Fontana Castelli

Comune: Polino
Architettura secondo il periodo: Architettura barocca
Fontana Castelli
Fontana Castelli

La fontana  Castelli, ascrivibile ad un tardo manierismo barocco, si trova in piazza Marconi, all’ingresso del borgo affacciato sul Nera, un tempo punto di confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli. L’opera, riconducibile al tardo manierismo romano con accenti già barocchi, venne realizzata per volontà del marchese Giambattista I Castelli, governatore perpetuo del luogo ed esponente della nobile famiglia ternana che resse la contea per secoli. La sua costruzione, datata nei documenti tra il 1615 e il 1625, fu un dono alla comunità e si inserisce nel clima artistico e politico dell’epoca.

La fontana occupa il centro della piazza principale, non lontano dal torrione che un tempo ospitava la dogana. Il prospetto, interamente in pietra calcarea, è organizzato in tre settori scanditi da due lesene che terminano in cariatidi. Queste figure sorreggono l’architrave, dal quale si innalzano ai lati due cuspidi slanciate, mentre al centro è collocata una piccola statua raffigurante Giovanna I d’Angiò, regina di Napoli, scelta come omaggio per i favori concessi ai tributari locali.

Alla base si trovano tre vasche alimentate da acque provenienti dalle sorgenti montane circostanti. La vasca centrale è caratterizzata da una figura fluviale scolpita in pietra, mentre quelle laterali, più contenute, presentano teste leonine da cui sgorgano le cannelle. L’architrave si prolunga lateralmente in due cornici ricurve, e nella parte mediana una lapide ricorda il promotore dell’opera e l’anno di edificazione. Sopra di essa campeggia lo stemma dei Castelli, riconoscibile per le tre torri merlate sormontate da un giglio.

Il contesto storico del borgo contribuisce a comprendere il valore simbolico della fontana. Polino, fondato nel XII secolo dai Polini, passò nel tempo agli Arroni, quindi al Regno di Napoli e, nel Quattrocento, ai Trinci di Foligno. Nel XVI secolo la contea fu assegnata ai Castelli di Terni, che la mantennero fino alla fine del Settecento. Nel territorio operò anche una zecca pontificia, attiva nella coniazione degli scudi di papa Clemente XIII grazie all’argento estratto dalle miniere locali1.

Fonti e note

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    "Fontana di Polino." Wikipedia, L'enciclopedia libera. 18 nov 2025, febbraio 2026 <//it.wikipedia.org/w/index.php?title=Fontana_di_Polino&oldid=148052485>.
    Santini, L., Guida di Terni e del ternano - Acquasparta, Arrone, Calvi, Narni, Otricoli, Polino, Sangemini, Stroncone. Perugia.ù Quattroemme. 1999.
    Sito web del Comune di Polino http://www.comune.polino.tr.it visitato nel mese di settembre 2012 ed al quale si rimanda per gli approfondimenti del caso

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