Boschi di Montebibico (Monti Martani)

Comune: Spoleto
Codice Sito
IT5210069
Superficie (Ettari)
215,03
Perché è interessante
Il principale valore del sito risiede nella presenza di boschi di Castanea sativa, governati ad alto fusto, con numerosi esemplari secolari ed ultrasecolari, che costituiscono ambienti divenuti rari nell'Italia peninsulare.
Image
Disegno che riproduce un esemplare di sparviero
sparviero (Accipiter nisus Linnaeus, 1758)

L'area protetta dei Boschi di Montebibico (Monti Martani) (codice IT5210069)  interessa il Comune di Spoleto e ha una superficie di circa 215 ha, è ubicato ad est della frazione di Montebibico, e comprende una fascia alto collinare caratterizzata quasi esclusivamente superfici forestali ed in prevalenza castagneti. I boschi di Castagno (Castanea sativa) sono per lo più governati a fustaie da frutto con numerosi esemplari ultrasecolari, inoltre sono presenti formazioni governate a ceduo per la produzione di paleria e travi
da costruzione.

Accanto ai castagneti (9260) ricchi, come detto, di esemplari secolari, si rinvengono boschi di Ostrya carpinifolia attribuiti allo Scutellario-Ostryetum e, negli impluvi più freschi, una vegetazione inquadrata nel Carpino betuli-Coryletum avellanae.Tra la fauna è stato segnalato anche lo sparviere o sparviero (Accipiter nisus Linnaeus, 1758) è un rapace appartenente alla famiglia Accipitridae (specie rara)1.

Fonti e note

  1. 1

    Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/

Habitat Direttiva
  • 5130 - Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli: L'Habitat, molto diffuso in Umbria e in espansione, si riferisce alle formazioni arbustive, più o meno dense (talora anche piuttosto rade ed in mosaico con le formazioni di prateria arida) a dominanza di Juniperus communis. Si tratta di formazioni di origine secondaria, il cui mantenimento è subordinato al perdurare di moderate attività di pascolo, in assenza delle quali tendono a chiudersi e ad essere progressivamente sostituite dalle cenosi forestali. L'Habitat è diffuso nei piani collinare e montano, su substrati sia carbonatici che silicei, generalmente in condizioni di aridità e su suoli poco evoluti.
  • 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee): L'Habitat comprende le praterie perenni, più o meno ricche di specie, a dominanza di graminacee emicriptofitiche e con una componente variabile di camefite, da aride a semi-mesofile, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supra-Temperato, talora interessate da una ricca presenza di specie di Orchidaceae ed in tal caso considerate prioritarie (*). Si tratta tipicamente di praterie secondarie, la cui conservazione è strettamente subordinata al mantenimento delle pratiche di pascolo brado, nel rispetto di un carico sostenibile di capi pascolanti. In assenza delle tradizionali attività pastorali si assiste allo sviluppo di nuclei arbustivi. Viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame si assiste a fenomeni di erosione, rottura del cotico erboso, compattamento del suolo, banalizzazione della composizione floristica con diffusione di specie nitrofile.
  • 91L0 - Querceti di rovere illirici (Erythronio-Carpinion): L'Habitat è costituito da boschi mesofili a dominanza di rovere e/o carpino bianco, generalmente con buona presenza di cerro, caratterizzati da un sottobosco molto ricco di specie e in particolare di geofite a fioritura tardo invernale-primaverile. Essi sono generalmente legati a stazioni fresche, subpianeggianti o di impluvio, o sul fondo di piccole depressioni, con suoli subacidi, profondi e ricchi in humus. Si rinvengono nei Piani Meso- e Supratemperato; in quest'ultimo caso possono occupare anche posizione di versante. L'Habitat include anche le formazioni a cerro e carpino bianco che si sviluppano sui suoli "fersiallitici".
  • 9260 - Boschi di Castanea sativa: L'Habitat comprende le varie formazioni forestali a dominanza di castagno, sia quelle derivanti da impianto da frutto o da legno, che quelle abbandonate e quindi in fase più o meno avanzata di ricolonizzazione da parte di altre specie forestali quali il cerro, la rovere o il carpino bianco. Sono esclusi gli impianti da frutto produttivi in attualità d'uso (codice Corine 83.12) allorché siano privi di un sottobosco naturale. Si tratta di formazioni forestali acidofile, oligotrofiche, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supratemperato, su substrati solitamente ricchi in silice (Macigno), con suoli profondi e freschi, talora anche derivanti da litotipi di matrice carbonatica.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Valutazione:
Valuta questa risorsa
Valuta questa risorsa
0