Umbria Culture for Family è un progetto della Regione Umbria che valorizza luoghi culturali con servizi e proposte rivolti alle famiglie. Alla verifica del 19 giugno 2026, questa struttura risulta inclusa nell’elenco regionale dei Luoghi della cultura accreditati.
Il Museo Comunale di Montefalco occupa la chiesa di San Francesco, costruita dai frati Minori tra il 1335 e il 1338 e trasformata più volte nel corso dei secoli. Dopo la soppressione degli ordini religiosi, l’edificio passò al Comune, che alla fine dell’Ottocento vi trasferì la raccolta civica. Interventi di restauro avviati nel Novecento hanno restituito leggibilità agli ambienti, riordinato le collezioni e recuperato spazi del convento per l’esposizione di dipinti, sculture, tessuti e materiali provenienti dalle chiese del territorio. La cripta ospita reperti archeologici e frammenti lapidei, mentre il giardino è stato arricchito da installazioni contemporanee.
Il cuore del museo è l’abside affrescata da Benozzo Gozzoli nel 1452 con le storie di san Francesco (1452), un ciclo di dodici scene disposte su tre registri che segue la vita del santo dalle origini alla glorificazione, ispirandosi ai testi francescani ufficiali, tra i più importanti cicli rinascimentali conservati, secondo in ordine di importanza dopo quello giottesco di Assisi. La presenza di frati e personaggi locali sottolinea il ruolo dell’Ordine nella comunità e testimonia l’importanza del cantiere montefalchese nella carriera dell’artista.
Accanto a questo complesso, il museo conserva opere di epoche e tipologie diverse. Tra queste, una statua romana di Ercole, restaurata in età moderna, e un frammento di sarcofago con un pastore, soggetto che ricorre sia nel mito antico sia nell’iconografia cristiana. Di ambito medievale è il grande Crocifisso attribuito al Maestro Espressionista di Santa Chiara, caratterizzato da un’intensa resa del dolore e dalla presenza di san Francesco ai piedi della croce.
Un pannello con il monogramma di Cristo, legato alla predicazione di Bernardino da Siena, testimonia la diffusione della devozione al nome di Gesù nel Quattrocento. Alla stessa epoca appartiene la decorazione della cappella dedicata a sant’Antonio abate, dipinta da Giovanni di Corraduccio con episodi tratti dalla Legenda Aurea, ricchi di dettagli narrativi e legati alla forte venerazione rurale per il santo.
Il museo conserva anche un frammento di tessuto “umbro”, esempio della produzione tessile regionale, e un gruppo scultoreo con Cristo crocifisso circondato da santi, attribuito alla cerchia dell’Alunno, in cui il realismo del corpo martoriato è stato recuperato grazie a un restauro recente.
Tra le opere di devozione figurano una Madonna con il Bambino della bottega di Melozzo da Forlì, replica di un’icona romana molto venerata, e il dipinto di Antoniazzo Romano con San Vincenzo, santa Illuminata e san Nicola da Tolentino, modificato nel Quattrocento per adattarsi alla nuova destinazione montefalchese.
Francesco Melanzio è presente con più lavori: una Madonna in trono con il Bambino e santi, proveniente da San Fortunato e caratterizzata dalla presenza dei patroni cittadini, e la Madonna del Soccorso, legata alla Confraternita del Gonfalone e rappresentativa di un tema molto diffuso tra Umbria e Marche per il suo valore morale e devozionale.
La presenza del Perugino è documentata da un affresco con la Natività con l’Eterno in gloria tra gli angeli e l’Annunciazione, databile al 1503, che conserva intatta la superficie pittorica e presenta un paesaggio tipicamente umbro. Chiude il percorso la nicchia affrescata da Jacopo Vincioli con episodi della vita di sant’Antonio da Padova e una copia robbiana dell’Incoronazione della Vergine, proveniente da un’edicola stradale e testimonianza della diffusione delle opere della bottega.1
Fonti e note
- 1Fonte: Open Data Regione Umbria (https://dati.regione.umbria.it/)