Il Gonfalone di Montone dedicato alla Madonna della Misericordia1, opera di Bartolomeo Caporali e datato 1482, fu realizzato per il convento francescano e rappresenta uno degli esempi più significativi dei gonfaloni processionali contro la peste diffusi in Umbria nel XV secolo. L’opera unisce l’uso del fondo oro, tipico della tradizione toscana, a una narrazione figurativa ricca di dettagli paesaggistici, caratteristica della pittura umbra.
Nella parte inferiore del dipinto si apre la veduta del castello dei Fortebracci, raffigurato con mura danneggiate e abitazioni abbandonate, chiaro riferimento alla devastazione provocata dalle epidemie. In un angolo compare la figura scheletrica della morte con la falce, simbolo diretto della peste, mentre due piccoli tondi laterali ospitano altrettanti santi. Al centro un cartiglio riporta la data e la committenza del convento. Al centro un cartiglio ricorda: A. D. M.CCCC L.xxxII OP. H. CONVENTUS.
Sopra il paesaggio si raccoglie il popolo di Montone, rappresentato con grande attenzione ai tratti individuali: giovani donne, frati minori, monache, armati e magistrati, tutti inginocchiati e rivolti alla Vergine. La comunità è collocata tra san Sebastiano e san Bernardino, figure tradizionalmente invocate contro le malattie contagiose. Alle loro spalle si dispongono altri santi particolarmente venerati nel territorio, la cui scelta risponde a un preciso programma iconografico: san Sebastiano come protettore antipeste; san Francesco, titolare della chiesa; san Biagio, patrono della gola e dei cardatori di lana; san Giovanni Battista, protettore del Comune; san Nicola, legato ai mercanti e all’ordine francescano; san Bernardino, figura centrale della spiritualità francescana e protettore degli ammalati ai polmoni; san Gregorio, titolare della pieve; sant’Antonio di Padova, taumaturgo francescano.
Al centro domina la figura della Madonna della Misericordia, che apre il proprio mantello per proteggere i fedeli dalle frecce scagliate da Cristo giudice, simbolo delle sciagure che colpiscono la terra. Il volto della Vergine, sereno e composto, richiama modelli vicini alla produzione del Bonfigli. In alto due angeli sottili implorano clemenza al Cristo raffigurato in atteggiamento severo, accentuando il contrasto tra giustizia e misericordia.
Come detto la parte bassa del gonfalone conserva inoltre un dettaglio di grande valore documentario: la raffigurazione della chiesa di San Francesco e della rocca di Braccio Fortebracci, unica testimonianza visiva precedente alla distruzione voluta da papa Sisto IV. Questo rende l’opera non solo un capolavoro devozionale, ma anche una fonte iconografica preziosa per la storia di Montone.2
Fonti e note
- 1
o "Gonfalone della Madonna del Soccorso", Cfr. Scheda Federico Zeri FONDAZIONE ZERI | CATALOGHI ONLINE : Caporali Bartolomeo, Madonna della Misericordia con san Sebastiano, san Bernardino da Siena, san Francesco d'Assisi, sant'Antonio da Padova, san Biagio, san Giovanni Battista, san Gregorio Magno e san Nicola di Bari
- 2
Santi, F., Gonfaloni umbri del Rinascimento, Perugia: Volumnia, 1976, pp.105