Mulino della Torre di Azzano

Comune: Spoleto
Altre emergenze architettoniche e culturali: Mulini
Perché è interessante
Il mulino conserva la memoria delle attività produttive legate alle acque del torrente Marroggia e di un impianto rimasto operativo fino alla fine del Novecento.

Il mulino della Torre di Azzano è alimentato da un canale artificiale derivato dal vicino torrente Marroggia, ed era pienamente funzionante fino al 1995. L’intero corpo molitorio è composto di due distinti impianti: uno con macine da grano ed uno da olio, forniti di due turbine idrauliche (tipo Pelton).
Si inserisce in un complesso edilizio costituito da fabbricati accorpati tra loro e in pietra (ma ricoperti da intonaco) e ricostruiti secondo la pianta originaria riutilizzando per quanto possibile il materiale edilizio esistente.
 

La torre, isolata rispetto al complesso degli edifici, è a pianta quadrata con tetto a quattro spioventi non originario e con ingresso sul lato ovest.

La strada separa l’edificio dalla vasca di raccolta dell’acqua (bacino di carico del molino) costruita in muratura e dotata di due paratie poste alle estremità, mentre al centro è un volano con grata sottostante per regolare il deflusso delle acque. 

Il molino a grano, con macine in pietra silicea provenienti da Cantiano (Marche), presenta la fronte rivolta verso est, in direzione di Pissignano, e ha l’ingresso in una porta rettangolare con battenti di legno. L’edificio è su tre livelli: a piano terra, dopo l’ingresso, è l’impianto di macinazione. La stanza, a pianta rettangolare, accoglie a destra due palmenti con il sottostante sistema di ingranaggi per il movimento delle macine. Accanto alla parete di fondo è il volano attraverso cui si apre la paratia per consentire l’ingresso dell’acqua, sulla parete a fronte dell’impianto di macinazione è il buratto, in ottimo stato di conservazione. Appoggiata alla parete d’ingresso è una bascula, anch’essa ben tenuta.
La stanza adiacente a quella destinata alla macinazione è sopraelevata. Da questa, salendo un’altra scala in legno, si raggiunge il magazzino, comunque direttamente collegato alla stanza di macinazione da un foro e relativo condotto.

Giustapposto all’edificio del molino a grano è quello per la molitura delle olive. Anch’esso ordinato su tre piani.
Tutto il complesso è attualmente inagibile a causa del sisma del 2016, il mulino per il grano è stato in uso fino ai primi anni del 2000 per la produzione di farina macinata a pietra mentre il mulino ad olio cessò di essere utilizzato dopo la gelata del 1956.1

Fonti e note

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    Informazioni tratte da: Molino della Torre di Azzano. Sito web della Regione Umbria http://www.itinerari.regioneumbria.eu  visitato nel mese di ottobre 2012

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