Immersa tra le alture tufacee che separano Porano da Bagnoregio, Villa Paolina si colloca al termine di un lungo viale alberato, nascosta da una vegetazione rigogliosa che ne esalta il carattere di grande parco storico. L’area verde che la circonda, estesa per circa nove ettari, è considerata tra le più significative dell’Umbria e si distingue per la varietà delle sue alberature e per l’alternanza tra zone ornamentali e tratti più selvatici. L’intera proprietà è organizzata secondo un impianto regolare ad assi ortogonali, che ordina sia la disposizione degli edifici sia quella dei giardini.
La villa sorse nel 1706 per iniziativa di Giovan Battista Gualtiero, che la fece costruire come residenza estiva su una precedente struttura monastica. In origine era conosciuta con il nome locale di Corniolo, o varianti simili, legate alla presenza diffusa di questi arbusti nella macchia circostante. Rimase alla famiglia Gualtiero fino al 1874, quando Filippo Antonio Gualterio, impegnato politicamente nel Risorgimento, fu costretto a venderla ai marchesi Viti Mariani. A questi si devono importanti trasformazioni dell’impianto originario e la nuova intitolazione alla marchesa Paolina. Dopo i danni subiti nel secondo dopoguerra, la proprietà passò ai Casini e infine, negli anni Ottanta del Novecento, alla Provincia di Terni.
L’edificio principale presenta un corpo centrale affiancato da due ali laterali. La facciata anteriore, articolata su due livelli, è caratterizzata da una terrazza bassa collegata al giardino tramite una scenografica doppia scala semicircolare. Le finestre ad arco, inserite in edicole, si accompagnano a fasce marcapiano e paraste bugnate. Sul retro l’edificio si sviluppa su quattro piani, poiché il terreno scende verso valle: i livelli inferiori ospitavano un tempo cucine, ambienti di servizio e cappella. Le ali laterali, disposte a elle, racchiudono un piccolo giardino interno con pozzo.
All’interno, il piano nobile conserva ancora le caratteristiche originarie, con soffitti voltati – alcuni decorati, altri controsoffittati in legno – e ambienti arredati con gusto ottocentesco. Tra gli spazi più notevoli figurano un atrio con decorazioni pompeiane, un teatrino all’ultimo piano e una lunga galleria decorata a grottesca.
Il complesso è arricchito da edifici minori situati sul lato sud: una portineria ridimensionata rispetto all’assetto originario, una limonaia restaurata e un casolare con corpo centrale affiancato da due torri colombaie, esempio accurato di edilizia rurale settecentesca. L’accesso alla villa avviene attraverso un cancello metallico decorato e un muro a esedra semicircolare, cui si collegano due strutture un tempo destinate ai servizi.
Oggi Villa Paolina ospita istituti di ricerca del CNR, tra cui l’Istituto di Biologia Agroalimentare e Forestale e il quartier generale dell’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri, insediati qui anche per la ricchezza botanica del parco. Negli stessi spazi si svolgono attività culturali e sportive, mentre l’ex limonaia accoglie il Centro Visite del Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano, dedicato alla valorizzazione dell’Ecomuseo del Paesaggio degli Etruschi.1
Fonti e note
- 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)