa. Sulla facciata del campanile si può ammirare una statua del Santo Patrono in terracotta opera del Biscarini come l’altare interno della chiesa stessa. Un importante ampliamento e risistemazione dell’intero complesso fu realizzato nel 1977 con il coinvolgimento della comunità locale.

Architettonicamente la chiesa presenta una pianta rettangolare con presbiterio rialzato di due gradini. Prima del presbiterio si aprono due cappelle laterali, di cui quella sinistra è alla base del campanile. Nella parte terminale del presbiterio si trovano due porticine ad arco: una conduce all’esterno, l’altra alla sacrestia. L’edificio è disposto longitudinalmente rispetto alla strada principale del paese, fungendo da fondale scenografico alla piazza.

L’interno è interamente intonacato e scandito da lesene di ordine toscano che suddividono lo spazio in quattro campate, oltre a quella del presbiterio, più profonda. Gli archi longitudinali e trasversali che partono dalle lesene sorreggono una volta a botte lunettata. Sul lato destro, un piccolo annesso rivela una parete in arenaria compromessa, rivestita da mattoni disposti a scarpa. Una finestra ad arco, recentemente aperta, illumina la parete sinistra del presbiterio.

La copertura è a capanna, con struttura in latero-cemento e gronda in cemento armato, rivestita da manto tradizionale. Il pavimento è in lastre di pietra rosa levigate e disposte a correre.

La facciata principale, intonacata, è caratterizzata da due lesene d’angolo e un timpano completo con portafiamma agli spigoli. Il portale, preceduto da tre gradini, è incorniciato e sormontato da un rosone. Al centro del timpano spicca una terracotta raffigurante la Madonna con Bambino, sovrastata da una croce. Tutti gli ornamenti sono realizzati in cemento. La facciata destra è coperta da edifici, mentre quella sinistra, rivolta verso la piazza, ospita il campanile decorato in cemento, lasciato a faccia vista.

La chiesa è leggermente sopraelevata rispetto alla strada, ma incassata nel terreno sul lato destro, dove si registrano problemi di umidità.

La cappella destra, dedicata alla Madonna del Rosario, conserva l’altare e le decorazioni originali. Nella cappella sinistra è collocato l’organo Fedeli del XVIII secolo, precedentemente situato nel ballatoio dietro l’altare. Le pareti ospitano nicchie con statue protette da vetro. Il sagrato, ampio e centrale, è arricchito da una colonna commemorativa in cemento del 1933–34 e da varie sculture e decori, sia in prossimità del campanile che lungo il perimetro.

All'interno due pregevoli quadri: una Annunciazione attribuita a Sebastiano Conca (Gaeta 1680- Napoli 1764) ed una Madonna del Rosario con S. Domenico e S. Caterina da Siena (1630-1640) attribuita ad Anton Maria Fabrizi (Perugia 1595-1649). 1
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Fonti e note

  1. 1

    "Chiesa di Sant’Ermo – Brufa (PG)."Chiese Italiane, Conferenza Episcopale Italiana, https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=3568. Accesso ottobre 2025.

  2. 2

    La storia di BRUFA. Sito web della Pro-Loco di Brufa http://www.brufa.net visitato nel mese di novembre 2012 ed al quale si rimanda per gli approfondimenti del caso.

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