Lago dell’Aia

Comune: Narni
Natura e paesaggio: Zone di Protezione Speciale (ZPS)
Codice Sito
IT5220027
Superficie (Ettari)
235,00

Il Lago dell'Aia (conosciuto anche come lago di Narni o lago di Recentino) è un piccolo bacino artificiale di circa 80 ettari di superficie, originato da uno sbarramento per la produzione di energia elettrica posto sul Torrente Aia ed alimentato anche dal Fiume Nera. Il lago è situato nei pressi dell'abitato di Narni, in località Miriano, in una zona pianeggiante caratterizzata da spazi agricoli e boschetti.

Si tratta di una piccola ma preziosa zona umida dell’area narnese, con superfici lacustri e palustri, bordure a canneto (Phragmition australis) e popolamenti idrofitici a base di Potamogeton e Najas marina, oltre a nuclei di Carex riparia. Lungo le sponde si sviluppa una galleria ripariale riferibile al Salicion albae e limitati tratti forestali sclerofilli.

Il sito svolge un ruolo ecologico fondamentale come area di sosta e alimentazione per anatidi, rallidi, ardeidi e rapaci lungo le rotte migratorie, oltre ad ospitare specie ittiche ed anfibie di rilievo. Il factsheet EUNIS registra 89 specie delle Direttive Natura e 4 habitat di interesse comunitario. Tra le specie di rilievo si ricordano la moretta tabaccata, la nitticora, il falco di palude, l'averla piccola, il martin pescatore e l'autoctono Leuciscus cephalus. Tra la flora spicca l'Iris pseudacorus, considerata rara a livello regionale.

Altre caratteristiche utili: il sito gode di doppia tutela ed è registrato sia come ZPS (codice IT5220027 - Lago dell'Aia) sia come SIC/ZSC (codice IT5220019 - Lago l'Aia (Narni))1.

Fonti e note

  1. 1

    Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il Portale SUNLIFE – Università di Perugia (url: http://vnr.unipg.it/sunlife/)

Habitat Direttiva
  • 3140 - Acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.: L’habitat include corpi d’acqua dolce di dimensioni e profondità variabili, con acque generalmente oligomesotrofiche, calcaree, povere di fosfati, a carattere sia permanente che temporaneo, colonizzati da specie di Charophyceae (le cosiddette "alghe a candelabro") che danno origine a praterie sommerse. Le alghe risultano generalmente dominanti ma possono talora essere frammiste a specie vascolari acquatiche.
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition: L'Habitat 3150 si sviluppa in ambienti lacustri o palustri, con acque stagnanti eutrofiche generalmente ricche di basi. È costituito da vegetazione idrofitica, tipicamente azonale, che può essere sia sommersa che natante, flottante o radicante. In particolare, comprende la vegetazione radicante sommersa (generalmente con organi fiorali emergenti) o natante, bentopleustofitica, mesopleustofitica e acropleustofitica (= vegetazione idrofitica flottante che si sviluppa rispettivamente sulla superficie, tra la superficie ed il fondo, o sul fondo dei corpi d’acqua, in quest’ultimo caso con eventuale possibilità di radicare). Le specie dominanti sono generalmente entità ad ampia distribuzione, in alcuni casi subcosmopolite.
  • 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.
  • 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.
Fonte
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il sito http://vnr.unipg.it/sunlife/
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