I giardini della Villa del Boccaglione si sviluppano secondo un impianto simmetrico, integrato all’edificio, riflettendo ideali di unità ed armonia. La Villa, come tipico delle ville urbane, si chiude su sé stessa cingendosi di mura, segnando una netta separazione dal territorio agricolo circostante.
L'asse progettuale principale, segnato dal viale d’ingresso, attraversa la Villa e si ricollega al paesaggio retrostante, proseguendo attraverso il boschetto. La composizione degli spazi esterni è divisa tra il parterre (uno spazio unico e planare) e il giardino segreto.
Il Giardino Segreto si distingue per il suo impianto formale e si dispone su tre livelli ascendenti, creando vere e proprie “stanze”:
- Primo Settore/Giardino Pensile: Si raggiunge dal cortile centrale attraverso un grande arco. È di forma rettangolare e quadripartito da aiuole, con al centro una fontana circolare. È delimitato dalla Limonaia a destra e da un recinto murario con ingressi ad esedra a sinistra.
- Secondo Settore: Vi si accede da un fondale strutturato su due scalinate a doppia rampa. Anche questo è quadripartito, con aiuole disegnate da basse siepi di bosso.
- Ultimo Livello e Ninfeo: L’accesso a questo livello è segnato da una pregevole scalinata a profilo polilobato. Questa inquadra il Ninfeo, che costituisce il fulcro prospettico dell’intera composizione ed è decorato alla base con frammenti di pietra calcarea grezza per simulare rocce naturali, e sulle pareti presenta un mosaico bicolore (pietre chiare e laviche) con tessere brillanti che formano il simbolo di un fiore.
Il Giardino Segreto è organizzato secondo precise regole architettoniche basate su un impianto geometrico regolare, con basse siepi che dividono i comparti a formare "salotti" verdi riservati per la conversazione o la riflessione, tipici del modello rinascimentale.
Tra il primo e il secondo livello, una grande e profonda vasca circolare con balaustra in cotto funge da nodo connettivo e centro del giardino. Le basse siepi di bosso in ogni "stanza" sono disegnate a broderie con linee ondulate, spirali e motivi floreali.L'acqua è un elemento imprescindibile: il Ninfeo dà avvio al complesso sistema idraulico che alimenta tutte le fontane della Villa.
Figure mitologiche, come Bacco/Dioniso e una figura satiresca che cavalca un delfino, collocate in nicchie, suggeriscono che il giardino fosse un luogo di diletto e di possibili rappresentazioni teatrali.
La strutturazione su tre livelli, collegati da una suggestiva doppia scalinata, si adattava bene all'uso di un “teatro all’aperto”.
Il giardino si estende poi nel giardino ad esedra, il cui schema a emiciclo racchiude un ampio parterre di basse aiuole di bosso che creano volute curvilinee. Il perimetro ad emiciclo era originariamente segnato dal susseguirsi di basamenti in muratura, probabilmente per sostenere busti o anfore. Oltrepassato l'esedra, si accede al boschetto di querce e carpini, identificato come “giardino all’inglese” o “arcadico”. Questo ambiente è caratterizzato da una vegetazione più rigogliosa, attraversata da sentieri e punteggiata da elementi simbolici. Vi sono:
- Due grandi obelischi in laterizio.
- Due sculture in gesso raffiguranti, probabilmente, Ercole Farnese e Apollo.
- Due torrette a pianta ovale (o fabriques/folies), estranee all’architettura adiacente ma tipiche dei giardini paesaggistici inglesi del XVIII secolo.
Questo "giardino arcadico" unisce simbolicamente "tutti i tempi e tutti i luoghi" (Antico Egitto, periodo classico, Medioevo), formando una sorta di "enciclopedia eclettica a cielo aperto".
Il boschetto rappresenta la compresenza perfettamente integrata del giardino formale e di quello paesaggistico. La trasformazione di quest'area alla fine del XVIII secolo riflette il nuovo gusto romantico, che concepisce il giardino non più come artificio, ma come luogo privilegiato della memoria e della meditazione. Le scelte compositive (obelischi, statue) sono spesso associate alla cultura esoterica e massonica del tempo, trasformando lo spazio in un palinsesto di segni e significati profondi.
Oltre alle estese siepi di bosso, il Giardino Segreto ospitava numerose piante di agrumi in grandi vasi lungo i viottoli. Vi è inoltre la presenza di almeno una palma superstite (originariamente due), piantata tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, che testimonia una moda esotica e un simbolo di immortalità.1
Fonti e note
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Valeriana Mazzasette, Maria Brucato, Gilda Giancipoli, Collana “Riflessioni. Studi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria sulla Tutela del Patrimonio Culturale”. Vol 2. Villa Boccaglione, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, Morlacchi Editore U.P., Perugia, 2021, pp. 151-178