L'Abbazia di San Donato sorge nella località di Jerna, nel territorio di Piegaro, in un’area un tempo occupata da un insediamento monastico camaldolese. Il complesso religioso, documentato per la prima volta nel 1136, era già attivo tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo, quando venne eretto il monastero dedicato a San Donato.
In una bolla di Innocenzo II indirizzata al vescovo di Perugia Rodolfo degli Armanni, il monastero camaldolese di San Donato di Jerna è elencato tra le chiese soggette alla giurisdizione episcopale. Anche l’imperatore Federico Barbarossa, nel 1163, confermò i diritti della diocesi di Perugia, includendo l’abbazia di Jerna tra i suoi possedimenti. Intorno alla metà del XIV secolo i monaci abbandonarono il monastero, che passò alle dipendenze della chiesa di Santa Mustiola di Chiusi. Nel 1471 papa Sisto IV ne decretò la soppressione, trasformandolo in commenda secolare e collegandolo all’abbazia di San Giovanni dell’Eremo di Monte Erile.
Del complesso monastico originario restano oggi poche tracce, inglobate in edifici rurali annessi alla chiesa. L’edificio sacro, pur rimaneggiato, conserva memoria della sua origine medievale. La pianta è rettangolare, suddivisa in tre campate scandite da paraste laterali; per due lati la chiesa è completamente inglobata nella casa canonica. Il campanile, in pietra, laterizi e malta, è addossato al corpo di fabbrica e funge da passaggio verso l’interno.
La facciata principale, inserita nel grande caseggiato attuale, è in pietra sbozzata ben compaginata e conserva il profilo dell’antico timpano. L’ingresso è costituito da una porta priva di cornici; ai lati della finestra si riconoscono le sagome di feritoie tamponate. Sul lato sinistro si trova il residuo di un portale duecentesco, inserito in una cortina muraria analoga a quella della facciata, che testimonia l’originario accesso laterale alla chiesa e al complesso fortificato.
L’interno è coperto da una volta in mattoni e presenta una navata unica. Sono presenti tre altari ottocenteschi decorati con lesene piane. Nella prima campata, in corrispondenza della cantoria, i confessionali sono ricavati nello spessore delle murature. La cantoria, posta sopra il portale d’ingresso, è sostenuta da due grandi colonne a fusto liscio.
Ai lati dell’altare maggiore si aprono due porte: quella di destra conduce alla sagrestia, mentre quella di sinistra immette in un piccolo vano con pareti affrescate, dove è collocato il fonte battesimale, realizzato nella prima metà del XIX secolo. La documentazione ricorda come nel 1572 il visitatore apostolico Paolo Mario della Rovere avesse ordinato all’abate commendatario di costruire il fonte battesimale a proprie spese e come, nel 1817, il vescovo Carlo Filesio Cittadini avesse nuovamente autorizzato la sua realizzazione, poi eseguita a carico dei parrocchiani.
La chiesa fu oggetto di una vasta ristrutturazione nel XIX secolo. Successivamente, nel 1918, i fratelli Menigatti di Castel del Piano curarono le decorazioni interne; nel 1937 venne rifatto il tetto e, nella prima metà del XX secolo, fu posato il pavimento in mattonelle di cemento. L’aula liturgica è oggi pavimentata in graniglia bianca senza decori e presenta un tavolo d’altare rivolto all’assemblea, aggiunto nel 1980.
Nel suo insieme, San Donato di Ierna si presenta come una chiesa semplice e sobria, nella quale gli interventi ottocenteschi e novecenteschi si sovrappongono alle tracce dell’antico monastero camaldolese che ne determinò la nascita e la storia1.
Fonti e note
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Farnedi, G., Togni, N. (2014). Monasteri benedettini in Umbria: alle radici del paesaggio umbro. Regione Umbria: Cesena : Centro Storico Benedettino Italiano, 2014. pp. 192-194.
Sperandio, B., Chiese romaniche in Umbria. Perugia: Quattroemme. 2001. pp.85-86
Chiesa di San Donato <Ierna, Piegaro>. Chiese Italiane. Conferenza Episcopale Italiana, 24/09/2015, creazione: 8/11/2010, https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=3627 Visitato nel mese di febbraio 2026.