Il Santuario della Madonna dell’Uliveto sorge poco fuori Passignano sul Trasimeno, in un’area un tempo lambita dalle acque del lago. La sua origine è legata alla presenza di una piccola edicola votiva dedicata alla Madonna con Bambino, collocata tra gli olivi lungo la riva. L’immagine, ritenuta miracolosa, era spesso minacciata dalle piene del Trasimeno: per proteggerla, nel 1522 il Capo Priore di Passignano, Lambardo Lambardi, fece distaccare il dipinto dal muro e lo appoggiò provvisoriamente su un tronco di ulivo, gesto che contribuì a consolidare la devozione popolare1.
L’edificazione del tempio iniziò sul finire del XVI secolo, tra il 1582 e il 1586, grazie alle donazioni dei fedeli e all’impiego di materiali provenienti dal vicino e ormai diruto monastero camaldolese di San Vincenzo. Il progetto è attribuito a Mariotto Radi da Cortona, scultore e architetto, autore anche dell’altare maggiore.
La famiglia della Corgna ebbe un ruolo importante nella storia del santuario. Il duca Diomede della Corgna, figlio del condottiero Ascanio, vi fece dono di una statua della Madonna con Bambino scolpita da Ascanio Covati da Cortona, secondo la tradizione raffigurante la moglie e il figlio del duca durante una fuga notturna sul lago. Una nobildonna della stessa casata, come ringraziamento per il salvataggio della propria imbarcazione, commissionò nel 1587 una scultura in arenaria della Madonna dell’Uliveto, originariamente collocata sulla facciata e oggi conservata nel braccio destro del transetto.
Nel 1570 il cardinale Fulvio attribuì la giurisdizione dell’Uliveto al governo di Passignano, disposizione confermata da Clemente VIII nel 1600. Ancora oggi la chiesa dipende dal Comune, che ne è proprietario.
Architettonicamente l’edificio presenta un esterno semplice ed essenziale in pietra arenaria, dall’aspetto sobrio ma imponente, nell'architrave è riportata la scritta: «divae mariae de oliveto dicatum». L’interno, ampio e luminoso, è a croce latina e richiama per concezione spaziale la chiesa di Santa Maria al Calcinaio di Cortona, realizzata circa un secolo prima da Francesco di Giorgio Martini. All’ingresso si trova la cantoria lignea (fine XVII – inizio XVIII secolo), con balconata policroma intagliata e dorata ed organo realizzato da Francesco Federico Martinelli. Lungo le navate si aprono otto altari laterali.
L’altare maggiore, collocato al centro del transetto sotto la grande cupola, funge da quinta scenografica per l’area absidale, oggi adibita a sacrestia. In pietra serena, con colonne di ordine corinzio, fu eretto dalla comunità di Passignano e lavorato come si legge nella base a destra «Da Mariotus Radius Cortonensis» nell'anno 1603. Nel centro di quest'altare vi è l'immagine che ha dato origine al tempio, un affresco attribuito a Caporali Bartolomeo2 rappresentante la Vergine in trono con Gesù, e due angeli in atto di sostenere un arazzo. Ancora nell'interno un'acquasantiera dí marmo scolpito, nel cui piedistallo si legge «Ascanio da Cortona A. D. 1602».
Sui diversi altari vi sono altre pregevoli opere pittoriche a firma di Virgilio Nucci, Madonna in Trono col Bambino, un'Annunciazione ed un Miracolo di Francesco di Paola attribuiti a Salvio Savini.
Tra le opere conservate si segnalano:
- la statua in arenaria della Madonna dell’Uliveto di Ascanio Covati;
- la raffinata acquasantiera in marmo bianco, anch’essa attribuita a Covati;
- numerosi dipinti di Salvio Salvini, artista fiorentino attivo nel santuario;
Il santuario è da secoli luogo di profonda devozione per la comunità di Passignano, che ancora oggi celebra con grande partecipazione la festa del 15 agosto. Tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento sono stati eseguiti importanti interventi di restauro e valorizzazione, volti a migliorare lo stato conservativo dell’edificio e delle opere d’arte, oltre che a recuperare e ordinare la documentazione storica3.
Fonti e note
- 1
Secondo la tradizione, una giovane pastorella storpia si recò a pregare presso l’edicola chiedendo la guarigione. La Madonna le apparve e le ordinò di riferire ai magistrati di Passignano il desiderio di vedere eretto un grande tempio in quel luogo. In un primo momento la ragazza non fu creduta, ma la guarigione miracolosa della sua gamba convinse le autorità della veridicità dell’apparizione. La notizia si diffuse rapidamente e numerosi pellegrini iniziarono a giungere presso l’immagine sacra, favorendo la raccolta delle offerte necessarie alla costruzione della chiesa.
- 2
Altre attribuzioni sono quella fatta a Benozzo di Lese e Benedetto Bonfigli. Cfr. Scheda Fondazione Federico Zeri http://fe.fondazionezeri.unibo.it. A favore del Bonfigli è anche il Tarchi, L'arte del Rinascimento nell'Umbria... vol.6. op. cit.
- 3
Amandoli, C., Madonna dell'Uliveto. Passignano sul Trasimen o (PG). Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), Censimento dei Santuari Cristiani in Italia. Madonna della Stella (Paciano). http://www.santuaricristiani.iccd.beniculturali.it/Common/dettaglio.aspx?idsantuario=1364. Consultato nel febbraio 2026.
Cartellonistica sul posto.