Santuario della Madonna della Bianca

Edifici religiosi: Santuari

Il Santuario della Madonna della Bianca fu eretto con autorizzazione ecclesiastica del vescovo di Spoleto Francesco Eroli, datata in Bevagna 1516. La chiesa inizialmente si chiamò "Madonna del Soccorso", poi "Madonna della Misericordia" e infine "Madonna della Bianca", per distinguerla da "La Bruna" (presso Castel Ritaldi) e da "La Rossa" (Pietrarossa). 

Il santuario ebbe origine da una semplice edicola votiva, eretta dagli abitanti di Campello ai margini dell’antica strada che collegava il castello a Spoleto, in un’area boscosa e disabitata conosciuta come “la macchia”, non lontano dalle sorgenti del Clitunno.
 

Santuario della Madonna della Bianca
Santuario della Madonna della Bianca

All’interno dell’edicola era custodita un’immagine della Madonna col Bambino, dipinta agli inizi del XVI secolo da un artista locale di modesta fama. L’opera fu inizialmente venerata con il titolo di “Madonna del Soccorso”, poi “Madonna della Misericordia” e infine “Madonna della Bianca”, appellativo ispirato alla carnagione chiara e ai capelli biondi della Vergine e del Bambino.
L’immagine suscitò fin da subito una profonda devozione popolare, tanto che tra il 1515 e il 1516 l’edicola venne trasformata in una cappella dotata di altare.
Secondo una leggenda locale, dopo il trasferimento dell’affresco sopra il nuovo altare, la Madonna, insoddisfatta della nuova collocazione, tornava ogni notte al sito originario, quasi a voler riaffermare il legame con il luogo semplice e appartato per cui era stata concepita. Il tutto ebbe termine quando si provvide ad edificare, come detto nel 1516, un ben più grande edificio di culto.
 

Architettonicamente l'edificio presenta una facciata a due spioventi ed ha una struttura piuttosto semplice ripartita verticalmente da quattro sottili lesene in cotto, che terminano in un cornicione dentellato, coronante il sottotetto in tutta la sua estensione. La chiesa ebbe forma di croce latina, sormontata da una cupola. La torre campanaria fu aggiunta nel 1617. Nel 1797 l’architetto Giuseppe Valadier fornì i disegni dell’altare maggiore, di quelli minori laterali e degli stucchi che adornano l’interno, sovrapponendo elementi del nascente gusto neoclassico a quelli rinascimentali.
Al centro della facciata si apre il pregevole portale in pietra eseguito nel 1521 dal mastro Cione di mastro Taddeo da Comosobrio: con la sua simmetrica classicità che ricorda nelle forme gli elementi periferici della facciata del Tempietto. Il portale è sormontato da un ampio finestrone circolare. 1

Santuario della Madonna della Bianca - interno
Santuario della Madonna della Bianca - interno

All’interno della chiesa si conserva, nel catino absidale, un grande affresco di Fabio Angelucci da Mevale di Visso, databile intorno al 1574. Vi è raffigurata l'Incoronazione della Vergine da parte dell’Eterno e di Cristo, con personaggi del Vecchio e Nuovo Testamento. Lo Spagna affrescò i lati dell'altare (Annunciazione e Natività), ora staccati e conservati in sacrestia. Negli altari laterali vi sono belle tele del XVI-XVII sec. e in sagrestia si possono ammirare, oltre ai due dipinti prima indicati, preziosi arredi e mobili.2

Fonti e note

  1. 1

    Cfr. Coletti, C. Santa Maria della Bianca - La Bianca. Censimento dei santuari cristiani in Italia dall'antichità ai nostri giorni. http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Common/dettaglio.aspx?idsantuario=1657 visitato nel mese di novembre 2025 ed al quale si rimanda per approfondimenti.

  2. 2

    Informazioni in parte tratte dal sito web del comune di Campello sul clitunno http://www.comune.campello.pg.it ed in parte dal sito Il B.I.M. Cascia http://www.bimcascia.com/ visitati nel mese di febbraio 2011, ai quali si rimanda per ulteriori approfondimenti.

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