Il sito tutela il Lago di Piediluco, appartenente all’antico complesso idrografico del Velino (originato dallo sbarramento travertinoso depositato dal Fiume Velino prima di confluire nel Nera e poi in larga parte modificato e prosciugato artificialmente), insieme ai versanti montuosi limitrofi di Monte Caperno e Monte Maro.
La vegetazione si contraddistingue per significativi esempi, per composizione floristica e stato di conservazione, di comunità idrofitiche, elofitiche e dei prati umidi. In particolare, si rinvengono formazioni algali del genere Chara, aggruppamenti a Lemna minor, Potamogeton natans e Nuphar luteum, formazioni con Scirpus lacustris ed aggruppamenti a Cladium mariscus (in un braccio del lago è presente l'unica stazione di questa specie conosciuta in Umbria). Sono presenti anche cenosi idrofitiche a Phragmites australis e Typha latifolia dell'alleanza Phragmition australis, cariceti del Caricion gracilis, ed agallati con vegetazione del Mentho aquaticae-Caricetum pseudocyperi. I rilievi terrestri, come Monte Caperno, sono quasi interamente ricoperti da boschi di leccio (Quercion ilicis) e da formazioni a Buxus sempervirens, oltre a lembi forestali mediterranei e boschi di castagno.
Il sito riveste un'importanza fondamentale come area di sosta e svernamento per l’avifauna lacustre e palustre e come corridoio ecologico. Il factsheet EUNIS attribuisce al sito 83 specie delle Direttive Natura e 8 habitat di interesse comunitario. Tra le specie floristiche rare segnalate si ricordano Hippuris vulgaris, Utricularia vulgaris, Orchis incarnata e Caltha palustris. A livello faunistico si registra la presenza di rare specie di molluschi e tricotteri legati alle sorgenti reo-creniche, mentre si segnala l'accertata estinzione locale di Rutilus rubilio.
Altre caratteristiche utili: il sito gode di doppia designazione ed è classificato sia come ZPS (codice IT5220026 - Lago di Piediluco - Monte Maro) sia come SIC/ZSC (codice IT5220018 - Lago di Piediluco - Monte Caperno)1.
Fonti e note
- 1
Banca dati ufficiale della Rete Natura 2000 - Regione Umbria ed il Portale SUNLIFE – Università di Perugia (url: http://vnr.unipg.it/sunlife/)
- 3140 - Acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.: L’habitat include corpi d’acqua dolce di dimensioni e profondità variabili, con acque generalmente oligomesotrofiche, calcaree, povere di fosfati, a carattere sia permanente che temporaneo, colonizzati da specie di Charophyceae (le cosiddette "alghe a candelabro") che danno origine a praterie sommerse. Le alghe risultano generalmente dominanti ma possono talora essere frammiste a specie vascolari acquatiche.
- 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition: L'Habitat 3150 si sviluppa in ambienti lacustri o palustri, con acque stagnanti eutrofiche generalmente ricche di basi. È costituito da vegetazione idrofitica, tipicamente azonale, che può essere sia sommersa che natante, flottante o radicante. In particolare, comprende la vegetazione radicante sommersa (generalmente con organi fiorali emergenti) o natante, bentopleustofitica, mesopleustofitica e acropleustofitica (= vegetazione idrofitica flottante che si sviluppa rispettivamente sulla superficie, tra la superficie ed il fondo, o sul fondo dei corpi d’acqua, in quest’ultimo caso con eventuale possibilità di radicare). Le specie dominanti sono generalmente entità ad ampia distribuzione, in alcuni casi subcosmopolite.
- 3270 - Fiumi con argini melmosi con vegetazione del Chenopodion rubri p.p e Bidention p.p.: L'Habitat comprende le comunità annuali nitrofile pioniere, a dominanza di specie erbacee di taglia media, che si sviluppano sulle rive dei corpi d'acqua periodicamente emerse dove i sedimenti ancora umidi si arricchiscono naturalmente di nutrienti (soprattutto nitrati). Il substrato può essere composto da sabbie, limo, argilla in proporzioni variabili, meno frequentemente da ghiaia. In primavera, con l'abbassamento del livello idrico, si verifica l'emersione delle sponde fangose che vengono colonizzate dalla vegetazione nel periodo estivo-autunnale. Da un anno all'altro queste comunità vegetali possono mutare in superficie e distribuzione, in funzione dell'idrologia e del rimodellamento morfologico delle sponde.
- 7210* - Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae: L'Habitat comprende le formazioni a dominanza di Cladium mariscus che si sviluppano in zone palustri o lungo sponde lacustri, spesso in contatto con la vegetazione delle alleanze Caricion davallianae o Phragmition. In Umbria è presente solo al Lago di Piediluco dove è rappresentato da piccoli frammenti.
- 9260 - Boschi di Castanea sativa: L'Habitat comprende le varie formazioni forestali a dominanza di castagno, sia quelle derivanti da impianto da frutto o da legno, che quelle abbandonate e quindi in fase più o meno avanzata di ricolonizzazione da parte di altre specie forestali quali il cerro, la rovere o il carpino bianco. Sono esclusi gli impianti da frutto produttivi in attualità d'uso (codice Corine 83.12) allorché siano privi di un sottobosco naturale. Si tratta di formazioni forestali acidofile, oligotrofiche, diffuse nei Piani bioclimatici Submeso-, Meso- e Supratemperato, su substrati solitamente ricchi in silice (Macigno), con suoli profondi e freschi, talora anche derivanti da litotipi di matrice carbonatica.
- 92A0 - Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: L'Habitat si riferisce alle formazioni forestali ripariali a dominanza di salici e pioppi che si sviluppano lungo le sponde dei corpi d’acqua (fiumi e laghi), sia nel Piano bioclimatico Mesomediterraneo che in quello Submesomediterraneo. Danno origine generalmente a formazioni lineari che si estendono in funzione del gradiente idrico. Nel caso dei fiumi, le chiome delle fitocenosi sviluppate sulle due sponde possono toccarsi e dare origine ai cosiddetti "boschi a galleria"; nel caso dei laghi possono dare origine a cinture di vegetazione, concentriche con altre tipologie di vegetazione più o meno dipendenti dalla presenza di acqua.
- 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia: L'Habitat, molto ben rappresentato in Umbria, comprende le formazioni forestali sempreverdi a dominanza di leccio, generalmente pluristratificate. Sono inclusi anche gli aspetti di macchia alta, se suscettibili di recupero. Questi boschi si sviluppano su substrati di varia natura, sia calcarei che silicei, su pendenze variabili e suoli a maturità molto diversificata; possono colonizzare siti rupestri con roccia affiorante, ma si rinvengono anche in stazioni subpianeggianti. Sono molto diffusi nei Piani Meso- e Submeso-Mediterraneo, ma possono essere presenti anche in contesto Meso- e Supratemperato, in condizioni edafiche particolari.
- 9540 - Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici: L'Habitat include le formazioni mediterranee a dominanza di pino d'Aleppo, molto diffuse in Umbria soprattutto nel settore meridionale. Queste comunità presentano in genere una struttura aperta, o più spesso biplana, con lo strato dominante rappresentato dalle chiome dei pini ed uno strato arbustivo dominato di taglia più bassa costituito da specie sclerofille sempreverdi tipiche della macchia mediterranea. Spesso rappresentano un aspetto pioniero della ricolonizzazione da parte della vegetazione spontanea in sostituzione della lecceta, ad esempio dopo il passaggio di incendi. In Umbria Pinus halepensis è stato spesso utilizzato negli impianti. Secondo il Manuale Italiano di interpretazione degli habitat della Direttiva 92/43/CEE (Biondi et al., 2009), rientrano nell'Habitat gli impianti artificiali realizzati da molto tempo che si sono stabilizzati e inseriti in un contesto di vegetazione naturale.