Il Mulino di Morcella, della fine del XV secolo ed in funzione fino al 1949-50, sorge nell'omonima località proprio al di sotto del borgo ed è, per le sue caratteristiche architettoniche, uno dei mulini più antichi esistenti sul fiume Nestore.
L'edificio si articola su quattro piani: un seminterrato che costituisce il mulino vero e proprio dove erano le quattro macine, il piano sovrastante dove veniva immagazzinato il grano da macinare, poi un terzo ed un quarto piano ad uso abitativo.
I primi due livelli sono in pietrame misto in laterizio. Internamente è costituito da due tunnel realizzati in mattoni a volta, con le mura laterali degli archi che hanno uno spessore di circa un metro e mezzo e le mura di testa uno spessore di 70-80 cm.
L'imponenza della costruzione, la sua conformazione ed alcuni particolari costruttivi come la presenza di feritoie, che in alcuni casi sostituiscono le finestre, e di altri mezzi di difesa sopra le porte di accesso lasciano dedurre che il mulino oltre ad assolvere alla sua normale funzione produttiva avesse anche un suo ruolo nella difesa del territorio.
Da una iscrizione esistente sull'arco della porta di difesa del primo piano apprendiamo che il mulino è appartenuto anche al Conte Connestabile della Staffa, del quale sono presenti le inziali accanto alla data del 1892, anno della ristrutturazione.
Il mulino di Morcella era dotato di una presa posta a circa 500 metri a monte su un'ansa del Nestore dove è tuttora rinvenibile un doppio sbarramento obliquo. La "forma", che attraversava i campi coltivati, non è più rinvenibile. Stesso destino per il canale di deflusso e per l'"accolta", che si sviluppava nelle vicinanze del molino e terminava con una diga distanziata dal muro perimetrale dell'opificio di circa tre metri.
Annesse al molino ci sono altre strutture disposte a quadrato a delimitare un cortile centrale. Esse servivano come punti di sosta per gli animali da traino che venivano a portare al molino il grano da macinare.1
Fonti e note
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Ciani A. (a cura di), Circuito dei mulini ad acqua nei comuni di Massa Martana, Gualdo Cattaneo, Collazzone, Marsciano, Todi ed Acquasparta. Studio finanziato nell'ambito dell'Iniziativa Comunitaria Leader II. Ente committente G.A.L. Media Valle del Tevere. 2000