La Necropoli umbro-etrusca del Vallone San Lorenzo si trova tra Montecchio e Baschi nel Parco Fluviale del Tevere, lungo le pendici digradanti verso il torrente San Lorenzo, piccolo affluente del fiume. È una delle più vaste necropoli preromane sinora scoperte in Umbria, che testimonia l’esistenza di un fiorente centro, ancora non individuato, nelle immediate vicinanze del Tevere.
Le tombe si sviluppano lungo le pendici delle colline digradanti verso il torrente, su diversi livelli ed evidentemente ai lati di strade che ne lambivano i bordi, sfruttando l’affioramento di una roccia tenera, il cosiddetto “matile”, facilmente lavorabile.
Si tratta di sepolture a camera, scavate nel terreno. Nella maggior parte dei casi sono precedute da un dromos in leggera pendenza, chiuso dalla porta di accesso alla tomba, formata da un lastrone di travertino. La camera ha forma quadrangolare, con soffitto piano o lievemente displuviato ed è munita sui lati e sul fondo di banchine ricavate nello stesso matile e destinate alla deposizione rispettivamente dei corpi e dei corredi. Lo scavo ha restituito una notevole quantità di materiali di corredo, sia pure in parte manomessi per i ripetuti interventi clandestini susseguiti nel corso degli anni. Fra i metalli, vanno ricordati i vari strumenti per la preparazione e la cottura dei cibi e per il banchetto, frequenti nelle sepolture di ambito etrusco e italico fra gli strati sociali più alti; fra le ceramiche sono degne di nota molte kylikes attiche, che pur non essendo di qualità molto elevata mostrano la frequenza di circolazione di merci comunque costose. Prodotti in ambiente volsiniese sono invece i buccheri, rinvenuti in grande quantità, e le ceramiche etrusche dipinte attribuite al Gruppo di Orvieto1.
Le tombe all’interno presentano banchine laterali per la deposizione dei defunti - , secondo un rituale piuttosto fisso, che consisteva nell’ammucchiare ossa e oggetti negli angoli per far posto a nuove sepolture - e, spesso, una banchina di fondo destinata all’esposizione del corredo. In alcuni casi compaiono elementi scolpiti che richiamano la forma dei letti funerari o varianti planimetriche con due camere in asse. Il rituale è sempre quello dell’inumazione, con oggetti deposti in nicchie o sulle banchine.
I materiali rinvenuti2 – buccheri orvietani, ceramiche etrusche e d’importazione, bronzi di produzione volsiniese e vulcente, molti dei quali esposti all’Antiquarium comunale nella vicina frazione di Tenaglie - mostrano una comunità inserita in intensi scambi con l’Etruria meridionale.
Le tombe furono utilizzate per lunghi periodi, con deposizioni successive che spesso comportarono la riduzione e lo spostamento delle sepolture più antiche. La diminuzione delle tombe nel IV secolo a.C. riflette probabilmente le trasformazioni politiche dell’area, legate all’espansione romana lungo la valle del Tevere.
Le prime esplorazioni risalgono al 1855, quando Domenico Golini individuò tombe e resti di strutture antiche, descrivendo un paesaggio allora quasi intatto. Dopo sporadici interventi e recuperi di materiali frutto di scavi clandestini, dagli anni Settanta del Novecento la Soprintendenza ha condotto campagne sistematiche che hanno permesso di documentare l’estensione del complesso. Tra il 2003 e il 2005 e poi dal 2016 nuove indagini hanno ampliato le conoscenze, portando alla scoperta di una tomba ipogea con dromos e due camere, contenente un ricco corredo databile tra la metà e la fine del VI secolo a.C.
Parallelamente allo scavo, si è avviato un progetto di valorizzazione che ha previsto la pulizia dell’area, il consolidamento delle strutture e la realizzazione di tettoie leggere in legno e acciaio, percorsi di visita e pannelli informativi.
Come detto l’insediamento di riferimento della necropoli non è ancora stato identificato con certezza. La distribuzione dei nuclei funerari suggerisce un popolamento diffuso, forse organizzato secondo modelli “paganico‑vicani”, con un centro più consistente sulla collina di Copio, dove affiorano ceramiche e blocchi di travertino che indicano la presenza di strutture monumentali e forse di un’area cultuale. L’insieme restituisce l’immagine di un territorio complesso, segnato da interazioni culturali e da una lunga continuità di vita, in cui il paesaggio antico e quello attuale continuano a dialogare.3
Nel corso del 2025 la necropoli del Vallone di San Lorenzo a Montecchio ha visto l'avvio della sesta campagna di scavi, condotta da un’équipe di oltre trenta archeologi italiani e statunitensi sotto la direzione scientifica di Luca Pulcinelli, con il coinvolgimento dell’Università di Perugia, della Kent State University e dell’associazione Acqua. Le ricerche mirano a indagare le fasi più antiche del sito, risalenti, come detto, al VII secolo a.C., per ricostruire l’organizzazione sociale e culturale di una comunità agricola e commerciale inserita in una rete di scambi dell’Italia centrale.4La visita alla necropoli è resa agevole dalla presenza di percorso guidato e attrezzato anche con aree di sosta.
Fonti e note
- 1
Montecchio (TR) - Necropoli preromana, sito web della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/index.php?it/109/montecchio-tr-necropoli-preromana visitato nel mese di ottobre 2011.
- 2
La ricchezza di monili e vasellame ritrovati ha alimentato l'insorgere di una leggenda secondo la quale nell'area della necropoli si trovasse un grande tesoro: la gallina dalle uova d'oro. (Cfr. Necropoli Vallone San Lorenzo scheda a cura del DITT, Distretto Integrato Turistico della Provincia di Terni, http://www.ditt.it/eccellenza.php?ID_eccellenza=175 sito web visitato nel mese di ottobre 2011)
- 3
Fonte: Open Data Regione Umbria https://dati.regione.umbria.it
Bruschetti, Paolo. Necropoli di Vallone San Lorenzo (Montecchio, TR). Scavi 2003‑2005. Bollettino di Archeologia on line, vol. III, no. 2, 2012, pp. 89–99.
Pulcinelli, Luca. “La necropoli umbro‑etrusca del Vallone di San Lorenzo in Montecchio.” Paesaggi archeologici, SABAP Umbria, 2019, pp. 60-73. - 4
Cecconelli, E. “Scavando nel tempo: Montecchio e Lugnano in Teverina riaprono le porte alla storia.” La Pagina, 5 Sept. 2025, https://www.lapagina.info/scavi-archeologici-montecchio-lugnano-umbria-2025 visitato nel mese di febbraio 2026