Il piano nobile del Palazzo della Corgna, cuore del percorso museale, custodisce uno straordinario ciclo di affreschi che rappresenta uno dei più significativi esempi di decorazione gentilizia in Umbria. Realizzati a partire dal 1574 da un’équipe di pittori guidata da Niccolò Circignani, detto il Pomarancio, su commissione di Diomede Della Penna, figlio adottivo di Ascanio, gli affreschi celebrano la grandezza della famiglia della Corgna attraverso miti classici, allegorie morali e imprese storiche.1
Sala dell’Investitura
Conosciuta anche come Sala delle Gesta di Ascanio, è dedicata all’eroe fondatore della casata. Sedici finti arazzi illustrano episodi salienti della sua carriera militare e diplomatica: l’Assedio di Genova, il celebre Duello con Giovanni Taddei sotto le mura di Pitigliano, l’Imbarco per Gaeta, l’Incontro con Filippo II di Spagna e la Battaglia di Lepanto. Nella volta, l’apoteosi di Ascanio è raffigurata mentre riceve da papa Giulio III il bastone di custode della Chiesa.
Sala di Paride
Sala d’ingresso del palazzo, è decorata con il Giudizio di Paride al centro della volta e scene mitologiche laterali: Ercole contro l’Idra, Diana ed Endimione, Perseo e Andromeda, Priamo e Tisbe. Gli affreschi celebrano il matrimonio tra Diomede della Corgna e Porzia Colonna, con stemmi che ne attestano l’ascesa sociale e i legami con le famiglie Colonna e Ciocchi del Monte.
Sala di Fetonte
La volta raffigura il mito di Fetonte, circondato da allegorie del tempo e delle stagioni. Il giovane, figlio di Apollo, chiede di guidare il carro del Sole, ma la sua inesperienza provoca disastri sulla Terra. Giove lo fulmina, punendo la sua iubris. Le figure allegoriche simboleggiano la caducità della vita e la temerarietà umana.
Sala dell’Eneide
Dedicata al mito di Enea, eroe troiano fondatore di Roma, la sala celebra il ruolo di Diomede come governatore. Le scene raffigurano Enea tra Cerere e Vulcano, e Venere che chiede le armi per il figlio. Le divinità rappresentate alludono alla prosperità del Chiugi sotto il governo della famiglia della Corgna. Gli affreschi sono attribuiti a Giovanni Antonio Pandolfi, collaboratore del Circignani.
Sala di Annibale
Il riquadro centrale raffigura la Battaglia del Trasimeno del 217 a.C., dove Annibale sconfisse le truppe romane. Attorno, episodi come lo Sbarco della flotta, l’Esercito in marcia e la Clemenza del generale. La sala richiama la memoria storica del territorio, con toponimi come Ossaia e Sanguineto.
Sala di Cesare
Decorata con scene tratte dalla vita di Giulio Cesare secondo Svetonio, la sala allude alle imprese di Ascanio. Vi sono raffigurate le guerre di conquista, il Passaggio del Rubicone, la Battaglia di Farsalo e l’Uccisione di Cesare. Sulla volta campeggia lo stemma dei della Corgna, sorretto da cherubini. Alla decorazione collaborò anche Salvio Savini, pittore di corte.
Sala degli Dei
Attorno alla figura centrale di Giove, sono raffigurate le divinità dell’Olimpo e i dodici segni zodiacali. Nonostante le ridipinture del XX secolo, i restauri hanno restituito parte delle decorazioni originali, tra cui Mercurio, Saturno, Apollo, Minerva e Venere.
Sala di Plutone e Proserpina
Originariamente camera di Laura della Corgna, è decorata con il mito del rapimento di Proserpina da parte di Plutone. Le scene celebrano la figura materna di Cerere, simbolo di fertilità, e alludono alla continuità dinastica garantita da Laura attraverso la nascita di Diomede.
Sale della Biblioteca (Diana e Callisto, Arti, Metamorfosi)
Oggi sede della Biblioteca comunale, queste sale non sono incluse nel percorso museale a pagamento ma conservano affreschi di grande raffinatezza. La prima sala raffigura Diana e Callisto e il Mondo alla rovescia, dove l’ordine naturale è sovvertito. Le altre ospitano scene delle Arti e delle Metamorfosi, con Apollo e Dafne, Pan e Siringa.2
Il museo aderisce al progetto Gran Tour Trasimeno.