Perché è interessante
Uno dei casi più forti di sovrapposizione tra paesaggio agrario, prodotto tipico e immaginario regionale.
Natura e paesaggio:
Paesaggi agrari
Comune:
Norcia
Prodotti agroalimentari collegati:
Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP
Superficie (Ettari)
8.459
Paesaggio agrario d'altopiano in cui le colture stagionali contribuiscono in modo decisivo alla percezione del paesaggio.
Scheda di dettaglio del PPR: Scarica PDF della struttura identitaria
Approfondimenti e Risorse
- Castelluccio di Norcia e la lenticchia: Non si conoscono esattamente le origini dell'insediamento di Castelluccio di Norcia, ma è certa una origine antica, testimoniata da una serie di ritrovamenti, sia all'interno dell'abitato, sia poco lontano, presso la fonte di Val di Canatra.
Castelluccio si trova in cima ad un colle e la parte sommitale corrisponde alla parte più antica, della fortezza cinquecentesca non rimane che un portale e tratti di mura. L'insediamento restituisce tutti i caratteri di un borgo montano, che diventa maggiormente abitato, nel momento in cui la pastorizia diventa stanziale, per cui si cominciano le opere di disboscamento, sia per la creazione di prati pascolo, sia a fini di riscaldamento.
Questo borgo è noto per la coltivazione della lenticchia, nota come la lenticchia di Castelluccio, di uso antichissimo come dimostra il ritrovamento di semi in tombe neolitiche datate 3000 A.C.
La lenticchia è una pianta annuale, che fiorisce tra maggio e agosto, appartenente alla famiglia delle leguminose.
L'inconfondibile sapore, le dimensioni molto piccole, la resistenza ai parassiti e la coltivazione esclusivamente biologica, oggi ne fanno un prodotto ricercatissimo.
Viene seminata non appena la neve si scioglie si raccoglie a fine luglio, primi di agosto. Una volta questa operazione veniva svolta esclusivamente a mano, la carpitura. - Il Pian Grande con la 'fiorita': Il clima freddo montano sposta la primavera più avanti nell'altopiano di Castelluccio (Qm 1300 m.s.l.m.) e verso la metà di giugno la natura fiorisce facendo sbocciare i fiori ovunque, creando uno scenario cromatico suggestivo e unico nel suo genere dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. I festaggiamenti della Fiorita ricadono nella terza e nell'ultima domenica di giugno.
Le tantissime specie floreali del Pian Grande e Pian Perduto sono genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli, acetoselle e tante altre varietà.
I Piani di Castelluccio, insieme al Vettore e gli altri rilievi circostanti, vanno preservati come gioiello paesaggistico e naturalistico dell'Umbria. Il Pian Grande di Castelluccio si estende con orientamento N - S per circa 7 Km di lunghezza, ed ha una larghezza media di circa 3 km. È attraversato da sentieri, mulattiere e dalla strada provinciale che conduce a Castelluccio. L'intera superficie del piano è un'unica vastissima distesa erbosa dall'aspetto vellutato, ad eccezione di limitati lembi di faggeto rimasto a testimonianza della foresta di faggio che copriva le pendici dei monti e gran parte dei piani già prima della colonizzazione umana di questo territorio. L'aspetto del paesaggio attuale è ad opera antropica del pastore, che con la pratica ranco, ha dissodato migliaia di ettari di foresta per far spazio alla prateria.
L'altitudine è variabile; dai 1300 m.s.l.m. nei pressi dei rilievi, a circa 1260 sul fondo di alcune doline, la quota minima di 1252 m viene raggiunta nel Fosso dei Mergani, il segno più forte dell'origine carsica di questi altipiani.