Convento Santa Maria Assunta della Spineta

Comune: Fratta Todina
Edifici religiosi: Conventi
Convento Santa Maria Assunta della Spineta
Convento Santa Maria Assunta della Spineta

Il convento Santa Maria Assunta della Spineta è ubicato sul punto più elevato del territorio comunale con una suggestiva vista panoramica che abbraccia l’intera valle da Perugia a Todi.  Secondo un’antica cronaca, il toponimo *Spineta* o *Spineto* trae origine dal fatto che il luogo era aspro, selvaggio e ricco di spine. Forse fu san Francesco stesso il fondatore dell’eremo.

Una tradizione secolare, infatti, lega la presenza di san Francesco a una cappellina, ancora visibile sul lato nord-est dell’attuale complesso, oggi riattivata dopo secoli di oblio: un sacello coperto da una volta in pietra leggermente ogivata, molto suggestivo nel suo squallore e nella sua cruda povertà. Poco distante sono rintracciabili grotte naturali; qui dovettero sorgere, come abitazioni dei frati, capanne di fango e rami d’albero.

Il primo documento in cui si parla del convento risale al 1291: si tratta di una bolla di papa Nicolò IV, che concedeva l’indulgenza di un anno ai fedeli che avessero visitato la chiesa in particolari festività. Il convento decadde dopo la peste nera del 1348, ma tornò alla sua originaria dignità per merito di Gregorio XI: nel 1373 l’eremo di Spineta fu infatti uno dei luoghi francescani da cui prese avvio la Riforma detta dell’Osservanza.

Nel 1398 i Monaldeschi della Cervara, potente famiglia di Orvieto e signori del Peglia, fecero edificare il convento e la chiesa. Molti furono i lasciti testamentari e le donazioni; con il denaro affluito per tutto il XV secolo si aprirono e si chiusero cantieri nella chiesa e nel convento, che si dotò di un chiostro, di dormitori e di una clausura: un muro di cinta che circonda la selva e l’intero complesso. La cosiddetta “porta battitoria” è ancora in uso e costituisce l’ingresso al convento e al chiostro.

La chiesa attuale, dedicata a Santa Maria Assunta, risale al XVIII secolo (1724-1737). Le linee architettoniche seguono il gusto neoclassico. La facciata è a un solo specchio, interamente realizzata con blocchi di calcare bianco perfettamente regolari, ed è sormontata da un timpano triangolare coronato da tre statue in travertino raffiguranti la Madonna, san Francesco e santa Chiara. Sulle pareti laterali aggettano quattro cappelle, con funzione di contrafforti.

L’interno è costituito da un’unica navata; sui lati, a mezza altezza, si aprono nicchie contenenti statue in stucco di santi francescani e, più in alto, corre un cornicione sul quale poggia la volta a tutto sesto.

convento Santa Maria Assunta della Spineta - interno
Convento Santa Maria Assunta della Spineta - interno

Il monumentale altare maggiore, in stile neoclassico, accoglieva originariamente la *Natività* di Lo Spagna, oggi conservata nei Musei Vaticani e attualmente sostituita da un mosaico raffigurante una riproduzione dell’*Immacolata* di Murillo. Al di sotto si può ammirare un pregevole ciborio in noce. Dietro l’altare maggiore si trova il coro ligneo in noce, a due ordini di stalli, risalente al XVIII secolo. Notevole è anche un grande Crocifisso ligneo del XVII secolo.

Dopo pochi anni fu necessario costruire un portico davanti alla porta principale per garantire la stabilità della chiesa e liberare le fondamenta da infiltrazioni d’acqua. La spesa assorbì i mille ducati ricevuti dal Governo pontificio a compenso della pala di Lo Spagna.

Nella seconda metà del Novecento il convento perse progressivamente importanza. Il 4 ottobre 1989, festa di san Francesco, il convento della Spineta iniziò una nuova fase della sua storia, divenendo *Casa di preghiera e di accoglienza*, luogo ideale per elevarsi a Dio e per ritrovare ristoro nel corpo e nello spirito.1

Fonti e note

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