Il Palazzo Bourbon del Monte, domina il borgo umbro di Monte Santa Maria Tiberina con la sua struttura che unisce elementi medievali e rinascimentali. Per secoli fu il centro politico e residenziale del piccolo marchesato imperiale dei Bourbon del Monte, che lo utilizzarono come sede ufficiale dal XIII secolo fino alla soppressione del feudo nel 1815.
L’edificio originario risale al 1250, quando Guido I fece costruire una fortezza conforme ai modelli architettonici dell’epoca. Tra il 1574 e il 1614 il complesso fu quasi interamente rinnovato dal marchese Bartolomeo I e dal figlio Gian Battista I, generale della Repubblica di Venezia, che conferirono al palazzo l’aspetto rinascimentale oggi riconoscibile. Dell’antico impianto medievale sopravvive soprattutto la torre, alta circa quaranta metri, un tempo dotata di campana e destinata alla sorveglianza del territorio.
La facciata, che si sviluppa lungo via del Castello — raggiungibile attraverso un arco medievale — presenta due ordini di grandi finestre e un terzo livello con aperture più piccole. Il portale cinquecentesco, affiancato da colonne in arenaria scolpite, introduce all’edificio; sopra di esso si trova un balcone seicentesco in ferro battuto, dal quale venivano proclamate le disposizioni governative. Accanto all’ingresso è ancora visibile una piccola apertura murata, un tempo utilizzata per raccogliere denunce anonime. La torre sovrastante, già destinata all’avvistamento, permetteva ai soldati di comunicare con altre postazioni fortificate della zona tramite segnali luminosi.
Gli ambienti interni comprendevano ampi saloni decorati da affreschi, residenza della famiglia marchesale e sede degli uffici amministrativi. Nei sotterranei si trovavano le carceri feudali, collegate tramite condotti d’aria all’aula del tribunale, così da permettere ai giudici di ascoltare le conversazioni dei detenuti. Alcune scale a chiocciola fungevano da veri e propri trabocchetti, dove i condannati venivano spinti e feriti dalle lame inserite nelle pareti.
Lungo la stessa via del Castello si conservano le antiche abitazioni dei rami minori della casata, come i Lippiano, proprietari dell’omonimo castello al confine con la Toscana. Il marchesato occupava una posizione strategica tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana, lungo vie di transito commerciali e militari. Tra i privilegi concessi figuravano il diritto di battere moneta — la cosiddetta “montesca” — l’autorizzazione a ospitare duelli e la possibilità di concedere asilo politico, prerogative che tuttavia favorirono anche l’ingresso di contrabbandieri e malviventi.
Il dominio dei Bourbon del Monte cessò con la dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1806 e fu definitivamente soppresso dal Congresso di Vienna nel 1815, quando il territorio venne annesso al Granducato di Toscana. Gli ultimi reggenti, oberati dai debiti, vendettero il palazzo, che nel tempo passò ai Capranica de Grillo e subì gravi danni, anche durante i bombardamenti del 1944.
Nel 1990 il complesso fu acquistato dal Comune di Monte Santa Maria Tiberina, restaurato e destinato a museo dedicato alla storia della famiglia Bourbon del Monte e a sede di iniziative culturali. Tra i personaggi illustri che vi soggiornarono si ricorda il cardinale Francesco Maria Bourbon del Monte, mecenate che ospitò Caravaggio. Tra gli ultimi discendenti della casata figura Virginia Bourbon del Monte, madre di Gianni Agnelli.
Recentemente il museo è stato arricchito da una sezione archeologica che documenta i ritrovamenti del territorio.1
Il museo aderisce al progetto RIM - Rete Interattiva Museale Altotevere.
Fonti e note
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Fonte: Open Data Regione Umbria https://dati.regione.umbria.it
Cerami, P., Scharf, B., (a cura di), Monte Santa Maria, Lippiano e dintorni : storia, curiosità e guida, Delta Grafica, Città di Castello, 1986. pp. 119.