Chiesa dei santi biagio e savino

Comune: Perugia
Altre emergenze architettoniche e culturali: Architettura industriale e civile

La chiesa è collocata all’interno di un lotto di forma regolare circondato da strade e inserito in un tessuto caratterizzato prevalentemente da edilizia residenziale popolare a sud del centro storico della città di Perugia, e posta idealmente in asse con il monastero di Santa Giuliana. A causa dell’orografia del terreno, il complesso parrocchiale si colloca in posizione rialzata rispetto a via Birago, che corre parallela al lato maggiore della chiesa e sulla quale si affaccia la preesistente cappella risalente al 1943. Il progetto dell’edificio è donato da Dino Lilli alla comunità.

All’edificio, addossato al versante orientale del lotto, si accede tramite un ampio sagrato asfaltato antistante la chiesa e destinato al parcheggio delle autovetture. La pianta, a croce latina, è suddivisa in cinque campate e si conclude nell’abside semicircolare. L’ingresso all’aula avviene attraverso un porticato in calcestruzzo armato, che immette in un vestibolo con tre aperture, che funge da un ulteriore filtro tra lo spazio interno e quello esterno. Il transetto, posto in corrispondenza della quarta campata, ospita i confessionali e la riserva eucaristica, mentre la zona presbiteriale, rialzata di tre gradini rispetto al piano dell’aula, è contraddistinta da sedute che perimetrano l’intera abside; l’ultima campata ospita l’ingresso alla sagrestia. Addossate alla controfacciata, in prossimità del vestibolo, sono collocate due cappelle; il campanile è addossato al fianco destro della chiesa e caratterizzato da un trattamento materico coerente con essa.

La struttura dell’edificio, lasciata a vista, è costituita da un’orditura di pilastri che terminano con una mensola, al di sopra della quale poggia la copertura a due falde. In corrispondenza dell’abside, una grande vetrata circolare garantisce l’ingresso della luce, assieme alle finestre poste in corrispondenza delle campate. La facciata principale a vela ha una forma quadrata e si contraddistingue per la presenza di un rosone centrale e per il rivestimento in pietra rosa d’Assisi; una trave in calcestruzzo armato ne costituisce il coronamento. La facciata presenta inoltre una pensilina in calcestruzzo armato sorretta da quattro pilastri con copertura a due falde, che segnala l’ingresso all’edificio, che avviene per mezzo di tre portali lignei. Le facciate laterali sono rivestite in pietra in corrispondenza degli spigoli e del basamento, mentre la restante superficie è intonacata e scandita dalle aperture. Tra il transetto e l’abside si possono evidenziare verso valle successive superfetazioni volumetriche, mentre verso monte avviene la connessione con la casa parrocchiale preesistente.

La percezione dell’edificio, che costituisce un importante elemento di riferimento per il quartiere di via Birago, avviene principalmente nelle sue immediate vicinanze. La particolare conformazione orografica dell’area e le numerose alberature non lo rendono infatti visibile a distanza. L'opera di Dino Lilli è terminata nel 1959. 1

Fonti e note

  1. 1

    "Chiesa dei santi biagio e savino – Scheda Opera". Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, Ministero della Cultura – Direzione generale Creatività contemporanea, Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, responsabile scientifico Paolo Belardi, scheda ultima modifica 2025-01-29 11:51:06. https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=3690 

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