Casa lina a marmore

Comune: Terni
Altre emergenze architettoniche e culturali: Architettura industriale e civile

Casa Lina sorge a Marmore, frazione del comune di Terni, in prossimità della linea ferroviaria e affacciata sull’omonima via. Il progetto costituisce il modello per una serie di abitazioni realizzate successivamente nel territorio ternano con il ricorso a materiali locali, che rappresentano il cosiddetto “ciclo delle Marmore”. L’opera si colloca all’interno di un tessuto prevalentemente residenziale, costituito da villette di più recente costruzione, fatta eccezione per la costruzione collocata nel lotto adiacente, anch’essa progettata da Mario Ridolfi. Il progetto prevede la realizzazione di una casa unifamiliare destinata a ospitare l’architetto e la sua famiglia. Tra il 1964 e il 1966 l’architetto elabora nove soluzioni progettuali giungendo a una soluzione definitiva che nel 1975 subisce comunque ulteriori varianti e ampliamenti.

L’edificio è impostato secondo una pianta centrale ottenuta dalla rotazione di due pentagoni inscritti in un cerchio del diametro di circa sette metri, che formano una “stella” a dieci punte. L’edificio è costituito da un solo piano fuori terra che si colloca in posizione leggermente rialzata rispetto al livello del terreno. Sulla sommità della copertura a falde si trova una lanterna che permette l’illuminazione dello spazio sottostante. La distribuzione interna manifesta l’idea iniziale dell’architetto di realizzare un ambiente completamente aperto, fatta eccezione per la camera da letto, la cucina e la stanza da bagno; per necessità pratiche l’edificio viene successivamente suddiviso per realizzare nuovi ambienti dislocati attorno al fulcro centrale.

I pilastri portanti sono collocati sui vertici di un ipotetico terzo pentagono collocato al centro della struttura. La copertura è costituita da una piramide decagonale, con base passante per i vertici della stella. La facciata è realizzata con una muratura a fasce orizzontali di pietra sponga, alternata a liste di mattoni rossi; sui prospetti si trovano alcuni elementi decorativi in ferro, quali ringhiere e parapetti, disegnati dallo stesso architetto.

L’edificio incarna il modello primigenio di una serie di riflessioni progettuali sulla pianta centrale poi sviluppate nel “ciclo delle Marmore”, configurandosi come una sintesi esemplare dell’architettura ridolfiana. L'opera di Mario Ridolfi è iniziata nel 1964 e terminata nel 1975. 1

Fonti e note

  1. 1

    "Casa lina a marmore – Scheda Opera". Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi, Ministero della Cultura – Direzione generale Creatività contemporanea, Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, responsabile scientifico Paolo Belardi, scheda ultima modifica 2024-05-13 12:08:56. https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=4422 

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