Il Museo della Tipografia Pliniana si trova a Selci‑Lama, tra Città di Castello e San Giustino, all’interno dello storico stabilimento dove l’attività tipografica prese avvio nel 1913. La sede museale coincide infatti con la tipografia fondata da don Ruggero Fiordelli, amico del sacerdote Enrico Giovagnoli, direttore della tipografia “Leonardo da Vinci” di Città di Castello. Fu proprio la favorevole crescita dell’industria grafica a fine Ottocento a favorire l’apertura di una succursale a Selci, organizzata come cooperativa di quattordici lavoratori e denominata “Pliniana” in omaggio allo storico romano Plinio, che possedeva una villa nel territorio sangiustinese. Fin dagli esordi, la nuova attività rappresentò una risorsa occupazionale di rilievo per l’Alta Valle del Tevere.
Il museo conserva integralmente l’atmosfera delle origini della tipografia, arricchita dalle immagini storiche delle prime maestranze e da un vasto insieme di strumenti e macchinari d’epoca. Tra le attrezzature spiccano le cassettiere con i caratteri mobili in piombo, modelli tipografici in diverse lingue – tra cui greco, lituano e cirillico – e segni specifici per la composizione di formule algebriche e chimiche. Sono inoltre presenti cliché in zinco, sia al tratto sia a retino, alcuni dei quali raffigurano planimetrie di intere città.
Una parte centrale dell’esposizione è dedicata alle macchine che hanno segnato la storia produttiva della Pliniana e che sono tuttora perfettamente funzionanti: una tastiera Monotype e una fonditrice Monotype di fabbricazione inglese del 1955, composta da migliaia di elementi meccanici sincronizzati, e una Linotype prodotta dalle officine Meta di Milano, completa del suo corredo di matrici. Accanto a queste, trovano posto una macchina da stampa Mussano & Sisto, una perforatrice utilizzata per i bollettini postali, un tagliafili in ottone, un tirabozze e strumenti di precisione come il micrometro per la misurazione dei caratteri.
Il funzionamento delle macchine Monotype e Linotype, con il compositore che digita il testo e il piombo fuso che si modella in caratteri, righe e matrici, continua a rappresentare un’importante occasione formativa per gli studenti delle scuole grafiche. Nonostante la maggiore complessità e i tempi più lunghi della stampa a caratteri mobili, la Pliniana mantiene ancora oggi una nicchia produttiva altamente specializzata, dedicata a volumi complessi destinati all’editoria scientifica. Tra le sue realizzazioni figurano collane per l’Archivio Segreto Vaticano, per l’Istituto Storico per il Medioevo, per il Centro Storico Benedettino Italiano e numerose riviste di carattere giuridico e accademico1.
Il museo aderisce al progetto RIM - Rete Interattiva Museale Altotevere.
Fonti e note
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Open Data Regione Umbria https://dati.regione.umbria.it/
Gianni Bovini, G., Lupattelli, P., Musei in Umbria. Percorso museale dell’arte tipografica. Città di Castello. San Giustino. Regione Umbria – Assessorato Beni e Attività Culturali. Città di Castello: Tipolito Properzio. 2008.