Chiesa di San Nicolò

Edifici religiosi: Chiese
Chiesa di San Nicolò
Chiesa di San Nicolò

La Chiesa di San Nicolò, nota anche come San Nicolò in Valdirose o come antica Santa Maria delle Corti a Lisciano Niccone, è oggi una chiesa sussidiaria e presenta un impianto riconducibile al tardo manierismo. Le sue origini, tuttavia, sono molto più antiche e affondano nel primo millennio.

L’edificio deriva da un antico romitorio, tradizionalmente legato alla presenza di san Romualdo. La tradizione attribuisce la costruzione a un monaco di nome Bucarello, che, ritenuto uomo di grande virtù, fu sepolto sotto l’altare maggiore. La chiesa esisteva già prima della metà dell’XI secolo: la sua edificazione è infatti anteriore al 1050 e, intorno a quella data, è documentata la visita di san Pier Damiani, inviato dal pontefice.

Tra XV e XVI secolo l’edificio custodiva una pala realizzata da Eusebio da San Giorgio. L’assetto attuale è attestato nel 1593, quando il vescovo Comitoli ne verificò lo stato durante una visita pastorale.

Architettonicamente la chiesa presenta una pianta rettangolare con presbiterio leggermente rialzato. Due ingressi laterali conducono alla sacrestia, mentre lungo le pareti si trovano due altari contrapposti, collocati in posizione centrale. L’insieme è caratterizzato da grande semplicità: le murature sono intonacate all’interno e lasciate in pietra a vista all’esterno,  la copertura è realizzata con capriate lignee e tavelle, articolata in quattro campate e protetta da un manto di coppi e tegole, il pavimento, di realizzazione moderna, è in cotto arrotato disposto a spina di pesce..
La facciata principale, costruita in pietra con cantonali squadrati, è dominata da un portale con stipiti e arco in mattoni sporgenti, sopra di esso è collocato uno stemma in arenaria degli Olivetani, sormontato da una finestra con elementi lapidei. Ai lati del portale si trovano due aperture semicircolari oggi chiuse. Sul lato destro è presente un secondo ingresso, anch’esso con stipiti in mattoni e architrave in pietra, accompagnato da una finestra sovrastante. Il campanile, in pietra e a pianta quadrata, si innesta sulla parete di fondo e presenta una cella campanaria con due aperture per lato.1

L’altare di destra conserva una tela in cui compare lo stemma presente sulla facciata, accompagnato dal nome “Angelo Meogubino”. Sotto l’altare maggiore è collocata una pregevole pietra romanica decorata con racemi e tre piccole nicchie, ma la chiesa deve la sua notorietà alla presenza al suo interno di una pala d'altare raffigurante una Madonna con Bambino in trono tra san Nicola di Bari, san Romualdo, il beato Bucarello e santa Francesca Romana
L'opera viene attribuita da alcuni ad "anonimo umbro sec. XV/ XVI"2, mentre altri la attribuiscono ad Eusebio di Jacopo di Cristoforo detto da Sangiorgio.3

Fonti e note

  1. 1

    “Chiesa di San Nicolò.” Chiese Italiane, Conferenza Episcopale Italiana, creato l’8 nov. 2010, ultimo aggiornamento 18 dic. 2015,
    https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=3377 Visitato nel mese di gennaio 2026. 
     

  2. 2

    Cfr. Fondazione Federico Zeri http: www.fondazionezeri.unibo.it, visitato nel mese di settembre 2012

  3. 3

    In tal senso Todini, F. (1989). La pittura umbra dal Duecento al primo Cinquecento . p.66 e Gnoli, U. (1923). Pittori e miniatori dell'Umbria. p. 105.

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