ex Chiesa di Santa Maria di Piazza

Comune: Montefalco
Edifici religiosi: Chiese
Chiesa di Santa Maria di Piazza a Montefalco
ex Chiesa di Santa Maria di Piazza

La ex chiesa di Santa Maria di Piazza, o meglio "de platea", già documentata nei primi decenni del XIII secolo, fu sede delle assemblee comunali di Coccorone e poi di Montefalco fino al 1270. L’arcone visibile sulla parete di fondo testimonia l’antica apertura del piano superiore verso la piazza, in seguito, l’edificio passò alla Confraternita del Sacramento, che agli inizi del Cinquecento ne curò la ristrutturazione, conferendogli l’aspetto attuale. Il portale in terracotta, realizzato nei primi anni del Novecento, ne arricchisce la facciata.

Sulla parete di fondo dell’oratorio, Francesco Melanzio affrescò nel 1517 una Madonna in trono con Bambino, affiancata a sinistra da San Gregorio che celebra la messa e, originariamente, a destra da San Girolamo nel deserto, oggi perduto. Nel catino absidale è raffigurato l’Eterno in mandorla tra cherubini, mentre ai lati della nicchia compaiono San Severo San Fortunato. Sull’arcone superiore si trovano due tondi con l’angelo annunciante (perduto) e la Vergine annunciata. Il dipinto è firmato sull’arco della scena con San Gregorio: "Franciscus Melatius de Mote Falco pinsit".

Studi recenti del prof. S. Nessi hanno evidenziato analogie formali con opere vaticane dello stesso autore, come il Trittico del 1497 e la Madonna con Bambino, angeli, S. Gioacchino e S. Anna del 1516. Sebbene la composizione sia simile, l’esecuzione risulta meno raffinata, probabilmente per l’intervento di collaboratori, tra cui il nipote Febo. Spiccano invece per freschezza il volto della Vergine e l’equilibrio cromatico generale.

Accanto all’ingresso è collocata un’acquasantiera del XV secolo, sorretta da una colonnina marmorea che, per la lavorazione del capitello con motivi vegetali stilizzati e le tracce di policromia sul fusto, potrebbe risalire all’XI-XII secolo.

Il restauro dell’apparato pittorico è stato promosso dal Comune di Montefalco e finanziato dalla Cassa di Risparmio di Foligno. I lavori, diretti dal prof. Silvestro, sono stati eseguiti dalla cooperativa CO.BE.C. di Spoleto tra ottobre 2004 e settembre 2005.1

Fonti e note

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    Informazioni tratte da materiale informativo presente in loco

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