Pozzo di San Patrizio - Sezione e PIanta
ORVIETO - IL POZZO DI S. PATRIZIO - SEZIONE E PIANTA
Appaiono in questa sezione le due ampie scale a spirale, sovrapposte l'una all'altra sicchè colui che discende possa poi risalire per l'altra scala senza incontrare chi fosse disceso dall'altra porta d'ingresso. I gradini sono 248 a cordonata atti anche al passaggio dei muli che erano condotti giù per poi caricarli di acqua. Il pozzo ha m. 61,33 di profondità, 13,38 di diametro, non compreso il collare esterno rialzato sopra il suolo di m. 3,34. Un sonetto di Francesco Ghezzi dei primi del '600 così descrive il pozzo: «Due gran serpenti avviluppati insieme - stan dentro una città, non in foresta; - vanno sotterra con sue code estreme - e d'essi n'esce fuori una sol testa. - Questa ha ghirlanda in sue chiome supreme, - il capo è vuoto qual corbello o cesta, - ha due gran bocche e niuna d'esse freme; - queste i due draghi l'uno all'altro presta. - Fanno ambi un mostro che niun l'abborre; - ma in bocca va del primo ognun festante - e per la coda gli esce, e poi ne corre - per la coda dell'altro alla sua bocca - ma pria, nel ventre, ammira bocche tante - quando alza gli occhi al cielo e l'acqua tocca». (Da Perali - Orvieto). Tarchi, U., (1937). L'arte nell'Umbria e nella Sabina. Vol. Quinto. Periodo del Rinascimento (e secoli posteriori). Architettura Civile. (dal principio del sec. XV a tutto il sec. XVIII).Milano: Treves. Tav. LXXVIII