Chiesa di San Vito

Comune: San Venanzo
Edifici religiosi: Chiese
Chiesa di San Vito
Chiesa di San Vito

La Chiesa di San Vito in Monte, oggi parte del territorio comunale di San Venanzo, rappresenta l’esito di una lunga evoluzione insediativa e religiosa che ha coinvolto il castello medievale e l’area circostante. L’edificio attuale, progettato dall’ingegnere orvietano Paolo Zampi e caratterizzato da un linguaggio architettonico neoromanico, sostituisce sia l’antica chiesa castellana del XIV secolo sia la successiva chiesa settecentesca dedicata alla Madonna del Carmelo.

Le prime testimonianze di un luogo di culto dedicato a San Vito risalgono al 1358, quando, per iniziativa del vescovo Ponzio Perotti, fu costruita una chiesa posta di fronte alle mura del castello, come ricordava un’iscrizione collocata sopra l’ingresso. Nei secoli successivi, la funzione parrocchiale rimase legata a questo edificio fino al XIX secolo, quando le sue condizioni strutturali e la crescente inadeguatezza degli spazi resero necessario un trasferimento.

Nel Settecento, nella stessa area, era presente anche una chiesa dedicata alla Madonna del Monte Carmelo, appartenente alla famiglia Viti. Proprio su questo edificio, ormai destinato alla demolizione, venne impostata la nuova parrocchiale. Il cambiamento fu sancito ufficialmente nel 1892, quando il vescovo Bucchi‑Accica decretò lo spostamento della sede parrocchiale dal vecchio edificio, ormai pericolante e troppo angusto, a un nuovo complesso da costruire in località Baccano, centro amministrativo e sociale del paese.

La realizzazione del nuovo tempio iniziò nel 1893, dopo l’abbattimento della chiesa settecentesca. La posa della prima pietra avvenne nel novembre dello stesso anno. Le strutture principali furono completate nel 1898, mentre le decorazioni in terracotta – affidate alla manifattura perugina “Angeletti e Biscarini” – furono avviate subito dopo. Un’epigrafe ricorda anche il contributo economico di papa Leone XIII, che frequentava San Vito durante il suo episcopato perugino. La consacrazione della chiesa avvenne il 14 settembre 1901.

Una descrizione del 1922 conferma la presenza di tre altari – quello maggiore e due laterali nelle cappelle del transetto – e segnala il completo degrado dell’antica cappella castellana, ormai abbandonata. La facciata, rimasta incompiuta per mancanza di fondi, fu terminata nel 1926 con decorazioni in terracotta dello scultore Pietro Guaitini e inaugurata dal cardinale Bonaventura Cerretti.

Nel 1933, un verbale di consegna del beneficio parrocchiale definiva la chiesa “di recente costruzione” e in ottime condizioni, sottolineando la qualità dei materiali impiegati: laterizi e pietra da taglio per l’esterno, pavimentazione in cotto, pareti intonacate, volte a botte e a crociera, pilastri con capitelli, finestre con alabastro e tre altari in terracotta. Interventi successivi riguardarono soprattutto la copertura: una prima revisione è documentata nel 1970, mentre il crollo parziale della volta centrale nel dicembre 1972 rese necessario un rifacimento completo della struttura, realizzato in cemento armato e tavelloni. Nel 1992, dopo i danni causati dal sisma del 1984, l’edificio fu oggetto di un intervento di consolidamento e restauro.

Dal punto di vista architettonico, la chiesa presenta un impianto a croce latina con un’unica navata scandita da due campate e coperta da una volta a botte. Il transetto è voltato con crociere a tutto sesto, mentre l’abside pentagonale è conclusa da un catino impostato su piccoli pilastri. Il presbiterio e le cappelle laterali sono rialzati e delimitati da balaustre in cotto. Le decorazioni in terracotta – altari, fonte battesimale, capitelli, basi e fregi – costituiscono uno degli elementi distintivi dell’edificio. Le finestre, ornate con alabastro, contribuiscono alla luminosità dell’aula. La facciata a doppio spiovente, rivestita in laterizio e incorniciata da paraste, presenta un portale con lunetta, due monofore laterali e un rosone centrale, tutti arricchiti da elementi plastici in cotto. Il campanile a vela si trova sul retro, sul lato sinistro.1

Fonti e note

  1. 1

    Chiesa di San Vito.”Chiese Italiane, Conferenza Episcopale Italiana,  1 luglio 2011, https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedacc.jsp?sercd=87351 . Ultima modifica 25 maggio 2017, visitato nel mese di febbraio 2026

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