Nel cuore del centro storico di Nocera Umbra si trova l’ex Chiesa di San Francesco, oggi sede della Pinacoteca e del Museo Civico. L’edificio, che si affaccia sull’attuale Piazza Caprera, ha origini trecentesche e si è trasformato nel corso dei secoli fino ad assumere l’aspetto monumentale che conserva ancora oggi.
La presenza francescana all’interno della città risale ai primi decenni del XIV secolo, quando i frati ottennero da papa Giovanni XXII il permesso di costruire un nuovo convento entro le mura, dopo la distruzione del precedente insediamento situato fuori dalla cinta urbana. Il nucleo originario sorse inglobando un piccolo oratorio preesistente e fu ampliato già entro la fine del Trecento, come ricorda un’epigrafe murata accanto al portale gotico. In questa fase la chiesa assunse un orientamento diverso e una superficie molto più ampia rispetto alla struttura iniziale.
Durante il Quattrocento l’edificio fu oggetto di continui interventi, sostenuti dalle offerte dei cittadini. Tra il 1494 e il 1497 l’architetto lombardo Antonio di Pietro da Castelrotto realizzò un’importante ristrutturazione che comportò l’innalzamento del muro verso la piazza e la costruzione dei grandi arconi interni. Poco dopo, nel 1500, venne aggiunto il campanile quadrangolare, collocato accanto all’abside. Il chiostro, che si sviluppava ortogonalmente alla chiesa e occupava parte dell’attuale piazza, fu demolito alla fine dell’Ottocento.
La facciata laterale, che oggi funge da fronte principale, è costruita in pietra squadrata e presenta due ingressi: un portale gotico in marmo, più ampio e riccamente lavorato, e un accesso secondario di forme più semplici, con lunetta arcuata. Una monofora romanica si apre nella parte superiore della parete, mentre accanto al portale è collocata la lunga iscrizione in versi leonini che ricorda la ricostruzione del 1386.
L’interno si presenta come un’unica navata di notevoli dimensioni, scandita da cinque grandi archi ogivali che sostengono la copertura a spioventi. L’abside poligonale è coperta da una cupola unghiata. Le superfici murarie conservano un vasto ciclo di affreschi realizzati tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento. La prima campagna decorativa, avviata nel 1497, è legata alla bottega di Matteo da Gualdo e dei suoi collaboratori; la seconda, databile intorno al 1530, fu eseguita da maestri marchigiani come Venanzio da Camerino e Piergentile da Matelica, in relazione all’episcopato di Varino Favorino.
Le pitture si distribuiscono lungo i pilastri e le pareti laterali, con un ricco repertorio di santi, scene mariane e immagini devozionali. Tra le opere più significative figurano la Madonna di Loreto e la Madonna della Misericordia, entrambe attribuite ai pittori marchigiani, oltre a numerosi affreschi della scuola gualdese, tra cui figure di santi, Annunciazioni, Trinità e immagini legate al culto locale. L’ultima nicchia della parete ospita il monumento funerario del vescovo Varino Favorino.
Dopo la soppressione napoleonica del 1809 e la confisca dei beni ecclesiastici, la chiesa passò al Comune nel 1863. Nel corso del Novecento l’edificio conobbe un lungo periodo di degrado, interrotto solo negli anni Cinquanta, quando fu restaurato e destinato a ospitare la Pinacoteca comunale. Un nuovo intervento di consolidamento, avviato nel 1981, portò alla riapertura definitiva nel 1996. Oggi l’ex chiesa conserva e valorizza un importante patrimonio artistico proveniente da varie chiese del territorio, tra cui opere di Matteo da Gualdo, un Crocifisso su tavola del XIII secolo e il celebre Polittico dell’Assunta di Nicolò Alunno1.
Fonti e note
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Grisanti, C., Musei in Umbria. Pinacoteca comunale. Nocera Umbra. Pubblicazione della Regione Umbria - Assessorato Beni e attività culturali. Città di Castello: Litograf. 2005
Mancini, F.F., La chiesa di san Francesco a Nocera Umbra in Pinacoteca Comunale di Nocera Umbra, catalogo regionale dei beni culturali dell'Umbria, Electa Editori Umbri. Perugia, 1996.