Palazzo Magherini Graziani

Comune: San Giustino
Architettura secondo il periodo: Architettura rinascimentale
Edifici abitativi: Case, Palazzi
Palazzo Magherini Graziani
Palazzo Magherini Graziani

Splendido esempio di villa nobiliare tardo rinascimentale, il Palazzo Magherini Graziani si trova sulle pendici di un colle che domina l’alta valle del Tevere, in posizione panoramica aperta verso la piana e incorniciata dalle montagne appenniniche. L’edificio sorge su una bastionatura appartenente a una costruzione precedente, della quale rimaneva in piedi soltanto il torrione centrale.

La villa fu voluta da Carlo Graziani, esponente della famiglia tifernate di origine toscana, nei primi anni del Seicento. Il progetto venne affidato ad Antonio Cantagallina, architetto di Sansepolcro e allievo del Vasari, affiancato da Bruni di Roma. I lavori della residenza padronale si conclusero nel 1616, mentre nel 1622 fu edificata sul lato destro la cappella di famiglia dedicata alla Madonna Lauretana.

L’edificio, oggi di proprietà comunale, presenta una pianta quadrangolare articolata su tre livelli: i primi due piani sono più alti, mentre il terzo si configura come un mezzanino. Sopra il tetto a padiglione si eleva la torre‑altana, alta 17 metri, caratterizzata come il resto della facciata dall’incrocio di lesene e cornici marcapiano.

La facciata principale, di gusto tardo rinascimentale, è la parte più ricca e scenografica dell’intero complesso. Al centro si apre una loggia a tre arcate che occupa il secondo e il terzo piano, sorretta da sottili colonne che richiamano la loggia vasariana del Castello Bufalini, con cui il palazzo mostra affinità stilistiche. L’intero prospetto è scandito da una griglia ortogonale di lesene e marcapiani, interrotta da finestre quadrate in pietra serena, nicchie poco profonde e una serie di archi murati al piano terra. Gli altri fronti sono più semplici, con aperture rettangolari disposte in modo irregolare.

L’ingresso laterale conduce alla galleria carraia, coperta da una volta a botte, che attraversa l’edificio e consentiva l’accesso delle carrozze. Su questo asse si affacciano il salone d’ingresso al piano terra e, al livello superiore, la loggia con il grande salone di rappresentanza, restaurato dopo un lungo periodo di degrado.

Ai lati della villa si trovano due edifici allineati con l’ingresso laterale: a sinistra la casa colonica, costruzione indipendente su tre piani, e a destra la cappella seicentesca a navata unica, con copertura a doppia falda e campanile. La galleria carraia collegava direttamente questi due corpi laterali.

Gli spazi verdi sono racchiusi entro un ampio perimetro pentagonale interamente murato. Il viale d’accesso, rettilineo e alberato, è decentrato verso destra e conduce all’area antistante la cappella. Sul fronte della villa si estende il giardino all’italiana, con fontana centrale e siepi di bosso, mentre sul retro si trova l’esedra da cui partivano le scalinate che introducevano al parco dei lecci. In origine i giardini seguivano senza interruzioni il pendio della collina, ma furono successivamente realizzati tre terrazzamenti, oggi completamente riorganizzati.

Il complesso subì probabilmente danni durante il terremoto del 1789 e conobbe il suo momento di maggiore degrado dopo la seconda guerra mondiale, quando fu occupato e saccheggiato dalle truppe tedesche. I lavori di recupero iniziarono negli anni Ottanta del Novecento, periodo in cui il palazzo fu acquistato dal Comune di San Giustino; gli interventi non possono dirsi ancora del tutto conclusi.

Attualmente la casa colonica ospita la base operativa della Soprintendenza Archeologica dell’Umbria e dell’Università di Perugia per le campagne di scavo nella vicina villa romana di Colle Plinio, mentre il palazzo conserva l’esposizione e il deposito dei reperti rinvenuti nell’area archeologica1..

Fonti e note

  1. 1

    Le informazioni riportate sono tratte dallo "Studio di fattibilità. Rete regionale per la valorizzazione di ville, parchi e giardini nel paesaggio rurale. Servizio promozione e valorizzazione sistemi naturalistici e paesaggistici" della Regione dell'Umbria

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