Gola del Corno - Stretta di Biselli

Codice Sito
IT5210055
Superficie (Ettari)
1.234,02

L'area protetta dei Gola del Corno - Stretta di Biselli (codice IT5210055) è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) / Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000 in Umbria.

Caratteristiche Generali e Vegetazione

Gola calcarea lungo la quale si alternano paesaggi ripariali e rupestri con tratti più ampi ricoperti di boschi. Oltre agli habitat segnalati con codice ed attribuiti alle alleanze Sparganio-Glycerion fluitantis (3260), Saxifragion australis (8213), Salicion albae (92A0), Alno-Ulmion (91E0), ed alle associazioni Orno-Quercetum ilicis e Cephalanthero-Quercetum ilicis (9340), sono presenti boschi di Ostrya carpinifolia, dello Scutellario-Ostryetum, e cenosi a Quercus pubescens, riferite all'alleanza Quercion pubescentis-petraeae (91H0). Il sito per le sue caratteristiche ecologiche viene attribuito alla regione biogeografica mediterranea, anche se ricade per il 25% nella regione continentale all'interno dei 7 Km di buffer.

Qualità e Rilevanza Biogeografica

Il sito racchiude, in poco spazio, molti degli habitat più tipici dell'Appennino calcareo umbro-marchigiano, tutti in buono stato di conservazione. Di particolare valore geobotanico sono: la vegetazione rupicola del Saxifragion australis molto rappresentative per composizione floristica; le stazioni rupestri a Buxus sempervirens, tra le più interessanti dell'Appenninno umbro-marchigiano; i boschetti di Alnus glutinosa, altrove distrutti o fortemente degradati; la vegetazione idrofitica poichè presente con una grande ricchezza di specie; le foreste a galleria di Salix alba tra le meglio conservate della regione. Tra le entità floristiche, oltre alle endemiche, sono di particolare rilievo: Leopoldia tenuiflora, rarissima a livello nazionale; Iris pseudacorus, rara a livello regionale; Chamacytisus spinescens e Carpinus orientalis, di particolare interesse fitogeografico per l'Umbria. Tra la fauna è stata segnalata anche Coronella austriaca (specie vulnerabile), Buteo buteo e Falco tinnunculus (poco comuni) er Mustela putorius (specie vulnerabile e rara).

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Fonti e note

  1. 1Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
Habitat Direttiva
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion.: L'Habitat include le comunità a dominanza di macrofite acquatiche a portamento prevalentemente sommerso (con apparati riproduttivi generalmente emersi) che si sviluppano nei corsi d’acqua a corrente con velocità più o meno accentuata. Si tratta di cenosi spesso povere di specie, che possono tipicamente comprendere entità vascolari, alghe e muschi acquatici. Necessitano di un buon apporto di luce, perciò tendono a non svilupparsi nei corsi d'acqua ombreggiati dalla vegetazione spondale o in presenza di acque poco trasparenti.
  • 5110 - Formazioni stabili xerotermofile a Buxus sempervirens sui pendii rocciosi (Berberidion p.p.): L'Habitat comprende le formazioni arbustive, più o meno aperte, a dominanza di Buxus sempervirens; si riferiscono a questo Habitat anche gli aspetti nei quali il bosso, sempre dominante, è accompagnato da altri arbusti ad originare formazioni di pseudomacchia, mantello, boscaglia. Si sviluppa prevalentemente su substrati calcarei, in ambienti rupestri e ricchi di roccia affiorante.
  • 5130 - Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli: L'Habitat, molto diffuso in Umbria e in espansione, si riferisce alle formazioni arbustive, più o meno dense (talora anche piuttosto rade ed in mosaico con le formazioni di prateria arida) a dominanza di Juniperus communis. Si tratta di formazioni di origine secondaria, il cui mantenimento è subordinato al perdurare di moderate attività di pascolo, in assenza delle quali tendono a chiudersi e ad essere progressivamente sostituite dalle cenosi forestali. L'Habitat è diffuso nei piani collinare e montano, su substrati sia carbonatici che silicei, generalmente in condizioni di aridità e su suoli poco evoluti.
  • 6110* - Formazioni erbose rupicole calcicole o basofile dell'Alysso-Sedion albi: L'Habitat è rappresentato da pratelli di piccola taglia, discontinui e legati alla presenza di substrato affiorante, a carattere xero-termofilo e pioniero. Sono tipicamente dominati da specie succulente del genere Sedum, adattate alla sopravvivenza in condizioni di forte aridità, accompagnate da varie entità annuali a ciclo breve e da numerose specie di muschi e licheni. Il substrato di elezione è generalmente calcareo, ma l'Habitat può colonizzare anche rocce di altra natura (marne, calcareniti, arenarie, calcari ofiolitici). Ha un'ampia distribuzione ma è spesso rappresentato da cenosi di estensione puntiforme.
  • 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee): L'Habitat comprende le praterie perenni, più o meno ricche di specie, a dominanza di graminacee emicriptofitiche e con una componente variabile di camefite, da aride a semi-mesofile, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supra-Temperato, talora interessate da una ricca presenza di specie di Orchidaceae ed in tal caso considerate prioritarie (*). Si tratta tipicamente di praterie secondarie, la cui conservazione è strettamente subordinata al mantenimento delle pratiche di pascolo brado, nel rispetto di un carico sostenibile di capi pascolanti. In assenza delle tradizionali attività pastorali si assiste allo sviluppo di nuclei arbustivi (a dominanza, a seconda delle condizioni ecologiche del sito, di Juniperus oxycedrus subsp. deltoides, J. communis, Spartium junceum, Cytisus sessilifolius, C. scoparius, Pteridium aquilinum, Emerus major subsp. emeroides, Prunus spinosa, Rosa gr. canina, Crataegus monogyna, Pyracantha coccinea, Rubus ulmifolius e altre entità). Viceversa, in presenza di un carico eccessivo di bestiame si assiste a fenomeni di erosione, rottura del cotico erboso, compattamento del suolo, banalizzazione della composizione floristica con diffusione di specie nitrofile. Si tratta di comunità endemiche dell’Italia appenninica, che si sviluppano su substrati di varia natura: da litotipi calcarei a marne, calcareniti e arenarie. Secondo il Manuale europeo (European Commission, 2013), per individuare il carattere prioritario deve essere soddisfatto almeno uno dei seguenti criteri: (a) il sito ospita un ricco contingente di specie di orchidee; (b) il sito ospita un’importante popolazione di almeno una specie di orchidee ritenuta non molto comune a livello nazionale; (c) il sito ospita una o più specie di orchidee ritenute rare, molto rare o di eccezionale rarità a livello nazionale.
  • 8130 - Ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili: L'Habitat raggruppa le formazioni vegetali termofile che si sviluppano su ghiaioni e pietraie in contesti climatici Mediterranei.
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae): L'Habitat, scarsamente rappresentato in Umbria, comprende le foreste alluvionali a dominanza di Alnus glutinosa e Salix sp. pl. che si sviluppano lungo i corsi d’acqua o le rive dei laghi, o ancora in aree palustri e soggette a ristagni idrici non necessariamente collegati alla dinamica fluviale, a quote variabili. Queste comunità si sviluppano su suoli alluvionali ricchi di nutrienti, che alternano fasi di inondazione a periodi di emersione con buon drenaggio. Sono presenti sia nel Macrobioclima Temperato che in quello Mediterraneo, in condizioni edafiche idonee.
  • 9210* - Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex: Faggete appenniniche dell'Habitat 9210* ai margini del Pian Grande di Castelluccio (PG). L'Habitat comprende le faggete con presenza più o meno abbondante di tasso e/o agrifoglio, diffuse nel Piano bioclimatico supratemperato, soprattutto nell'orizzonte inferiore ma anche in quello superiore, con ingressioni nel sottostante Piano mesotemperato in condizioni topografiche ed edafiche particolari (le cosiddette "faggete eterotopiche" o "depresse"). Queste comunità si sviluppano su substrati prevalentemente calcarei, ma anche silicei o marnosi. Sono ampiamente distribuite lungo la dorsale Appenninica ma si rinvengono in modeste estensioni anche nel settore occidentale della regione, sia a nord (Monte Favalto) che nel comparto meridionale (territorio orvietano). Sono comunità generalmente ricche floristicamente, non tanto nello strato arboreo (che risulta spesso piuttosto monotono, se non addirittura monospecifico), quanto negli strati arbustivo ed erbaceo. Talora si arricchiscono di entità tipiche dei piani bioclimatici sottostanti.
  • 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.
  • 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
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