Parco Archeologico di Carsulae

Comune: Terni
Perché è interessante
Carsulae è un'eccezionale città romana conservatasi senza sovrapposizioni storiche. Consente di camminare sul basolato originale della via Flaminia ed esplorare un foro monumentale con templi gemelli, un teatro e un anfiteatro romano integro.

Inquadramento Storico e Urbanistico

Il Parco archeologico di Carsulae custodisce i resti di uno dei centri di epoca romana più rilevanti dell'Umbria. La città sorse in corrispondenza del ramo occidentale della via Flaminia, non lontano dall'odierna San Gemini, distendendosi su un pianoro adagiato alle pendici dei Monti Martani. Questa localizzazione strategica, collocata su un'arteria di comunicazione fondamentale per l'impero, favorì una rapida espansione economica e sociale, trasformando Carsulae in un polo di riferimento per l'intero territorio circostante. La fisionomia urbana venne definita organicamente durante l'età augustea e, grazie alla successiva assenza di interventi edilizi invasivi o sovrapposizioni storiche, si presenta oggi straordinariamente leggibile. La fine della città fu determinata sia dalla deviazione dei principali flussi commerciali lungo altri tracciati stradali, sia da cataclismi naturali — in particolare un violento sisma — che ne provocarono il definitivo abbandono tra il V e il VI secolo d.C.

Il Cuore Pubblico: La Via Flaminia, il Foro e la Basilica

Il tessuto cittadino si sviluppa attorno al tratto urbano della via Flaminia, che fungeva da cardo maximus in direzione nord-sud. La strada mantiene tuttora il suo originario e suggestivo lastricato in basoli di pietra calcarea e incrocia il decumanus maximus nei pressi dello snodo del foro. L'accesso monumentale alla piazza forense era definito sul lato orientale da due archi quadrifronti, dei quali uno è stato parzialmente ricostruito. Il perimetro meridionale del foro accoglie i podi in pietra rosa di due templi gemelli, accessibili tramite una scalinata monumentale; a nord, invece, si allineano quattro vani absidati rettangolari dedicati all'amministrazione cittadina, tra cui spicca la curia. Sul lato opposto della Flaminia sorge la basilica, un maestoso tribunale di età giulio-claudia originariamente suddiviso in tre navate da pilastri di cui rimangono i plinti, chiuso sul fondo da un'aula trasversale absidata.

I Monumenti dello Spettacolo: Teatro e Anfiteatro

Nella parte orientale dell'area archeologica si concentrano i grandi complessi destinati allo svago collettivo. Il teatro, edificato interamente fuori terra in una fase di poco precedente a quella dell'anfiteatro, mostra ancora i dettagli della scaena tripartita con nicchie rettangolari e semicircolari, il pulpitum che la separava dall'orchestra e una cavea poggiata su quindici ambienti voltati. Di fronte ad esso si staglia l'anfiteatro, risalente alla seconda metà del I secolo d.C. Posto a 450 metri di altitudine, fu eretto in opera mista di pietra calcarea e laterizio, sfruttando una depressione naturale del terreno come terrapieno per sostenere le gradinate. Recenti campagne di scavo e consolidamento (2017-2022) ne hanno ripristinato l'assetto, rendendo nuovamente visibili il muro del podio e la superficie dell'arena.

La Dimensione Sacra, Abitativa e le Infrastrutture

La continuità storica del sito è testimoniata in modo mirabile dalla Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, edificata nell'XI secolo su una struttura romana del I-II secolo d.C. L'edificio religioso medievale riutilizza diffusamente materiali antichi, come si nota nel portico e nel bassorilievo della lunetta del portale, che raffigura una croce greca tra animali e figure nimbate. Gli scavi hanno inoltre evidenziato complessi abitativi risalenti all'epoca pre-imperiale, situati di fronte alla chiesa, affiancati da tipiche tabernae commerciali munite di banconi in pietra. L'approvvigionamento idrico era garantito da una rete capillare di cisterne: due collocate a nord dell'impianto termale (una delle quali ospita oggi l'Antiquarium), una nei pressi del teatro e una vicina all'anfiteatro, integrate da un pozzo-cisterna nella periferia occidentale. Le terme stesse, situate nella zona meridionale, presentano strutture con ambienti absidati e tracce di riscaldamento a pavimento (suspensurae).

La Necropoli e l'Arco di San Damiano

Il limite settentrionale dell'abitato è segnato dall'Arco di San Damiano, una porta monumentale risalente all'età augustea originariamente a tre fornici, di cui oggi sopravvive solo quello centrale. Oltre questo confine, lungo la Flaminia, si sviluppava l'area sepolcrale riservata alle famiglie più illustri del municipio. Qui sorgono tre importanti monumenti funerari: una tomba circolare a tamburo decorata con merli, un monumento a torre con fregio dorico e copertura conica, e il basamento di una sepoltura a edicola. Di particolare rilievo emotivo e storico è il ritrovamento di una tomba a cassone in piombo contenente le spoglie di una giovane fanciulla.

Le Recenti Scoperte Archeologiche

I saggi di scavo eseguiti tra il 2012 e il 2014 nei settori C e D hanno gettato nuova luce sulla fase più antica di Carsulae. Le indagini hanno rivelato strutture produttive e commerciali risalenti al II secolo a.C., successivamente riorganizzate in età augustea e definitivamente dismesse alla fine del IV secolo d.C. Tra i ritrovamenti spiccano un tratto di lastricato intatto, murature di botteghe e una cisterna stradale, a riprova della vivace vocazione manifatturiera dell'abitato prima della sua monumentalizzazione imperiale1.

Fonti e note

  1. 1

    Testo integrato con i dettagli storici della mappa interattiva del sito ufficiale: Carsulae - Area Archeologica (https://carsulae.info/649-2/).
    Carsulae - Parco archeologico. Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/index.php?it/110/carsulae-parco-archeologico, sito web visitato nel mese di novembre 2011.
    Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/).

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