Centro di canottaggio

Comune: Baschi
Altre emergenze architettoniche e culturali: Architettura industriale e civile

Il complesso sportivo di cui fa parte l’edificio è caratterizzato da semplici sistemazioni esterne, quali una strada di accesso sterrata e alberata che conduce per mezzo di strade secondarie alle altre costruzioni presenti: un infopoint, alcuni spazi destinate a rimesse, un ristorante, un piazzale per la preparazione delle imbarcazioni e un pontile a cui si accede dal soprastante edificio adibito alla rimessa delle barche. Il lotto su cui si colloca il centro di canottaggio è costituito da una striscia di terreno lunga e sottile che affaccia sul lago di Corbara.

Il volume realizzato è costituito da un edificio stretto e allungato suddiviso in due livelli che, mentre su un lato si inserisce nel terreno quasi scomparendo all’interno dello stesso, sul lato opposto si proietta verso il lago; l’esito è un lungo spazio caratterizzato da una sezione trasversale conformata ad arco a sesto acuto policentrico, chiuso a monte e aperto verso valle per mezzo dell’inserimento di una vetrata. Il livello inferiore è destinato alla rimessa delle imbarcazioni ed è messo in comunicazione con l’ambiente esterno attraverso la vetrata; al livello superiore si accede tramite gli ingressi posti ai lati dell’edificio in posizione centrale, che dividono il piano in due zone funzionalmente distinte: verso il lago si trova la zona di soggiorno del circolo, che ospita una sala comune e in cui l’infisso a tutta parete consente la comunicazione con il terrazzo esterno a loggia affacciato sul lago; verso monte si trovano invece i servizi igienici, gli spogliatoi, la palestra e la sauna, queste ultime comunicanti con l’esterno per mezzo di porte vetrate.

La struttura portante dell’edificio è suddivisa in due parti: la prima è costituita da setti in calcestruzzo armato ipogei, fatta eccezione per la parte superiore costituita dalle scale a filo del suolo, che ha lo scopo di contenere il terreno su tre lati e che costituisce il basamento per la sovrastruttura fuori terra, realizzata in acciaio mediante travi IPE arcuate, mentre il rivestimento è costituito da laterizio faccia a vista disposto secondo uno schema embricato. L’ingresso della luce avviene attraverso la grande vetrata affacciata sul lago di Corbara e per mezzo di un lucernario zenitale lineare realizzato in corrispondenza della parte apicale della copertura, che restituisce, assieme alla soluzione adottata per i tramezzi divisori più bassi, la percezione di uno spazio virtualmente unitario.

L’edificio viene realizzato assecondando la forma del lotto e consentendo un’integrazione diffusa tra il volume inserito e il territorio circostante. Il volume evoca figurativamente una lunga barca rovesciata e incastrata nel terreno, caratterizzando il contesto e arricchendolo di un forte valore simbolico. L’utilizzo di materiali propri della tradizione esalta l’integrazione con il contesto paesaggistico. L'opera di Francesco Cellini è iniziata nel 1993 e terminata nel 1995. 1

Fonti e note

  1. 1

    "Centro di canottaggio – Scheda Opera". Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, Ministero della Cultura – Direzione generale Creatività contemporanea, Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, responsabile scientifico Paolo Belardi, scheda ultima modifica 2024-05-03 10:27:32. https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=332 

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